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	<title>investigazione &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>LE DRAMMATICHE CONDIZIONI DEGLI ALLEVAMENTI DI QUAGLIE: UNA NUOVA INVESTIGAZIONE DOCUMENTA ANIMALI SOFFERENTI IN GABBIE SOVRAFFOLLATE</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/11/04/le-drammatiche-condizioni-degli-allevamenti-di-quaglie-una-nuova-investigazione-documenta-animali-sofferenti-in-gabbie-sovraffollate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 15:47:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[End The Cage Age]]></category>
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					<description><![CDATA[Il video che vi proponiamo è diffuso dalla coalizione End the Cage Age &#8211; di cui l&#8217;associazione Nazionale Animalisti Italiani fa parte &#8211; per chiedere al nuovo Governo italiano di sostenere il divieto di allevamento in gabbia, già annunciato dalla Commissione UE e richiesto da cittadini e cittadine dell’Unione europea. Roma, 4 novembre – Una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il video che vi proponiamo è diffuso dalla coalizione <strong>End the Cage Age</strong> &#8211; di cui l&#8217;associazione Nazionale Animalisti Italiani fa parte &#8211; per chiedere al nuovo Governo italiano di sostenere il divieto di allevamento in gabbia, già annunciato dalla Commissione UE e richiesto da cittadini e cittadine dell’Unione europea.</p>
<p>Roma, 4 novembre – Una <strong>nuova indagine</strong>, realizzata dal team investigativo di Essere Animali e diffusa dalla coalizione italiana End the Cage Age, documenta le condizioni di due allevamenti di quaglie situati in Lombardia e Veneto, le regioni italiane con il maggior numero di allevamenti di questa specie, fornendo un <strong>quadro sconvolgent</strong>e. Pur essendo poco conosciuto, l’<strong>allevamento di quaglie per la produzione di uova e carne coinvolge in Italia un numero di animali tutt’altro che irrisorio</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-10743 alignleft" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento7-quaglie-gabbia_essere-animali-300x169.jpeg" alt="" width="408" height="230" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento7-quaglie-gabbia_essere-animali-300x169.jpeg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento7-quaglie-gabbia_essere-animali-600x338.jpeg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento7-quaglie-gabbia_essere-animali-1024x576.jpeg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento7-quaglie-gabbia_essere-animali-768x432.jpeg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento7-quaglie-gabbia_essere-animali-1536x864.jpeg 1536w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento7-quaglie-gabbia_essere-animali.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 408px) 100vw, 408px" />Nel 2021, nel nostro Paese, sono state macellate oltre 8<strong>,5 milioni di quaglie</strong> (dati BDN, Banca Dati Nazionale del Ministero della Salute). Dalle immagini raccolte emerge che gli animali sono allevati all’interno di capannoni, rinchiusi in gabbie spoglie e prive di qualunque arricchimento ambientale, delle dimensioni di circa 1 metro di lunghezza<br />
per 0,5 metri di larghezza, disposte in serie una a fianco all’altra e su più piani. All’interno di ciascuna gabbia sono ammassate circa 50 quaglie che, una volta raggiunta la maturità sessuale, risultano avere a disposizione ognuna una superficie di soli 100 cmq, ovvero uno spazio di 10 cm x 10 cm.<br />
In tali condizioni, gli animali non possono in alcun modo muoversi liberamente e soddisfare le proprie esigenze comportamentali come correre, volare, esplorare e razzolare. Inoltre, densità elevate impediscono agli animali più deboli di trovare riparo da animali più aggressivi, provocando un aumento degli episodi di aggressività, la cui causa è da ricercare anche nella totale assenza di arricchimenti ambientali, come ad esempio un substrato dove razzolare e becchettare o in cui fare i bagni di sabbia.<br />
<strong>Le quaglie manifestano il loro disagio beccandosi o strappandosi a vicenda le penne.</strong><br />
Le immagini dell’investigazione mostrano un elevato numero di quaglie prive di parte del piumaggio e alcuni animali agonizzanti o morti all’interno delle gabbie. Inoltre, ogni volta che sono spaventate, ad esempio all’entrata del personale in allevamento, le quaglie tentano di fuggire e istintivamente spiccano il volo, colpendo con la testa il piano superiore delle gabbie, la cui <strong>altezza è di soli 20 cm</strong>, e rischiando di ferirsi gravemente.</p>
