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	<title>Livorno &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>GATTO IMPICCATO A LIVORNO CON CAPPIO IN FIL DI FERRO LEGATO AL COLLO: SI CERCA IL COLPEVOLE</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/02/22/gatto-impiccato-a-livorno-con-cappio-in-fil-di-ferro-legato-al-collo-si-cerca-il-colpevole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 16:02:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Maltrattamenti e Abbandoni]]></category>
		<category><![CDATA[colonie feline]]></category>
		<category><![CDATA[Livorno]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamento]]></category>
		<category><![CDATA[randagismo]]></category>
		<category><![CDATA[reati]]></category>
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					<description><![CDATA[E’ vivo per miracolo un gatto che fa parte di una colonia felina in Collinaia a Livorno. Ha rischiato di morire strozzato con il fil di ferro con cui qualche folle ha realizzato un cappio che ha stretto intorno al collo del micio. Fortunatamente, il gatto non era in stato di soffocamento avanzato, ma il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">E’ vivo per miracolo un <strong>gatto che fa parte di una colonia felina in Collinaia a Livorno.</strong></span><br />
<span style="color: #000000;">Ha rischiato di <strong>morire strozzato con il fil di ferro con cui qualche folle ha realizzato un cappio</strong> che ha stretto intorno al collo del micio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fortunatamente, il gatto non era in stato di soffocamento avanzato, ma il fil di ferro, penetrato sottopelle, gli ha provocato una ferita molto profonda e <strong>strappato</strong> alcuni lembi di <strong>pelle</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Animalisti Italiani sporge denuncia contro ignoti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Ancora una volta gravi atti di <strong>violenza contro gli animali randagi</strong> che rendono necessaria ed improcrastinabile, una immediata collaborazione tra enti pubblici e associazioni animaliste.</span><br />
<span style="color: #000000;">Se da un lato abbiamo il problema di <strong>contenere i reati contro gli animali per cui servono sanzioni più severe</strong> che riducano gesti scellerati come questo accaduto a Livorno; dall’altro qui emerge anche la <strong>piaga randagismo</strong>. Le colonie feline sono censite e protette dalle amministrazioni comunali ed è vietato maltrattare o allontanare gli animali che vi abitano. <strong>In Italia sono 61.878 le colonie riconosciute</strong>, ma i <strong>gattili sono molto rari: 101 in tutto</strong> il nostro territorio nazionale, di cui più della metà al nord e pochissimi al sud. Il tasso del randagismo felino è più difficile da definire perché la registrazione dei gatti è ancora molto più limitata rispetto a quella dei cani”, afferma <strong>Riccardo Manca</strong>, Vice Presidente degli Animalisti Italiani.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E prosegue: </span><br />
<span style="color: #000000;">“Non accenna a diminuire il<strong> fiume di violenza gratuita su chi non può difendersi che pervade silentemente le nostre esistenze</strong>.</span><br />
<span style="color: #000000;">Cosa aspettano ancora le autorità a mettere un freno a questo ‘scempio morale’?</span><br />
<span style="color: #000000;">Che senso ha cercare il colpevole se poi già è risaputo che non farà un solo giorno di carcere e non potrà in nessun modo riflettere sul gesto sconsiderato di cui si è reso artefice?</span><br />
<span style="color: #000000;">A queste domande sono anni che non viene data una risposta concreta; un autentico oltraggio alla sacralità della vita e una discesa negli inferi dell’’oblio della coscienza. </span><br />
<span style="color: #000000;">Risulta inoltre necessaria una seria e capillare campagna di sensibilizzazione dei privati a sterilizzare i gatti in loro possesso, ragion per cui sarebbero meno propensi, sapendo anche a quali sanzioni andrebbero incontro, ad abbandonare per strada intere cucciolate di età variabile.</span><br />
<strong><span style="color: #000000;">La sterilizzazione è sicuramente un metodo di contrasto primario, ma risulta preziosa anche l’iscrizione dei gatti nelle anagrafi degli animali d’affezione. </span></strong><br />
<span style="color: #000000;">L’identificazione tramite microchip dovrebbe essere resa obbligatoria come scritto nell’<strong>articolo 12 della Convenzione Europea</strong> per la protezione degli <strong>animali da compagnia</strong>. Una diffusione dei microchip anche fra i felini sarebbe determinante per favorire i recuperi e porre un disincentivo agli abbandoni”.</span></p>
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		<title>CHOC A LIVORNO, COSPARGE UN CANE DI BENZINA PER DARGLI FUOCO</title>
		<link>https://animalisti.it/2020/12/16/choc-a-livorno-cosparge-un-cane-di-benzina-per-dargli-fuoco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 10:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Livorno]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Rolfo]]></category>
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					<description><![CDATA[Rolfo, è un cane di otto anni. Ha una mamma umana: Marzia Capitani, con cui vive a Livorno. Rolfo si trovava nel giardino di casa sua, senza dar fastidio a nessuno, quando un balordo, non ancora identificato, lo ha ricoperto di benzina e acquaragia, probabilmente per dargli fuoco. L’abitazione è sita in via Eugenia, non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rolfo, è un cane di otto anni. Ha una mamma umana: Marzia Capitani, con cui vive a Livorno.<br />
