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	<title>Rai &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>LA CACCIA NON E&#8217; UNO SPORT, MA LUTTO PER ALTRE FAMIGLIE. ANIMALISTI ITALIANI SCRIVE ALLA RAI</title>
		<link>https://animalisti.it/2020/12/30/la-caccia-non-e-uno-sport-ma-lutto-per-altre-famiglie-animalisti-italiani-scrive-alla-rai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 11:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Insinna]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
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					<description><![CDATA[«La caccia non è uno sport». Parole dette da Flavio Insinna durante una puntata del programma Rai “L’eredità”. Parole che hanno mandato su tutte le furie i cacciatori, con un duro attacco nei confronti del conduttore televisivo. Animalisti Italiani scrive, insieme ad altre associazioni, a Salini e Coletta. Abbiamo firmato insieme una lettera per l&#8217;amministratore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«La caccia non è uno sport». Parole dette da <a href="https://www.facebook.com/FLAVIOINSINNAFaccialibro/">Flavio Insinna</a> durante una puntata del programma Rai “L’eredità”.</p>
<p>Parole che hanno mandato su tutte le furie i cacciatori, con un duro attacco nei confronti del conduttore televisivo.</p>
<p>Animalisti Italiani scrive, insieme ad altre associazioni, a Salini e Coletta.</p>
<p><strong>Abbiamo firmato insieme una lettera per l&#8217;amministratore delegato Rai Fabrizio Salini e per il direttore di Rai 1 Stefano Coletta per manifestare la piena condivisione delle parole pronunciate da Flavio Insinna</strong> durante il programma L&#8217;Eredità, dopo che <strong>Federcaccia,</strong> non solo ha duramente criticato il conduttore, ma si è rivolta al Servizio Pubblico dicendosi pronta a <strong>valutare anche azioni legali. </strong></p>
<p>In ragione di tutto questo, le diverse sigle animaliste italiane, convinte che non solo che la caccia non sia uno sport, ma che sia <strong>un lutto per altre famiglie</strong>, auspicano presto una<strong> raccolta di firme per un nuovo referendum per l&#8217;abolizione delle norme che derogano l&#8217;attività venatoria</strong> e ribadiscono il sacrosanto diritto di critica e libertà di pensiero sul tema nelle reti di servizio pubblico.</p>
<p>&#8220;Siamo d&#8217;accordo con Insinna come lo sono d’altronde la gran parte degli Italiani; <strong>non esiste infatti in qualsivoglia contesto la correlazione fra sport e morte</strong>. Nessuno sport comporta l’uccisione sistematica di milioni di esseri viventi inermi e indifesi che costituiscono il &#8216;patrimonio indisponibile di ognuno di noi&#8217;. Nel 2021 è ora che le coscienze si rianimino ed è per questa ragione che la caccia, un vetusto e arcaico retaggio di sottocultura, deve essere abolita! Negli ultimi anni la sensibilità della popolazione nei confronti delle tematiche animaliste e ambientaliste è cresciuta in maniera considerevole; non altrettanto si può affermare per i rappresentanti delle istituzioni.</p>
<p>La politica dovrebbe rispecchiare e interpretare il volere del popolo ed invece, come nel caso della caccia, tende sempre al mantenimento di uno status quo in cui <strong>le lobbies venatorie e i loro adepti possono giocare facile in virtù di accordi privati che consentono loro di continuare a devastare l’ecosistema e a dilaniare magnificenti creature che hanno la sola colpa di essere morfologicamente diverse da noi</strong>. Di più lo fanno addirittura per sollazzo; un inaccettabile oltraggio alla vita. La caccia avvelena l&#8217;ambiente, è eticamente inammissibile, non è necessaria da un punto di vista scientifico e umano, è dannosa per ogni specie, causa spesso la morte o il ferimento delle persone. <strong>La caccia può, inoltre amplificare il rischio di zoonosi e ciò deve essere impedito</strong>&#8220;.</p>
<p>Uno Stato che la tollera e la regolamenta, anziché tutelare l&#8217;importantissimo patrimonio ambientale e faunistico, anziché proteggere tutte le specie già molto provate da habitat devastati e da una forte crisi ambientale, oltre che, molte di loro, in via di estinzione, non può essere considerato uno stato civile &#8211; è la valutazione delle associazioni &#8211; Non è possibile ancora difendere gli interessi, ormai di pochi, nel continuare questa pratica vergognosa e barbara&#8221;.</p>
