Una vicenda scioccante ha indignato l’opinione pubblica: secondo quanto riportato sul quotidiano nazionale Corriere della Sera, un uomo nel Beneventano avrebbe acquistato cuccioli di cane online per abusarne sessualmente, portandoli in molti casi alla morte. Un crimine atroce che non può essere ignorato e che si aggiunge a una lunga lista di brutalità contro esseri indifesi. Questa aberrazione si definisce come zooerastia, perversione sessuale che porta a voler intraprendere rapporti sessuali con gli animali.
L’ Associazione Animalisti Italiani prende posizione con fermezza: chi abusa sessualmente degli animali deve ricevere una punizione esemplare. La castrazione chimica potrebbe essere una misura necessaria per prevenire un’escalation che spesso culmina nella violenza contro le persone.
“Ovidio diceva che la crudeltà sugli animali è il tirocinio della crudeltà sugli uomini. È per questo motivo che la castrazione chimica sarebbe forse una condanna giusta, non solo per chi violenta e abusa delle donne e dei bambini, ma anche per chi si macchia di abusi sessuali sugli animali. Una vergogna che rappresenta un inquietante preludio alla violenza sessuale sulle donne, che ormai vediamo ripetersi ogni giorno in Italia, a opera di italiani e stranieri.
Non dobbiamo avere paura di chiedere con forza e coraggio una punizione esemplare per questi criminali sessuali, colpevoli di atti disgustosi e vergognosi“, ha dichiarato Walter Caporale, Presidente di Animalisti Italiani Onlus.
Il caso accaduto a Benevento, già sotto indagine della Procura, è un chiaro segnale d’allarme. La violenza sugli animali non è mai un fatto isolato: chi si accanisce su di loro è spesso incline a perpetrare abusi anche su esseri umani, un dato confermato da numerosi studi criminologici. Per questo motivo, la condanna morale non è sufficiente. Servono azioni concrete per impedire che simili orrori si ripetano.
Animalisti Italiani Onlus chiede al Governo e al Parlamento di introdurre la castrazione chimica per chi si macchia di reati sessuali, non solo contro donne e bambini, ma anche contro gli animali, troppo spesso dimenticati dalla giustizia. Inoltre, è urgente rafforzare la normativa sulla tutela degli animali, inasprendo le pene per chi si rende responsabile di abusi e maltrattamenti.
La violenza non ha giustificazioni. Chi compie simili atrocità deve essere fermato con provvedimenti chiari, decisi ed efficaci. È tempo di dire basta: per gli animali, per le donne, per tutti.