L’Associazione Animalisti Italiani esprime profonda preoccupazione per l’esito del voto delle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera che, nella giornata di ieri, ha definitivamente respinto gli emendamenti volti a ripristinare i divieti sulla sperimentazione animale cancellati dal Decreto-legge “Milleproroghe”.
A inizio anno, infatti, il provvedimento aveva già bloccato l’entrata in vigore dei divieti riguardanti gli xenotrapianti d’organo e gli studi sulle sostanze d’abuso – come alcol e fumo – previsti dal Decreto Legislativo 26/2014, che recepiva la direttiva europea 2010/63. Con il voto di ieri, anche il tentativo dell’opposizione di correggere quella scelta è stato respinto.
“Si tratta di un grave passo indietro per il nostro Paese, per gli animali e per i ricercatori stessi,” dichiara Walter Caporale, Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani. “Si continua a investire in modelli superati e scientificamente controversi, mentre il resto dell’Europa accelera verso metodi innovativi, etici e più affidabili. Così si sprecano risorse pubbliche e si rallenta il progresso.”
Secondo l’Associazione, la decisione rappresenta un segnale politico preciso: privilegiare un sistema di ricerca fondato ancora sull’uso degli animali, nonostante la crescente contrarietà dell’opinione pubblica e di una parte significativa della comunità scientifica. Negli ultimi anni, centinaia di ricercatori hanno evidenziato i limiti e i rischi legati ai test su animali per xenotrapianti e sostanze d’abuso, sottolineando la scarsa trasferibilità dei risultati all’uomo.
“Continuare su questa strada significa restare ancorati a una visione ottocentesca della scienza,” prosegue Caporale. “Le tecnologie alternative – dai modelli in vitro avanzati alle piattaforme computazionali – sono già realtà. Molti giovani ricercatori sono costretti ad andare all’estero per formarsi su questi strumenti. L’Italia non può permettersi di perdere competenze e credibilità.”
L’Associazione Animalisti Italiani ricorda di aver promosso e sostenuto negli anni campagne di sensibilizzazione e raccolte firme contro i trapianti tra specie e i test per sostanze d’abuso, registrando un’ampia partecipazione da parte dei cittadini. Migliaia di persone hanno chiesto una ricerca più moderna, rispettosa della vita animale e realmente orientata alla tutela della salute umana.
“La legge, l’Unione Europea e il mondo scientifico internazionale indicano con chiarezza la direzione: ridurre e sostituire progressivamente la sperimentazione animale,” conclude Caporale. “Scegliere di non farlo significa tradire le aspettative dei cittadini e le speranze dei malati che attendono cure efficaci e sicure.”
L’Associazione Animalisti Italiani ribadisce il proprio impegno a promuovere una ricerca etica e all’avanguardia, nel rispetto degli animali e del progresso scientifico.