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	<title>Frosinone &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>DONNE E ANIMALI: VITTIME SACRIFICALI DI QUESTA CRUDELE ESTATE ITALIANA</title>
		<link>https://animalisti.it/2023/08/30/donne-e-animali-vittime-sacrificali-di-questa-crudele-estate-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Aug 2023 10:07:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Maltrattamenti e Abbandoni]]></category>
		<category><![CDATA[Anagni]]></category>
		<category><![CDATA[animalisti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[capretta]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Pantanella]]></category>
		<category><![CDATA[Frosinone]]></category>
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		<category><![CDATA[violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa estate, l&#8217;Italia ha purtroppo visto emergere un volto oscuro della società, segnato da atti di violenza che hanno scosso profondamente il paese. Gli sconvolgenti casi di stupri perpetrati anche da minorenni hanno suscitato rabbia e indignazione. Non sono mancate le &#8220;consuete&#8221; e barbare uccisioni di animali come il caso della capretta di Anagni (FR). [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa <strong>estate</strong>, l&#8217;Italia ha purtroppo visto emergere un <strong>volto oscuro della società</strong>, <strong>segnato da atti di violenza</strong> che hanno scosso profondamente il paese. Gli sconvolgenti <strong>casi di stupri</strong> perpetrati anche da minorenni hanno suscitato rabbia e indignazione. Non sono mancate le &#8220;consuete&#8221; e barbare uccisioni di animali come il <strong>caso della capretta di Anagni (FR)</strong>. La “cultura dello violenza” sta dilagando sempre più, sia sottoforma di stupri di gruppo che di uccisioni consumate ai danni di esseri viventi più fragili in un clima di <strong>prepotenza</strong>,<strong> indifferenza</strong>, <strong>senso di impunità</strong> che appunto tutte le persone coinvolte hanno dimostrato più e più volte. Tuttavia quello che l’espressione “cultura dello stupro” ci dice non riguarda soltanto gli atteggiamenti di chi compie la violenza ma anche tutto il clima che c’è intorno e che ha permesso in qualche modo a questa violenza di verificarsi.</p>
<p>In seguito all&#8217;<strong>uccisione di una capretta ad Anagni, in provincia di Frosinone, perpetrata da due minorenni</strong> che hanno pubblicato il <strong>macabro video sui social</strong>, l&#8217;<strong>Associazione Animalisti Italian</strong>i, sotto la guida dell&#8217;Avvocato Francesca Pantanella, sta attivamente <strong>richiedendo al Tribunale dei Minori l&#8217;avvio di un procedimento giuridico per denunciare questo gravissimo atto di crudeltà</strong>.</p>
<p>Nel video sui social, poi oscurato, si vedono i ragazzi trasportare su una carriola la capretta docile perché abituata alla presenza umana ed alle visite delle famiglie. Una volta sulla carriola, i ragazzi la lanciano da una finestra. E si divertono nel vedere la capretta colpita più volte fino ad ucciderla, nel sentire i lamenti dell’animale e intorno le risa di chi continua a colpirla incitato degli amici e dalle amiche!! “D<i>ai, fallo di nuovo; ancora! Ancora!</i>“. Tutto ripreso e inviato sui social per i “Like”. È accaduto ad Anagni, nel Lazio, in un agriturismo durante una festa di compleanno di ragazzi della “Fiuggi bene”.</p>