<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-10744 alignright" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento8-quaglie-gabbia_essere-animali-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento8-quaglie-gabbia_essere-animali-300x169.jpeg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento8-quaglie-gabbia_essere-animali-600x338.jpeg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento8-quaglie-gabbia_essere-animali-1024x576.jpeg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento8-quaglie-gabbia_essere-animali-768x432.jpeg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento8-quaglie-gabbia_essere-animali-1536x864.jpeg 1536w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento8-quaglie-gabbia_essere-animali.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un’ulteriore problematica è causata dalla pavimentazione in rete metallica delle gabbie, che può causare agli animali malformazioni e ferite alle zampe, aumentando così il rischio di infezioni e malattie, ma anche essere una trappola mortale per i pulcini, che possono rimanere incastrati con le zampe nelle maglie della rete.</p>
<p>“<em>Non si tratta di piccole aziende familiari, gli allevamenti di quaglie sono sistemi intensivi dove gli animali vengono rinchiusi in condizioni drammatiche. È vergognoso che in Europa simili metodi di allevamento siano ancora consentiti</em>”, commenta la coalizione.</p>
<p>Attualmente non esiste una legislazione specie-specifica che tuteli le quaglie allevate per la produzione di uova o carne nell&#8217;Unione europea. Le quaglie allevate per la produzione di uova trascorrono tutti gli 8 mesi della loro vita in gabbia, mentre quelle allevate per la carne sono macellate a 5-6 settimane di vita. Lo stress e la frustrazione che derivano da queste condizioni di stabulazione, oltre a provocare sofferenza agli animali, indeboliscono il loro sistema immunitario e aumentano la possibilità che contraggano malattie, la cui trasmissione è facilitata dall’estrema vicinanza tra individui. Le conseguenze non riguardano solo il benessere degli animali, poiché il frequente utilizzo di antibiotici somministrati negli allevamenti intensivi aumenta il rischio che patogeni, pericolosi anche per la salute umana, sviluppino resistenze ad antibiotici normalmente utilizzati in medicina umana.</p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-10745 aligncenter" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento17-quaglie-gabbia_essere-animali-300x169.jpeg" alt="" width="490" height="276" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento17-quaglie-gabbia_essere-animali-300x169.jpeg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento17-quaglie-gabbia_essere-animali-600x338.jpeg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento17-quaglie-gabbia_essere-animali-1024x576.jpeg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento17-quaglie-gabbia_essere-animali-768x432.jpeg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento17-quaglie-gabbia_essere-animali-1536x864.jpeg 1536w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento17-quaglie-gabbia_essere-animali.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /><br />
Lo scorso 30 giugno 2021, la Commissione europea si è impegnata a vietare definitivamente l’uso delle gabbie negli allevamenti entro il 2027. Entro il 2023 verrà presentata una proposta legislativa per avviare la transizione e la graduale dismissione. Un risultato straordinario ottenuto grazie ai 1,4 milioni di persone che hanno firmato l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age, la prima riguardante le condizioni degli animali negli allevamenti intensivi a raggiungere questo obiettivo.</p>
<p>“<em>Nell’Unione europea, milioni di animali allevati a scopo alimentare sono ancora rinchiusi in gabbia. È giunto il momento di vietare questo crudele metodo di allevamento. Il ruolo dell’Italia e del nuovo Governo italiano può essere fondamentale in questo importante passo di civiltà. Chiediamo a Francesco Lollobrigida, Ministro dell&#8217;Agricoltura e a Orazio Schillaci, Ministro della Salute di prendere una posizione netta contro l’utilizzo delle gabbie, sostenendo l’impegno preso dalla Commissione europea e promuovendo anche a livello nazionale l’adozione di una normativa che ne vieti l’utilizzo</em>”, conclude la coalizione.</p>
<p>[Credit foto e video Investigazione <a href="https://www.essereanimali.org/">Essere Animali]</a></p>
<p><iframe loading="lazy" title="INDAGINE:  la drammatica vita delle quaglie allevate in gabbia per la produzione di carne e uova" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/FPyWvZ6EpgQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) “End the Cage Age” è stata lanciata nel 2018 per chiedere la fine dell’uso di ogni tipo di gabbia per allevare animali a scopo alimentare,<br />