<p>Ecco di seguito, nel dettaglio, le associazioni che hanno firmato la lettera all&#8217;amministratore delegato e al direttore di Rai1: <strong>Animalisti Italiani, Animal Aid Italia, Animaliberaction, Animalisti Genovesi, Animali Liberi, Avi Associazione Vegani Italiani, Alessandra di Lenge presidente le Iene Vegane, Comitato Tutela Diritti Animali Ctda, Coordinamento Animali, Fronte Vegano, Fronte Vegano Rinascita Animalista, Lav, Le Ali della Libertà, Limav Italia Odv, Mac Movimento Anti Caccia, Maurizio Spinucci, Meta, Comitato Uniti per Loro, Paolo Bernini, Partito Politico Ora rispetto per tutti gli Animali, Piccolo Santuario Pai.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>RAI: DI TUTTO DI PIU&#8217;, ANCHE L&#8217;ESALTAZIONE DELLO SCHIAVISMO!</title>
		<link>https://animalisti.it/2020/12/01/rai-di-tutto-di-piu-anche-lesaltazione-dello-schiavismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 16:35:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Botticelle]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[animalisti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[botticelle]]></category>
		<category><![CDATA[cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
		<category><![CDATA[Tg2]]></category>
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					<description><![CDATA[Alle soglie del 2021 ci troviamo a constatare che la tv pubblica italiana propone contenuti contro il progresso morale e civile del paese e contro i più deboli. Se l’umanità ha una speranza di sopravvivenza, questa risiede nella riscoperta di un equilibrio nel nostro rapporto con la natura e con gli animali. Il principio cardine [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alle soglie del 2021 ci troviamo a constatare che la tv pubblica italiana propone contenuti contro il progresso morale e civile del paese e contro i più deboli.<br />
Se l’umanità ha una speranza di sopravvivenza, questa risiede nella riscoperta di un <strong>equilibrio nel nostro rapporto con la natura e con gli animali</strong>.<br />
Il principio cardine di questo delicato processo risiede nella saggezza “primitiva” che ormai abbiamo completamente dimenticato.<br />
Una Saggezza che notiamo essere totalmente assente dalla <strong>linea editoriale del Tg2</strong> che in una sua rubrica, in onda a partire dal 30 novembre 2020, nell’edizione serale del giornale in “prime-time”, propone al grande pubblico nientemeno che un<strong> viaggio alla scoperta delle storiche capitali italiane a bordo di una carrozza trainata da cavalli</strong>, ignorando completamente la sempre maggiore sensibilità del popolo italiano verso la tutela dei diritti degli animali.</p>
<p>“Mamma Rai dovrebbe essere una guida e dovrebbe dare il buon esempio proponendo contenuti che contribuiscano ad aumentare il senso civico e morale del pubblico, fornendo altresì spunti utili al progresso di una coscienza collettiva sempre più etica.<br />
Questo ambizioso obiettivo, sancito peraltro nel contratto di servizio dello stesso ente, resta lettera morta vista la vergognosa messa in scena della più bieca e anacronistica forma di schiavismo nei confronti di altri Esseri senzienti.<br />
Tutti conoscono la sofferenza dei cavalli nei centri metropolitani, ma la Tv di stato non trova di meglio che &#8216;esaltare&#8217; la pubblica informazione abbinandola alle carrozze trainate dai poveri cavalli, “come si faceva una volta” sono le testuali parole della speaker del Tg2.<br />
Evoluzione vuol dire anche e soprattutto presa di coscienza e non è attraverso la celebrazione dell’ideologia del dominio su QUALCUNO che essa potrà realmente manifestarsi.<br />
Dopo anni di lunghe battaglie per richiedere l’abolizione totale delle<strong> botticelle</strong>, evidenziando allo stesso tempo come si tratti di <strong>forme di schiavitù e di sfruttamento degli animali</strong>, si resta attoniti nell’assistere alla -linea editoriale- di uno dei tg nazionali più importanti, che se ne infischia completamente sia delle categorie più deboli che della ormai sempre più evidente sensibilità della popolazione nei confronti degli Animali”, dichiara <strong>Riccardo Manca Vice Presidente degli Animalisti Italiani</strong>.</p>
<p>Come associazione animalista nazionale <strong>chiediamo l’immediata abolizione di questo format</strong> che così impostato, in maniera diretta o indiretta, verbale e attraverso le immagini, non favorisce in alcun modo la formazione di un vero progresso sociale e morale.</p>
<p>La Rai è altro.<br />
La Rai deve comunicare altro e mettersi all’avanguardia con i tempi e i valori della società attuale.<br />
#NONINNOSTRONOME</p>
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