<p>Il<strong> Presidente dell&#8217;Associazione Animalisti Italiani, Walter Caporale, </strong>afferma: &#8220;<em>Questo <strong>atto criminale</strong> non deve passare sotto silenzio, ma<strong> deve essere giudicato con severità</strong> affinché si faccia giustizia per l&#8217;innocente animale che è stato vittima di tale violenza inaudita. <strong>Stiamo presentando denuncia e ci costituiremo parte civile nel processo</strong>. Ma soprattutto <strong>richiamiamo la responsabilità nell’educazione delle giovani generazioni.</strong> È scandaloso e scioccante constatare l&#8217;elevato numero di stupri contro donne e ragazze minorenni e di uccisioni di animali che ha caratterizzato questa tormentata estate italiana. Se pensiamo all’uccisione della capretta ci colpisce che <strong>molti degli adolescenti presenti, invece di intervenire per fermare l&#8217;atto cruento, hanno incitato l&#8217;autore e hanno assistito impassibili alla scena</strong>. Cosa che è avvenuta anche negli stupri di<strong> Caivano e Palermo</strong>. <strong>L’ondata di sangue e violenza, ci mostra che stiamo fallendo a livello etico e morale</strong></em>”.</p>
<p>L&#8217;informazione fornita dai Carabinieri alla Procura del Tribunale dei Minori di Roma relativamente all’uccisione della capra ha portato all<strong>&#8216;iscrizione nel registro degli indagati dei due adolescenti</strong> responsabili del <strong>reato di &#8220;uccisione di animali&#8221;, previsto dall&#8217;articolo 544 bis del codice penale italiano</strong>. <strong>Tale reato comporta una reclusione da quattro mesi a due anni per chi provoca la morte di un animale &#8220;per crudeltà e senza necessità&#8221;.</strong></p>
<p>La crudeltà sugli animali è indubbiamente tirocinio della crudeltà verso gli uomini. Ma purtroppo in Italia le pene per i <strong>reati contro gli animali vengono convertite nella maggior parte dei casi in sanzioni irrisorie e lavori socialmente utili.</strong></p>
<p>“<em>Le modalità di uccisione della capretta evidenziano un crimine di violenza inaudita che deve essere <strong>sanzionato in modo severo</strong></em>”, conclude l’Avv. Pantanella. <strong>Denunceremo non solo l&#8217;autore materiale dell&#8217;uccisione, ma anche l’amico che ha documentato l&#8217;evento e condiviso il video sui social media.</strong></p>
<p>L&#8217;Associazione Animalisti Italiani prosegue la <a href="https://animalisti.it/petizione/"><span style="color: #000080;"><strong>petizione</strong></span></a> per ottenere sanzioni più severe per il maltrattamento e uccisione degli animali, auspicando una <strong>riforma del codice penale</strong> che aumenti le pene per tale tipologia di reati.</p>
<h2><a href="https://animalisti.it/petizione/"><span style="color: #ff0000;">FIRMA LA PETIZIONE</span></a></h2>
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		<title>CANI AVVELENATI A CERVARO (FR), NEL SILENZIO ASSORDANTE DI ISTITUZIONI INDIFFERENTI</title>
		<link>https://animalisti.it/2020/02/21/cani-avvelenati-a-cervaro-fr-nel-silenzio-assordante-di-istituzioni-indifferenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Feb 2020 12:02:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[avvelenamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[Cervaro]]></category>
		<category><![CDATA[Frosinone]]></category>
		<category><![CDATA[randagismo]]></category>
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					<description><![CDATA[Barcollano, tremano, e dopo pochi minuti cadono a terra irrigiditi. Cinque vite spezzate nel giro di sole 24 ore a causa di un veleno tossico e molto pericoloso diffuso nel comune di Cervaro, in provincia di Frosinone. Si tratta di cinque bellissimi cani: alcuni randagi che stazionavano in piazza da anni, benvoluti da tanti cittadini, altri padronali. Uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Barcollano, tremano, e dopo pochi minuti cadono </strong><strong>a</strong><strong> terra irrigiditi. Cinque vite spezzate nel giro di sole 24 ore a causa di un veleno tossico e molto pericoloso </strong>diffuso nel comune di <strong>Cervaro</strong>, in provincia di <strong>Frosinone</strong>. Si tratta di cinque bellissimi cani: alcuni randagi che stazionavano in piazza da anni, benvoluti da tanti cittadini, altri padronali. Uno dei cani, ucciso ieri, era nel recinto di casa sua.</p>