sostenuta da oltre 170 associazioni in 28 paesi: la più grande coalizione europea di ONG mai riunitasi. L’Iniziativa si è conclusa come da normativa europea un anno dopo, con il<br />
risultato eccezionale di 1,4 milioni di firme certificate.<br />
In Italia la campagna è sostenuta da 22 organizzazioni: Animalisti Italiani, Amici della Terra, Animal Aid, Animal Equality Italia, ALI &#8211; Animal Law Italia,  CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, HSI/Europe, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, LAV, Legambiente, LEIDAA, LNDC Animal Protection, LUMEN, OIPA, Partito animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-10749 aligncenter" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento6-quaglie-gabbia_essere-animali-300x168.jpeg" alt="" width="345" height="193" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento6-quaglie-gabbia_essere-animali-300x168.jpeg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento6-quaglie-gabbia_essere-animali-600x336.jpeg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento6-quaglie-gabbia_essere-animali-1024x573.jpeg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento6-quaglie-gabbia_essere-animali-768x430.jpeg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento6-quaglie-gabbia_essere-animali-1536x860.jpeg 1536w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/11/allevamento6-quaglie-gabbia_essere-animali.jpeg 1869w" sizes="auto, (max-width: 345px) 100vw, 345px" /></p>
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		<title>NUOVA INVESTIGAZIONE DOCUMENTA LE CONDIZIONI DEI CONIGLI ALLEVATI IN ITALIA PER LA PRODUZIONE DI CARNE: ANIMALI AMMASSATI E FERITI IN GABBIE SPOGLIE</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/05/19/nuova-investigazione-documenta-le-condizioni-dei-conigli-allevati-in-italia-per-la-produzione-di-carne-animali-ammassati-e-feriti-in-gabbie-spoglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 09:35:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, 19 maggio 2022 – La coalizione italiana a sostegno di End the Cage Age, di cui fa parte Animalisti italiani, chiede la fine dell’uso di ogni tipo di gabbia per gli animali allevati a scopo alimentare. Oggi diffondiamo una nuova investigazione realizzata in sette allevamenti italiani di conigli. Le immagini sono state filmate, tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Roma, 19 maggio 2022</em> – La coalizione italiana a sostegno di<strong> End the Cage Age,</strong> di cui fa parte Animalisti italiani, chiede la fine dell’uso di ogni tipo di gabbia per gli animali allevati a scopo alimentare. Oggi diffondiamo una <strong>nuova investigazione realizzata in sette allevamenti italiani di conigli</strong>. Le immagini sono state filmate, tra il settembre 2021 e l’aprile 2022, dagli investigatori dell’associazione <strong><span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.essereanimali.org/">Essere Animali</a></span></strong> in <strong>allevamenti</strong> situati in <strong>Veneto</strong>, la regione italiana che detiene oltre il <strong>40% della produzione nazionale</strong> <strong>di conigli</strong>, <strong>Lombardia ed Emilia-Romagna</strong>, allo scopo di mostrare un quadro completo della modalità di allevamento, in Italia, dei conigli utilizzati per la produzione di carne.</p>
<p>Gli animali sono allevati all’interno di capannoni, rinchiusi in gabbie disposte in serie una a fianco all’altra, al cui interno vi sono 2 o 3 conigli adulti o 6-7 giovani conigli. Le gabbie sono interamente di rete metallica, anche nella pavimentazione, e prive di arricchimenti ambientali adeguati.<br />
Le immagini documentano:<br />
&#8211; la <strong>presenza di cadaveri all’interno delle gabbie</strong>;<br />
&#8211; la presenza di animali con <strong>lesioni alle zampe</strong>, causate dal continuo sfregamento sulla rete metallica, ma anche <strong>alle orecchie e alla testa</strong>, dovute all’aggressività che gli animali esprimono verso i propri simili quando costretti a vivere in un ambiente con così alta densità e con una possibilità di movimento limitata;<br />
&#8211; la <strong>manifestazione di stereotipie</strong>, comportamenti ripetitivi senza funzione apparente, come il compiere frequenti movimenti in circolo lungo le pareti della gabbia o mordere<br />
ripetutamente la rete metallica.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="NUOVA INVESTIGAZIONE DOCUMENTA LE TERRIBILI CONDIZIONI DEI CONIGLI ALLEVATI IN ITALIA !" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/DvKRGSM8z4Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per documentare il comportamento degli animali nell’arco di una giornata, gli investigatori hanno anche <strong>installato per 12 ore una micro-telecamera</strong> a<strong>ll’interno di una gabbia dove erano rinchiusi due conigli</strong>. <strong>Queste registrazioni hanno confermato le limitazioni comportamentali e lo stato di apatia a cui i conigli sono sottoposti quotidianamente.</strong><br />
