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	<title>Europa &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>“END THE SLAUGHTER AGE”, FIRMA ANCHE TU A SOSTEGNO DI UN’ALIMENTAZIONE PRIVA DI CRUDELTÀ IN EUROPA</title>
		<link>https://animalisti.it/2023/03/24/end-the-slaughter-age-firma-anche-tu-a-sostegno-di-unalimentazione-priva-di-crudelta-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 10:44:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
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					<description><![CDATA[Animalisti Italiani  Onlus da novembre 2022 ha aderito alla coalizione animalista che sostiene un’altra importantissima iniziativa dei cittadini europei (ICE) in favore degli animali: “End The Slaughter Age” per un’Europa che non continui a finanziare ed essere complice della sofferenza e dello sfruttamento degli animali negli allevamenti e nei macelli. IL TEMPO STA PER SCADERE. L’obiettivo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Animalisti Italiani  Onlus da novembre 2022 ha aderito alla coalizione animalista che sostiene un’altra importantissima iniziativa dei cittadini europei (ICE) in favore degli animali: <strong>“End The Slaughter Age”</strong> per un’Europa che non continui a finanziare ed essere complice della sofferenza e dello sfruttamento degli animali negli allevamenti e nei macelli.</p>
<p>IL TEMPO STA PER SCADERE.</p>
<p><strong>L’obiettivo è richiedere alla Commissione Europea di considerare:</strong></p>
<p><strong>1 – L’esclusione dell’allevamento (zootecnia) dalle attività ammesse ai sussidi agricoli, favorendo l’inclusione di alternative etiche ed ecologiche come l’agricoltura cellulare e le proteine vegetali;</strong></p>
<p><strong>2 – Incentivi per la produzione e la vendita di prodotti a base vegetale e di quelli realizzati con l’agricoltura cellulare.</strong></p>
<h3>GUARDA IL VIDEO APPELLO DEL PRESIDENTE DEGLI ANIMALISTI ITALIANI</h3>
<p><iframe title="BASTA SUSSIDI ALLA MORTE. FIRMA L&#039;ICE: End The Slaughter Age!" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/LAa6ElrFGfs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Aumenta sempre più il numero di persone, soprattutto i giovani, che intraprendono il cammino verso un’alimentazione che non prevede lo sfruttamento, la sofferenza e l’uccisione di animali, sostituendo la carne e i suoi derivati con prodotti vegetali alternativi.</p>
<p>E&#8217; risaputo che l’allevamento intensivo e l’intero settore zootecnico sono una delle principali cause di inquinamento ambientale. L’emissione di gas serra, che tra il <strong>15% e il 51%</strong> sono legate al consumo di carne tradizionale, sta ormai raggiungendo un punto di non ritorno per la salute del pianeta, degli animali e dell’uomo stesso.</p>
<p>Grazie a questa iniziativa (ICE) si richiede di valutare una nuova normativa per facilitare la transizione dai prodotti ottenuti tramite l’allevamento, la macellazione e la caccia a prodotti privi di crudeltà, come quelli plant-based, quelli realizzati grazie all’agricoltura cellulare, a fermentazione, acquacoltura cellulare e tecnologie simili.</p>
<p>Abbiamo una grande opportunità per salvare la vita di milioni di animali senza colpa, vittime dell&#8217;antropocentrismo e dell&#8217;egoismo umano. E&#8217; l&#8217;occasione per aprire una nuova strada, verso un&#8217;alimentazione cruelty-free.</p>
<h2>Basta davvero poco, basta solo una firma entro il 5 GIUGNO per salvare milioni di VITE.</h2>
<h2>Clicca qui<strong><span style="color: #ff0000;"> <a style="color: #ff0000;" href="https://eci.ec.europa.eu/025/public/#/screen/home">FIRMA ORA</a></span></strong></h2>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Anche il famoso attore Tullio Solenghi e la bravissima chef veg Laura Fiandra sostengono <a href="https://endtheslaughterage.eu/it/">End The Slaughter Age</a>. Ascolta le loro parole</strong> </span>👇</p>
<p><iframe title="TULLIO SOLENGHI E LAURA FIANDRA PER &quot;End The Slaughter Age&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/I9dnwg-O5QI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>LEGGE DI BILANCIO: SONO OLTRE 40 MILIONI GLI ANIMALI ALLEVATI IN GABBIA OGNI ANNO IN ITALIA</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/12/06/legge-di-bilancio-sono-oltre-40-milioni-gli-animali-allevati-in-gabbia-ogni-anno-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 13:07:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[coalizione]]></category>
		<category><![CDATA[End The Cage Age]]></category>
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					<description><![CDATA[     Legge di bilancio: sono oltre 40 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno in Italia. La coalizione italiana End The Cage Age: neanche un euro per la transizione all’allevamento cage-free. L’Italia rischia di perdere un treno importante. Roma, 06 dicembre 2022 &#8211; “È in forte crescita la domanda di milioni di cittadini-consumatori europei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" wp-image-10858 aligncenter" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168-300x36.png" alt="" width="592" height="71" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168-300x36.png 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168-600x73.png 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168.png 636w" sizes="(max-width: 592px) 100vw, 592px" /></p>
