Roma, 9/3/2026 – Con il documento della Commissione Teologica Internazionale, pubblicato il 4 marzo 2026, “Quo vadis humanitas?” la Chiesa Cattolica ancora una volta dice la sua sugli animali e ci riporta forse al Medioevo.
Per quanto ci sia un riconoscimento del fatto che gli animali sono esseri sensibili l’Associazione Animalisti Italiani, per voce del suo Presidente Walter Caporale, vuole rispondere a questo documento ricordando le parole di altri pontefici che, forse, questo nuovo Papa conservatore ha dimenticato: “Papa Paolo VI disse che un giorno noi rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo e ancor più oltre andò Papa Giovanni Paolo II che dichiarò che c’è un soffio, uno spirito che assomiglia al Soffio e allo Spirito di Dio e gli animali non ne sono privi.”
Con queste parole vogliamo rispondere alla classificazione che vede gli animali come esseri viventi di serie B. Non esistono esseri viventi di serie A e esseri viventi di serie B. Siamo tutti esseri viventi figli di un unico Dio, come che lo si voglia chiamare e coniugato secondo tutte le religioni. Pertanto, umilmente, lo vogliamo ricordare al nostro nuovo Papa e ci inginocchiamo di fronte a una frase del grande Papa Giovanni XXIII che si permise addirittura di dire che “se mi dicessero che per ottenere i miei scopi dovrei uccidere una formica io non la ucciderei.”
Ecco caro Papa Leone, con il dovuto rispetto, Ti chiediamo di provare a pensare che gli animali hanno diritto alla vita per il solo fatto di esistere, tanto quanto noi esseri umani, perché gli animali non uccidono, non dichiarano guerre, non uccidono per divertirsi, per sadismo o crudeltà ma solo per legittima difesa o per nutrirsi.
Chi è la vera bestia? Forse è davvero l’essere umano!
Basta guardare a quanto sta succedendo oggi nel mondo e alle centinaia di migliaia di morti tra donne, bambini e uomini per colpa dell’avidità umana, non certo per gli animali. Per non parlare poi delle decine di migliaia di animali che stanno morendo a causa di queste sporche guerre di cui loro non hanno alcuna responsabilità.