La coalizione End The Cage Age sottolinea che queste problematiche sono riconducibili alle condizioni di allevamento in gabbia e alla conseguente mancanza di spazio vitale e di stimoli ambientali positivi per gli animali, come dimostra la letteratura scientifica.<br />
<strong>Non esiste una legge che normi le dimensioni minime delle gabbie, i conigli adulti hanno a disposizione uno spazio grande quanto un foglio A4.</strong> Anche secondo l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, la maggiore problematica per i conigli allevati è la restrizione del movimento. Una g<strong>abbia standard fornisce solo l’1% dello spazio necessario a un gruppo di conigli che, in condizioni naturali, coprirebbe una superficie di almeno 50 m2</strong>. Anche nelle gabbie arricchite, di maggior dimensioni e dotate di una piattaforma sopraelevata, lo spazio a disposizione di ogni coniglio è comunque molto limitato.</p>
<p>In gabbia i conigli non riescono a soddisfare le proprie esigenze e a esprimere i loro comportamenti naturali, neanche a stare eretti sulle zampe posteriori. Inoltre, i conigli sono<br />
animali da preda, di indole timida, e l’assenza di ripari o nascondigli genera ulteriore stress.<br />
L’allevamento in gabbia ha effetti negativi anche sulle femmine da riproduzione (fattrici), che non possono esprimere il proprio comportamento materno in modo adeguato, non potendo scegliere quando interagire con i propri cuccioli, in quanto è solo l’operatore che decide quando permettere l’accesso al nido. Ciò causa loro notevole stress. Le immagini mostrano fattrici che grattano compulsivamente la porta chiusa del nido.</p>
<p>La reclusione e lo stress possono provocare negli animali anche debolezza ossea e deformazioni scheletriche, compromettendo il loro sistema immunitario fino allo sviluppo di<br />
malattie respiratorie e dermatiti alla pelle. Per questo motivo, ai conigli allevati per la produzione di carne vengono somministrati notevoli quantità di farmaci, ma la percentuale di mortalità degli animali è comunque elevata, con un intervallo del 10-30% (dati EFSA, 2020).</p>
<p>“In ogni allevamento visitato, sono stati documentati casi di <strong>animali feriti, morti o con evidenti problemi comportamentali</strong>, e questo è un segno inequivocabile che <strong>l’allevamento in gabbia non è compatibile con il benessere degli animali</strong>”, <strong>sostengono le associazioni della coalizione italiana End the Cage Age</strong>.</p>
<p>In Italia, paese tra i maggiori produttori europei di carne di coniglio, circa <strong>20 milioni di conigli</strong> (dati Commissione europea, 2017) <strong>sono allevati in gabbie</strong> come quelle documentate dal video di Essere Animali. I maschi riproduttori trascorrono circa 2 anni della propria vita in queste condizioni prima di essere inviati al macello, le fattrici vengono riformate dopo un anno, solitamente dopo aver partorito 6 figliate, mentre <strong>i cuccioli destinati alla produzione di carne sono uccisi a 70-90 giorni</strong>, quando raggiungono un peso medio di macellazione di 2,7 kg.</p>
<p><strong>La coalizione italiana End the Cage Age rende pubblica questa investigazione per chiedere che il Governo italiano prenda una netta posizione contro l’uso delle gabbie negli allevamenti, sostenendo l’impegno della Commissione europea e promuovendo anche a livello nazionale l’adozione urgente di una normativa che ne vieti l’utilizzo.</strong><br />
Lo scorso 30 giugno 2021, la Commissione europea si è impegnata a eliminare gradualmente e vietare definitivamente l’uso delle gabbie negli allevamenti europei tramite una normativa dedicata &#8211; un risultato straordinario dovuto ai 1,4 milioni di persone che hanno firmato l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age. Ma, una volta presentata, la proposta legislativa dovrà essere valutata e approvata anche dal Consiglio dell’Unione europea, composto dai ministri degli Stati Membri. Per questo è fondamentale che l’Italia sostenga senza riserva questa transizione.</p>
<p>“Il Governo italiano è di fronte a un bivio: nei prossimi mesi dovrà decidere se avallare un sistema di allevamento anacronistico, che costringe esseri senzienti a vivere in condizioni di grave privazione all’interno delle gabbie, sottoponendoli a sofferenze fisiche e mentali, o se appoggiare il divieto di questa pratica abominevole ed essere baluardo anche in Europa di cambiamenti virtuosi in favore di maggiore tutela degli animali allevati”, concludono le associazioni.</p>
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