<p><strong>Polpette farcite di un potentissimo diserbante per lumache</strong>, lanciate nei giardini e in luoghi pubblici hanno provocato la morte atroce dei poveri animali. È forse questo il nuovo metodo che il Comune, attualmente commissariato, intende seguire per risolvere la piaga del randagismo? Secondo il veterinario Asl che ha osservato i cani si tratta di un veleno liquido in grado di uccidere gli animali in meno di cinque minuti e pericoloso anche per le persone, perché invisibile.</p>
<p><strong>Emanuela Bignami, Responsabile Nazionale Randagismo e Sedi Locali degli Animalisti Italiani </strong>ha immediatamente inviato una <strong>diffida al Comune di Cervaro, alla Asl di competenza e alla Polizia Locale richiedendo la bonifica di tutta l’area interessa nonché la diffusione della comunicazione ai cittadini del pericolo sopra esposto e l’attivazione delle ricerche per risalire al colpevole/i.</strong></p>
<p>“Ci sono degli assassini che spargono morte mettendo a repentaglio non solo la vita di tanti cani e gatti ma anche di bambini che nelle villette pubbliche vanno a giocare. <strong>Cosa fa l’Amministrazione Comunale? Dove sono le Istituzioni? Il commissariamento del paese non giustifica l’assenza di azione, si tratta di vite da tutelare, sia animali che umane</strong>. Il <strong>Ministero della Salute intervenga tracciando le vendite dei veleni</strong> in modo da non consentirne un uso indisturbato che metta a repentaglio, come in questo caso, la collettività. Siamo esterrefatti per ciò che è accaduto, indice dell’indifferenza verso il problema del randagismo, la cui portata in questo territorio è dilagante: chi dovrebbe interessarsi del benessere degli animali è totalmente assente e il carico grava sulle spalle di quei pochi volontari che per amore degli animali cercano di fare il possibile per fronteggiare il fenomeno”, <strong>afferma Emanuela Bignami.</strong></p>
<p>Aggiunge: “<strong>È lo stesso assordante silenzio riservato al caso di Neve,</strong> il dolce meticcio beige accalappiato dal Comune di Cervaro e ritrovato cadavere, nel maggio 2018, a pochi chilometri di distanza dal paese. <strong>Un silenzio che abbiamo interrotto attraverso una denuncia e una manifestazione di protesta</strong> portata avanti in sinergia con altre associazioni animaliste, <strong>a cui avevano preso parte anche due dei poveri cani morti in questi giorni</strong>, presenti in quella circostanza come simbolo di sete di giustizia per Neve. Un segno, questo, che deve scuotere le coscienze, che deve portare ad azioni concrete di tutela degli animali. Ogni volta invece nulla cambia e si rinnova il dolore per la morte di creature innocenti”.</p>
<p><strong>Ricordiamo che i Comuni, e nello specifico i sindaci, o chi ne fa le veci, sono direttamente responsabili degli animali presenti sul territorio</strong>. La vicenda riporta prepotentemente alla ribalta la <strong>necessità di contrastare con misure effettive la piaga del randagismo.</strong></p>
<p>La popolazione di Cervaro è stata provata dalla <a href="http://www.frosinonetoday.it/cronaca/cervaro-giustizia-per-neve-cane-ucciso-mobilitazione.html">terribile uccisione di Neve</a>, cane di rara bellezza, torturato e poi trovato misteriosamente morto. Un fatto gravissimo che però non ha mai avuto un colpevole, per cui il PM ha richiesto archiviazione, restando ancora in attesa di una sentenza del tribunale. <strong>Ora questa nuova strage di animali</strong> <strong>innocenti</strong> lascia credere che a Cervaro possa esserci qualcuno che odia così tanto gli animali, fino al punto di ucciderli senza pietà tra atroci sofferenze, altrettanto pericoloso per le persone che opera nel <strong>totale menefreghismo delle istituzioni</strong>.</p>
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