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	<title>Terni &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>DA TERNI A ROMA, INIZIA LO STERMINIO DEI CINGHIALI:“PIÙ SI ABBATTONO, PIÙ SI MOLTIPLICANO”!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 14:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caccia]]></category>
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					<description><![CDATA[L’annosa questione dei cinghiali che vagano per le strade della città italiane prendendo di mira sia i rifiuti abbandonati in centro urbano che le coltivazioni agricole è all’ordine del giorno. Recenti indagini Ispra rilevano negli ultimi 5 anni i prelievi di ungulati sul territorio italiano sono aumentati del 45% e in media sono stati abbattuti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’annosa questione dei cinghiali che vagano per le strade della città italiane prendendo di mira sia i rifiuti abbandonati in centro urbano che le coltivazioni agricole è all’ordine del giorno. Recenti indagini <strong>Ispra</strong> rilevano negli ultimi 5 anni i <strong>prelievi di ungulati sul territorio italiano sono aumentati del 45%</strong> e in media sono stati <strong>abbattuti circa 300.000 cinghiali all&#8217;anno</strong>. Di questi <strong>257.000 in caccia ordinaria mentre 42.000 in interventi di controllo faunistico</strong>. Da sempre mal gestito dalle Amministrazioni Comunali e Regioni, oggi il difficile rapporto uomo-fauna selvatica torna alla ribalta a causa del testo della nuova norma inserita nella legge di bilancio, a dicembre scorso, che modificando la legge sulla caccia (la 157 dell’11 febbraio 1992) consente &#8220;<em>le uccisioni delle specie di fauna selvatica, anche nelle zone vietate alla caccia, comprese le aree protette e le aree urbane, anche nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto</em>&#8220;.</p>
<p>Tutto ciò ha scatenato il “via libera” alla persecuzione degli animali, ad iniziare dai poveri cinghiali. Basti pensare agli ultimi eventi: a Mentana, nel Lazio, cittadini armati di corde e mazze da baseball e un carabiniere hanno cercato di uccidere un cinghiale. Chiusi i cancelli di Villa Pamphili a Roma: sbarrati gli ingressi di Monteverde e Donna Olimpia, sul posto Asl, polizia locale e metropolitana per isolare gli esemplari e portarli altrove.</p>
<p>Afferma <strong>Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani</strong> :“Sappiamo bene che fine faranno gli animali: se non uccisi direttamente, verranno catturati per diventare carne da macello.<strong> Protestiamo ancora una volta e ricordiamo che i metodi cruenti non sono la soluzione</strong>.  E aggiunge: “Leggiamo oggi tra le pagine de Il Messaggero che <strong>a Terni per i cinghiali si chiude la stagione della caccia e si apre quella della cattura. Lanciamo allora una sfida di civiltà al sindaco di Terni, Leonardo Latini,</strong> <strong>che ha firmato l&#8217;ordinanza che consente</strong>, sotto il controllo dell&#8217;Atc 3 (Ambito territoriale caccia), il <strong>posizionamento delle gabbie per catturali</strong>. Il teatrino sulla pelle degli animali continua da decenni in Italia e sappiamo tutti che l’obiettivo è alimentare la filiera della carne di cinghiale e gli introiti per questo settore. Il 2022 si è chiuso con il primo passo verso la guerra a questi ungulati in attesa della caccia urbana la cui legge, ancora molto ambigua sulle modalità e a cui ci opponiamo è in attesa di chiarimenti prima di organizzare gli abbattimenti in città. <strong>Alla luce di ciò vogliamo spronare Comuni e Regioni a iniziare dal Sindaco di Terni a dare il buon esempio: alla cattura seguano le sterilizzazioni con i vaccini immunocontraccettivi</strong>”.</p>
<p>Un vaccino come il <strong>Gonacon</strong>, sperimentato in USA e in Europa nel Regno Unito con ottimi risultati, <strong>blocca la riproduzione degli ungulati per un periodo che può arrivare a 6 anni con una singola dose.</strong> Se non si vuole continuare con lo stanziamento di indennizzi e contributi per la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica all&#8217;agricoltura, <strong>basterebbe iniziare con il buon senso</strong>: <strong>se le uccisioni</strong>, come mostra la scienza, portano all’<strong>aumento delle riproduzioni,</strong> sarebbe sufficiente <strong>pianificare le sterilizzazioni ad ampio raggio, affiancandole a strategie come l’uso di dissuasori sonori, luminosi e olfattivi</strong> per tenere lontani gli animali dalle aree urbanizzate, gestire meglio i rifiuti nelle città e <strong>contenere l’antropizzazione eccessiva,</strong> evitando di sottrarre altro habitat naturale alle specie selvatiche.</p>
<h4>Sono vari i metodi che l’Associazione Animalisti Italiani Onlus propone da anni, metodi a cui le istituzioni rimangono sorde e indifferenti per mere ragioni di interessi economici.</h4>
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