Dopo anni di battaglie legali e mobilitazioni, una notizia storica: l’azienda Aptuit non potrà più sperimentare su 1600 cuccioli beagle.
Era settembre 2025 quando il TAR del Lazio ha dichiarato improcedibili i ricorsi dell’azienda per sopravvenuta carenza di interesse, confermando di fatto la fine, almeno per ora, dei progetti che prevedevano l’utilizzo di 1.600 cani destinati a sperimentazioni invasive.
E, come sempre, l’Associazione Animalisti Italiani in prima linea nella battaglia, ha organizzato numerose manifestazioni davanti al TAR Lazio, ma anche a Verona presso la multinazionale farmaceutica Aptuit.
La vicenda ha avuto inizio nel 2021, quando le prime segnalazioni e le pressioni degli Animalisti Italiani Onlus insieme ad altre associazioni animaliste hanno portato la Procura ad avviare un’ispezione nei laboratori di Verona, dove sono emerse gravi violazioni delle norme sul benessere animale. Quel controllo ha portato al più grande sequestro di animali da laboratorio mai avvenuto in Italia: 51 esemplari, tra cui beagle, macachi e marmoset, sono stati salvati da una vita di sofferenza.
L’ex direttore di Aptuit e un veterinario risultano tuttora indagati per maltrattamento e uccisione di animali.
Si è svolta a fine gennaio 2026 una nuova udienza relativa al procedimento penale che riguarda le gravi irregolarità emerse nella gestione dei beagle impiegati nei laboratori, un tema su cui gli Animalisti Italiani seguono da vicino gli sviluppi, pur non essendo formalmente parte civile nel processo.
Il caso, di grande rilevanza, ha evidenziato criticità significative nella conduzione degli stabulari, dove non sono stati rispettati nemmeno i requisiti minimi previsti dalla legge.
Nell’ultima udienza sono stati discussi dettagli procedurali riguardanti il coinvolgimento delle figure professionali responsabili della cura e gestione dei beagle. Il giudice ha rinviato a marzo 2026 la valutazione di eventuali misure alternative alla pena, considerando anche la necessità di definire un eventuale risarcimento a favore delle parti civili costituite.
L’ Associazione Animalisti Italiani sottolinea l’importanza che ogni decisione del tribunale rifletta la gravità delle violazioni accertate, tenendo conto della responsabilità di chi operava all’interno degli stabulari e dei danni subiti dagli animali. È essenziale che percorsi alternativi alla pena non riducano l’impatto delle azioni commesse e servano come deterrente per future irregolarità.
Questo procedimento rappresenta un punto di riferimento significativo nella tutela dei beagle e più in generale degli animali impiegati nella ricerca scientifica. La vicenda dimostra come sia necessario continuare a promuovere la ricerca senza animali e garantire che la legge sulla protezione degli animali sia applicata concretamente.
Negli anni successivi, i giudici amministrativi hanno via via sospeso le autorizzazioni dell’azienda, bloccando gli esperimenti e avviando rigorosi controlli. Parallelamente, la crescente attenzione dell’opinione pubblica ha contribuito a spingere Aptuit a rinunciare ai rinnovi delle richieste di test sui cani.
