Lo stilista Valentino Garavani è morto. Una nota della sua Fondazione ha dato la notizia: “Si è spento oggi nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari. La camera ardente sarà allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23 a Roma, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio 2026, dalle 11 alle 18. Il funerale si terrà venerdì 23 gennaio 2026, alle ore 11, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica 8 a Roma”
Chi era Valentino
All’anagrafe Valentino Clemente Ludovico Garavani, per tutti Valentino, lo stilista era nato l’11 maggio del 1932 a Voghera, in provincia di Pavia. La sua passione per la moda supportata dai genitori Mauro Garavani e Teresa de Biaggi lo ha portato a studiare moda e contestualmente la lingua francese, per poi trasferirsi a Parigi e aprirsi a nuove opportunità.
Quando si parla di Valentino Garavani, il mondo ricorda l’eleganza assoluta, il rosso che ha fatto la storia, la bellezza portata alle sue vette più alte. Ma c’è un’eredità più silenziosa, altrettanto preziosa, che merita di essere ricordata: quella dell’amore profondo per gli animali.
Accanto alle passerelle e ai salotti dell’alta moda, Valentino ha scelto di camminare sempre insieme ai suoi carlini — Molly, Monty, Margot, Maude e Maggie — non come semplici compagni, ma come famiglia. Portandoli con sé ovunque, ha mostrato al mondo che l’amore per gli animali non conosce compromessi, né imbarazzo, né distanza. Li ha resi visibili, legittimi, centrali.
Ma il suo affetto non si è fermato alla dimensione privata. In un settore storicamente legato allo sfruttamento animale, Valentino ha compiuto una scelta chiara e coraggiosa: abolire l’uso delle pellicce dalle sue collezioni. Un gesto che ha avuto un peso simbolico enorme, perché arrivava da una delle voci più autorevoli della moda mondiale. Con quella decisione ha dimostrato che l’eleganza non ha bisogno della sofferenza, che il lusso può evolvere, e che la bellezza autentica non si fonda sulla violenza.
In un universo spesso dominato dall’apparenza, Valentino ha insegnato la tenerezza e la responsabilità. Ha ricordato che la cura, la fedeltà e il rispetto verso chi non ha voce sono forme altissime di stile. Il suo esempio ha contribuito a rendere il rispetto per gli animali una scelta etica possibile, concreta, persino desiderabile.
Se oggi lo si saluta idealmente, lo si fa immaginandolo ancora una volta circondato dai suoi carlini, seguito da passi corti e respiri fiduciosi. Perché il vero lusso che ha saputo incarnare non è stato solo nei tessuti o nelle forme, ma nel cuore aperto con cui ha scelto di proteggere, amare e rinunciare.
E questo, per chi crede in un mondo più giusto e gentile verso gli animali, resta il suo dono più duraturo.