<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>metodi alternativi &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
	<atom:link href="https://animalisti.it/tag/metodi-alternativi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://animalisti.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 29 Jan 2021 11:54:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>
	<item>
		<title>VIVISEZIONE: “PREFERITE SACRIFICARE LA VITA DI UN TOPO O QUELLA DI UN UOMO?”. NOI RISPONDIAMO COSI&#8217;</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/01/22/7604-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 14:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta di Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Grignaschi]]></category>
		<category><![CDATA[metodi alternativi]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[vivisezione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://animalisti.it/?p=7604</guid>

					<description><![CDATA[Riportiamo la lettera che abbiamo scritto, in sinergia con altre associazioni, in risposta ad un articolo pubblicato sulla Gazzetta di Parma, contenente innumerevoli imprecisioni sul tema della vivisezione a scopi scientifici. Il quotidiano ha riassunto la nostra complessa e articolata risposta in questo piccolo trafiletto (cfr. foto a sx) ! Per totale trasparenza e opportuna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Riportiamo la lettera che abbiamo scritto, in sinergia con altre associazioni, in risposta ad un articolo pubblicato sulla <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="https://www.gazzettadiparma.it/servizi/animali/2021/01/15/news/_i_test_sugli_animali_per_non_impiegare_cavie_umane_-5006462/">Gazzetta di Parma, </a></strong><span style="color: #000000;">contenente innumerevoli imprecisioni sul tema della vivisezione a scopi scientifici.</span></span></p>
<p>Il quotidiano ha riassunto la nostra complessa e articolata risposta in questo piccolo trafiletto (cfr. foto a sx) !</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-7609 alignleft" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/01/Test-sugli-animali-113x300.jpeg" alt="" width="109" height="289" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/01/Test-sugli-animali-113x300.jpeg 113w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/01/Test-sugli-animali-387x1024.jpeg 387w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/01/Test-sugli-animali.jpeg 402w" sizes="(max-width: 109px) 100vw, 109px" /></p>
<p>Per totale trasparenza e opportuna condivisione delle informazioni, noi pubblichiamo qui la nostra lettera integrale ?</p>
<p>Gent.mo Direttore, Le scriviamo in merito all&#8217;articolo pubblicato sul Suo quotidiano in data 15 gennaio 2021, dal titolo &#8220;<strong>I test sugli animali? Per non impiegare cavie umane&#8221;</strong>, in quanto pieno di inesattezze dal punto di vista scientifico.</p>
<p>Già dalla prima frase del prof. Grignaschi, che citiamo: &#8220;O sugli uomini o sugli animali. Al momento una terza possibilità per testare gli effetti di un nuovo farmaco, di un vaccino o di qualsiasi altro dispositivo biomedico non esiste&#8221;, si evince che, purtroppo, questi non è a conoscenza dei numerosi <strong>metodi sostitutivi all&#8217;uso degli animali, già ampiamente utilizzati da moltissimi ricercatori </strong><strong>in tutto il mondo</strong>. È opportuno secondo noi specificare ai lettori, in modo semplice e funzionale, quali sono.</p>
<p>Gli <strong>Organs-on-a-chip</strong>, dispositivi in silicio rivestiti da cellule umane che imitano la struttura e la funzione degli organi e dei sistemi di organi umani; vengono tutt&#8217;oggi ampiamente utilizzati per modellizzare le malattie, per la medicina personalizzata e per testare farmaci. Ad oggi sono stati riprodotti polmoni, cuore, reni, intestino, arterie, barriera emato-encefalica, cervello e pelle. Lo screening ad alto rendimento, in grado di eseguire numerosi test diversi in modo rapido. Viene utilizzato per esempio dal <strong>National Institutes of Health</strong> per testare in un solo giorno più sostanze chimiche di quante ne siano state testate negli ultimi 20-30 anni usando animali. I modelli in silico, tecniche computerizzate che possono simulare la biologia umana e la progressione delle malattie o prevedere il metabolismo e la distribuzione dei farmaci nel corpo.</p>
<p>Le <strong>biostampanti 3D</strong>: vengono stampati strati di cellule, fattori di crescita e biomateriali con una ricostruzione 3D che imita il tessuto naturale. Gli organi stampati vengono utilizzati per test chimici, ricerca medica e sicurezza dei farmaci. I modelli in vitro: è possibile studiare molti tipi di cellule umane e tessuti in piccoli &#8220;piatti di plastica&#8221;, chiamati plates, analizzando come reagiscono a sostanze chimiche o farmaci.<br />
Ad esempio, molte aziende chimiche ora utilizzano modelli 3D di pelle umana o cellule corneali per valutare se determinate sostanze chimiche possano causare danni alla pelle o agli occhi di lavoratori e consumatori (invece del Draize test sugli occhi e sulla pelle di coniglio). Le tecniche di imaging: esistono strumenti di diagnostica per immagini avanzati, utili per &#8220;vedere&#8221; all&#8217;interno del corpo umano, anche al livello di un singolo neurone, e che si prestano pertanto per lo studio di condizioni come i disturbi neurologici e l&#8217;osservazione degli effetti dei farmaci.</p>
