L’Associazione Animalisti Italiani esprime soddisfazione per la decisione annunciata da Stefano Orfei Nones di interrompere definitivamente gli spettacoli con animali all’interno del proprio circo, dopo oltre tre decenni di attività come addestratore.
Il 14 febbraio, sotto il tendone allestito nel quartiere Boccea, a Roma, si è tenuta l’ultima esibizione con le tigri. Un momento simbolico che segna il superamento di un modello di intrattenimento basato sulla presenza di animali selvatici in cattività.
Per anni l’immaginario collettivo ha associato il circo tradizionale a figure iconiche come Moira Orfei e a numeri con grandi felini ed elefanti. Oggi, tuttavia, la sensibilità sociale è profondamente cambiata e sempre più cittadini chiedono spettacoli che non comportino sfruttamento animale.
Già nel mese di dicembre, numerosi attivisti dell’Associazione Animalisti Italiani avevano manifestato pacificamente davanti al Ronyroller per chiedere la fine dell’impiego di specie esotiche negli spettacoli viaggianti. Una mobilitazione che ha contribuito a mantenere alta l’attenzione pubblica sul tema.
“Accogliamo questa decisione come un passaggio importante verso una cultura dello spettacolo più etica e rispettosa”, dichiara il Presidente dell’Associazione, Walter Caporale. “Per troppo tempo gli animali sono stati costretti a vivere in spazi incompatibili con le loro esigenze etologiche. Il fatto che una realtà storica del circo italiano scelga di cambiare rotta dimostra che un’alternativa è possibile. Ci auguriamo che questo esempio venga seguito da tutte le altre strutture ancora legate a un modello superato”.
L’Associazione sottolinea che il futuro dello spettacolo può fondarsi esclusivamente sulle capacità artistiche umane, in grado di emozionare il pubblico senza ricorrere alla detenzione di animali selvatici.
La decisione di Stefano Orfei Nones si inserisce nel solco della legge delega n. 106/2022 che prevede il graduale superamento dell’utilizzo di animali nei circhi. In Italia è già stata approvata e formalmente è in vigore (pubblicata in Gazzetta ufficiale nel 2022). Tuttavia, non è ancora applicata nella pratica perché richiede uno o più decreti legislativi attuativi che stabiliscano come mettere in opera le norme sul divieto e sulle relative tempistiche.
Questi decreti dovevano essere emanati in tempi determinati (inizialmente entro agosto 2025), ma sono stati più volte prorogati e l’ultimo progetto del Governo mira a spostare il termine per la loro entrata in vigore al 31 dicembre 2026.