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	<title>India &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>Umani ed elefanti: possibile convivenza?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 12:44:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nostra popolazione sta crescendo e l’uomo e la fauna selvatica sono sempre più costretti a condividere lo spazio. Ciò è particolarmente diffuso in determinati Paesi come l&#8217;India e l&#8217;Africa, dove il sovraffollamento della popolazione cresce esponenzialmente. Da una parte le aree protette  cercano di rafforzare le popolazioni selvatiche, ma dall’altra gli interventi di sviluppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="western" lang="it-IT" align="justify">La nostra popolazione sta crescendo e <strong>l’uomo e la fauna selvatica sono sempre più costretti a condividere lo spazio</strong>. Ciò è <strong>particolarmente diffuso in determinati Paesi come l&#8217;India e l&#8217;Africa</strong>, dove il sovraffollamento della popolazione cresce esponenzialmente.</p>
<p class="western" lang="it-IT" align="justify">Da una parte le aree protette  cercano di rafforzare le popolazioni selvatiche, ma dall’altra <strong>gli interventi di sviluppo umano al di fuori delle aree protette hanno promosso la crescita delle popolazioni umane</strong>. Persone e animali selvatici entrano quindi più frequentemente in contatto, a causa di villaggi e infrastrutture che sorgono sempre più numerose e questi incontri possono avere importanti implicazioni nel comportamento degli animali, nel conflitto uomo-animale selvatico.</p>
<p class="western" lang="it-IT" align="justify"><strong>In risposta alle attività umane e specialmente a seguito di esperienze negative, gli animali selvatici spesso percepiscono l’uomo come una minaccia</strong> e tendono a minimizzare gli incontri con le persone con una possibile esibizione di strategie anti-predatorie generalizzate.</p>
<p class="western" lang="it-IT" align="justify"><strong>Gli studi sul comportamento spazio-temporale degli elefanti e pratiche di monitoraggio dei paesaggi naturali e antropogenici sono ideali per esaminare gli effetti dell’attività umana e pianificare una possibile coesistenza negli spazi condivisi.</strong></p>
<p class="western" lang="it-IT" align="justify">Sfortunatamente l’idea più comune è la percezione di questo mammifero come solo un agente di distruzione, in termini della sua grandezza. Tuttavia anche se si registrano aumenti, le popolazioni hanno subito un declino rapido a causa delle pressioni umane, bracconaggio e competizione per le risorse a causa delle costruzioni urbane.</p>
<p class="western" lang="it-IT" align="justify"><strong>Gli elefanti sono una specie chiave per l’habitat in cui si trovano perché loro ridistribuiscono e aumentano la disponibilità della biomassa</strong>. Sono stati classificati dai ricercatori come “<strong>ecological engineers</strong>” che grazie alla manipolazione fisica della vegetazione aumentano l’eterogeneità dell’ecosistema, un vantaggio per tutti gli altri organismi.</p>
<p class="western" lang="it-IT" align="justify">La cattura dei pachidermi, comporta spesso la morte dell&#8217;animale e di certo non risolve il problema della convivenza uomo-animale. <strong>Due soluzioni alternative per deviare i tragitti degli elefanti sono state impiegate nel distretto di Wayanad, nello stato del Kerala, con una certa efficacia.</strong><br />
La specie, come abbiamo detto, è già in pericolo a causa della deforestazione e dell’industrializzazione del loro habitat, ma la costante necessità di territorio da parte dell’uomo sta minacciando fortemente l’esistenza dei pachidermi.<br />
<strong>I tragitti tradizionali dell’elefante da una foresta all’altra, percorsi dagli animali per la ricerca di cibo, si chiamano “corridoi”</strong>, e sono tracciati da tempo immemore dai grandi pachidermi, ma oggi gli animali sono costretti ad attraversarli in zone fortemente antropizzate. Tra le soluzioni nonviolente possibili, l&#8217;<strong>uso delle luci lampeggianti</strong> che impediscono agli animali di avvicinarsi ai terreni agricoli, mentre alcune <strong>recinzioni</strong> sono state modificate <strong>annettendo degli alveari, veri e falsi, per sfruttare la paura dei pachidermi per le api e tenerli lontani</strong>.</p>
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