<strong>Rolfo si trovava nel giardino di casa sua</strong>, senza dar fastidio a nessuno, quando <strong>un balordo, non ancora identificato, lo ha ricoperto di benzina e acquaragia</strong>, probabilmente per dargli <strong>fuoco</strong>. L’abitazione è sita in via Eugenia, non lontano da piazza Garibaldi.<br />
Ad accorgersi dell’accaduto la stessa Marzia Capitani che, dopo aver sentito l’abbaiare insistente del suo cane, lo ha visto correre in casa spaventatissimo e ancora bagnato di benzina.<br />
Fortunatamente, Rolfo si è salvato.</p>
<p><strong>Animalisti Italiani si unisce a questa battaglia di civiltà, sporgendo denuncia attraverso i legali dell’Associazione.</strong></p>
<p>“La vicenda è indice del livello di follia a cui siamo arrivati. E’ altrettanto <strong>dolorosa l’indifferenza generale e la frequenza con cui accadono questi crimini</strong>. La raccolta e la conta delle notizie di cronaca riguardanti gli animali domestici vittime di maltrattamenti è, purtroppo, in <strong>continua crescita</strong>. Per questo, spesso, denunciamo casi come quello di Rolfo.<br />
La solita punta dell’iceberg, che però vogliamo mostrare, pur riconoscendo che il risultato è sempre una <strong>evidente sottostima dei reati commessi contro gli animali</strong>, pur sapendo che il sommerso di questo fenomeno drammatico è certamente più consistente”, dichiara <strong>Walter Caporale,</strong> Presidente degli Animalisti Italiani.</p>
<p>“<strong>Si fa per non dimenticare, per rendere giustizia alle tante anime innocenti,</strong> barbaramente maltrattate o peggio trucidate da gente armata e non, folle di cattiveria fine a sé stessa, che si aggira troppo<strong> impunemente</strong> nel territorio. Urge <strong>inasprire le pene per tali reati</strong>”, afferma il Vice Presidente <strong>Riccardo Manca</strong>.</p>
<p><strong>Animalisti Italiani prosegue la raccolta firme per chiedere pene più severe per chi maltratta e uccide gli animali.</strong></p>
<p>Ad oggi purtroppo, non si hanno testimoni sull’aggressione subita dal cane Rolfo. Rinnoviamo l’appello di <strong>Marzia Capitani</strong>: “Se qualcuno avesse visto qualcosa vi prego di contattarmi. E’ successo fra via Eugenia e via Torretta alle ore 16.30 di sabato scorso” – conclude la donna rivolgendosi ai vicini di casa e a tutta la cittadinanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://bit.ly/2WgI9Zj"><strong><span style="color: #ff0000;"><span class="pq6dq46d tbxw36s4 knj5qynh kvgmc6g5 ditlmg2l oygrvhab nvdbi5me sf5mxxl7 gl3lb2sf hhz5lgdu"><img decoding="async" src="https://www.facebook.com/images/emoji.php/v9/te2/1/16/270d.png" alt="✍️" width="16" height="16" />   </span>FIRMA LA PETIZIONE</span></strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>CHOC A LIVORNO: 21ENNE UCCIDE E ARROSTISCE UN GATTO PER STRADA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2020 14:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[gatto]]></category>
		<category><![CDATA[Livorno]]></category>
		<category><![CDATA[uccisione]]></category>
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					<description><![CDATA[Un gatto prima scuoiato e poi arrostito su una brace di fortuna nei pressi della stazione di Campiglia Marittima (Livorno). È quanto si vede nel video girato oggi da alcuni passanti in provincia di Livorno. Il colpevole, un ragazzo africano di 21 anni, irregolare sul territorio italiano, è stato ovviamente denunciato per uccisione di animali. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un gatto prima scuoiato e poi arrostito su una brace di fortuna nei pressi della stazione di Campiglia Marittima (Livorno).</strong><br />
È quanto si vede nel video girato oggi da alcuni passanti in provincia di Livorno.<br />
Il colpevole, un ragazzo africano di 21 anni, irregolare sul territorio italiano, è stato ovviamente denunciato per <strong>uccisione di animali</strong>.</p>
<p>Anche stavolta ci costituiremo parte civile nel processo.</p>
<p>“Siamo inorriditi. <strong>Eppure non siamo in Cina</strong> dove questo succede abitualmente per lo più nelle città povere pur restando un gesto deprecabile e una piaga da debellare.<br />
<strong>Un gesto di una crudeltà inaudita che ci ha riportato al paleolitico</strong>.<br />
Ma nel 2020 è necessario prendere coscienza che la presunzione umana ci sta portando all’autodistruzione.<br />
Sottovalutare crimini di questa portata equivale ad avallare un sistema basato su discriminazioni e soprusi di ogni genere.<br />
L’indifferenza che sistematicamente manifestiamo quando un animale viene ucciso è la radice di tutti i mali del mondo.<br />
Gli animali sono nostri compagni di vita. In Italia, uccidere quel gattino innocente significa commettere un <strong>reato penale</strong> punito ai sensi dall’articolo 544 bis.<br />
<strong>Da tempo ci battiamo per la modifica delle pene previste</strong> dal suddetto articolo con la conseguente <strong>applicazione di punizioni certe e severe</strong>; sanzioni che siano finalmente all’altezza di un paese che si professa civile” <strong>dichiara Walter Caporale Presidente degli Animalisti</strong> <strong>Italiani</strong>.</p>
<p>Conclude <strong>Emanuela Bignami, Responsabile Randagismo</strong>: “Non sappiamo se questo povero micio fosse un gatto di colonia o una delle tante vittime dell’abbandono. Quello che è accaduto è allucinante e messo in atto con estrema disinvoltura. <strong>Siamo in Italia e chi vive qui, italiano o straniero, deve rispettare le leggi del nostro Paese e se non lo fa</strong>, <strong>deve avere una giusta pena cosa che al momento non è prevista per questi reati.</strong> Il governo deve <strong>inasprire le pene</strong> per chi commette queste atrocità su chi non può difendersi, gli animali. Non si può più aspettare, siamo stanchi di sentirci impotenti!”.</p>
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