<p>Il <strong>microdosaggio</strong>: vengono somministrate dosi subterapeutiche in studi clinici sull&#8217;uomo, altamente controllati e in piena sicurezza, per capire come un farmaco si muove e metabolizza all&#8217;interno del corpo.<br />
Il prof. Grignaschi ha anche citato il particolare periodo storico che stiamo vivendo per far credere ai lettori che una soluzione senza test su animali non sia possibile.  Anche questa è una grave inesattezza: il ricercatore di fama mondiale <strong>Arti Ahluwalia</strong>, nel contesto del progetto MALI condotto presso l&#8217;Università di Pisa, ha recentemente contribuito alla <strong>creazione di un polmone 3D per lo studio di virus dell&#8217;apparato respiratorio</strong>, (tra cui anche il Sars-Cov-2); altresì l&#8217;Università del Colorado Anschutz Medical Campus sta utilizzando la sua tecnologia airway-on-a-chip e lung-on-achip per studiare il virus causa dell&#8217;attuale pandemia mondiale.</p>
<p>Una compagnia tedesca, la Yumab, in 4 settimane ha creato il primo anticorpo completamente umano in grado di bloccare la proteina di superficie cellulare a cui si lega il Sars-Cov-2, applicando la tecnologia del <strong>phage display: una tecnica di laboratorio completamente &#8220;cruelty free&#8221;</strong> che sfrutta virus che infettano batteri, per collegare le proteine con le informazioni geniche che codificano per esse. Potrà essere usata per creare un farmaco che blocchi l&#8217;infezione.</p>
<p>I ricercatori della University of British Columbia hanno testato con successo un nuovo farmaco che blocca le prime fasi di infezione del Sars- Cov-2. I test sono stati condotti esclusivamente su organi di umani: un cluster (ammasso) cellulare derivante da cellule staminali, o da organi progenitori, che spontaneamente si auto organizzano nello spazio in vitro, ricreando l&#8217;organo funzionante in 3D.</p>
<p>In ultimo, ma non meno importante, il prof. Grignaschi cita l&#8217;esperimento <strong>Light-up</strong>, condotto da Marco Tamietto e Luca Bonini, affermando che non esistano alternative all&#8217;uso dei macachi per lo studio del blindsight. Anche in questo caso ci dispiace dover ribadire che non è così: la ricerca più recente su questo fenomeno, terminata nel <strong>2017</strong> e pubblicata sulla <strong>rivista internazionale Neuropsychologia</strong>, è stata <strong>eseguita interamente su pazienti umani, con metodi ovviamente non invasivi</strong>. A portarla a termine con risultati importanti è stato il <strong>professor Carlo Alberto Manzi,</strong> in collaborazione con il Centro di ricerca di <strong>Riabilitazione neuromotoria e cognitiva del dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell&#8217;Università di Verona</strong>: &#8220;nella maggioranza dei pazienti ci sono delle chiare risposte EEG a stimoli non visti perché presentati nel campo cieco [&#8230;] il segnale visivo arriva ai centri cerebrali dell’emisfero leso, ma per la mancanza, dovuta alla lesione, di alcuni meccanismi corticali, non riesce ad essere percepito in maniera conscia&#8221;.</p>
<p>Ci chiediamo quindi per quale motivo occorra fare passi indietro di almeno 20 anni, utilizzando primati non umani che non hanno la possibilità di dichiarare al ricercatore le proprie percezioni,<br />
quando studi non invasivi su pazienti umani già affetti da cecità corticale portano a risultati così importanti.</p>
<p>In conclusione, la fuga di cervelli di cui parla il prof. Grignaschi è probabilmente causata dall&#8217;impossibilità per i ricercatori italiani di <strong>ottenere importanti risultati bypassando/superando la sperimentazione animale, mediante l&#8217;utilizzo delle numerose tecniche innovative human based e NAM&#8217;s qui elencate</strong>.</p>
<p><strong>Lei Grignaschi nel 2021 si arroga il diritto di proporre ancora la solita e reiterata domanda “preferite sacrificare la vita di un topo o quella di un uomo?”</strong>. Nella formulazione di un simile quesito si annida il fallimento della vostra metodologia pseudoscientifica. <strong>Una scienza che si sottrae al confronto perde tutta la sua “autorità”</strong>, e all’inizio della terza decade del terzo millennio sappiamo tutti benissimo che <strong>non è più necessario sacrificare la vita di nessuno</strong>. Ed è proprio questa reiterata &#8220;normalità&#8221; nel sottovalutare la vita di qualcuno solo perché possiede sembianze diverse dalle nostre, che deve spaventarci e farci riflettere. La mancanza di rispetto verso i più deboli è l’origine di tutti i mali del mondo e nel periodo particolare che stiamo vivendo dovrebbe essere un monito per tutte le persone dotate di buon senso e di un briciolo di anima.</p>
<p>Elenco associazioni firmatarie</p>
<p>Animalisti Italiani &#8211; Coordinamento Animalista &#8211; EthiCare  &#8211;  A.M.A.  &#8211; Lega Internazionale Medici per l&#8217;Abolizione della Vivisezione &#8211;  Task force animalista &#8211;  Pet Rescue Italia  &#8211;  O.I.P.A.  &#8211; Origine Animale -Comitato Tutela Diritti Animali -Uniti per Loro &#8211; Movimento Etico Tutela Animali e Ambiente &#8211; Fronte Vegano Rinascita Animalista &#8211; Associazione Vegani Italiani -Animal Pride Defendig Association</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