<p style="text-align: center;">     <strong><em>Legge di bilancio: sono oltre 40 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno in Italia.</em></strong></p>
<p><strong>La coalizione italiana End The Cage Age: neanche un euro per la transizione all’allevamento cage-free. L’Italia rischia di perdere un treno importante.</strong></p>
<p>Roma, 06 dicembre 2022 &#8211; “<em>È in forte crescita la domanda di milioni di cittadini-consumatori europei che vogliono una concreta attenzione al benessere animale e la transizione verso sistemi di allevamento cage-free. </em></p>
<p><em>Secondo un sondaggio di YouGov Plc (2020), l’84% dei cittadini italiani ritiene che l’uso delle gabbie sia crudele nei confronti degli animali e l&#8217;83% chiede che i fondi agricoli siano utilizzati per incentivare la transizione verso allevamenti senza gabbie. </em></p>
<p><em>Per questo chiediamo alla politica italiana azioni immediate: <strong>assegnare le risorse nella legge di bilancio per sostenere la transizione verso sistemi di allevamento senza gabbie dando così una risposta ai cittadini-consumatori e un futuro all’Italia</strong></em><strong>.</strong>”</p>
<p>Questa <strong>la richiesta delle associazioni impegnate nella coalizione italiana “End The Cage Age”,</strong> che riunisce Animalisti Italiani, Amici della Terra, Animal Aid, Animal Equality Italia, ALI – Animal Law Italia, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, HSI/Europe, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, LAV, Legambiente, LEIDAA, LNDC Animal Protection, LUMEN, OIPA, Partito animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.</p>
<p><strong>L’Iniziativa End the Cage Age ha raccolto oltre 1,4 milioni di firme convalidate</strong>, firme di cittadini europei che hanno chiesto di vedere la fine dell’era delle gabbie in Europa. <strong>La transizione verso allevamenti senza gabbie per tutti gli animali è non soltanto fattibile, ma soprattutto doverosa e non più rinviabile</strong>, per rispondere alle richieste della società e rispettare quanto dice chiaramente la scienza. Oggi è anche una forte domanda del libero mercato, ma per concretizzarsi in tempi utili ha bisogno del deciso sostegno pubblico.</p>
<p>In Italia la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 29 novembre scorso del decreto legislativo che disciplina il «Sistema di qualità nazionale per il benessere animale» offre una potenzialità per innovare il comparto zootecnico, stagnante e fermo nell’innovazione, ma non ci sarà partita  se non verranno previsti adeguati fondi nella legge di bilancio per accompagnare la transizione negli allevamenti italiani verso un modello diverso, dove le caratteristiche etologiche degli animali siano maggiormente rispettate.</p>
<p>Il Governo italiano può e deve fare la differenza puntando a un cambio di passo a livello nazionale che faccia primeggiare l’Italia con politiche economiche mirate a sostegno della inevitabile transizione cage-free. Nella partita globale, ciò può avvenire solo con un’Europa unita a favore dell&#8217;allevamento senza gabbie che sia in grado di rispondere senza ritardo alla domanda crescente nel mercato europeo di allevamenti senza gabbie per tutti gli animali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ANIMALISTI ITALIANI AL FIANCO DELLA COALIZIONE EUROPE FOR PEACE PROMUOVE LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA PACE IL 5 NOVEMBRE A ROMA</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/10/27/animalisti-italiani-al-fianco-della-coalizione-europe-for-peace-promuove-la-manifestazione-nazionale-per-la-pace-il-5-novembre-in-piazza-san-giovanni-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 11:13:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[I Nostri Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[5 novembre]]></category>
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		<category><![CDATA[corteo nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[Il concentramento della manifestazione è fissato per le ore 12.00 presso Piazza della Repubblica e la partenza del corteo è prevista per le ore 13.00. L’ombra della guerra atomica si stende sul mondo La minaccia nucleare incombe sul mondo. È responsabilità e dovere degli stati e dei popoli fermare questa follia. L’umanità ed il pianeta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Il concentramento della manifestazione è fissato per le ore 12.00 presso Piazza della Repubblica e la partenza del corteo è prevista per le ore 13.00.</h4>
<p><strong>L’ombra della guerra atomica si stende sul mondo</strong><br />
La minaccia nucleare incombe sul mondo. È responsabilità e dovere degli stati e dei popoli fermare questa follia.<br />
L’umanità ed il pianeta non possono accettare che le contese si risolvano con i conflitti armati. La guerra ha conseguenze globali: è la principale causa delle crisi alimentari mondiali, ancor più disastrose in Africa e Oriente, incide sul caro-vita, sulle fasce sociali più povere e deboli, determina scelte nefaste per il clima e la vita del pianeta. La guerra ingoia tutto e blocca la speranza di un avvenire più equo e sostenibile per le generazioni future.</p>
<p><strong>Questa guerra va fermata subito</strong><br />
Condanniamo l&#8217;aggressore, rispettiamo la resistenza ucraina, ci impegniamo ad aiutare, sostenere, soccorrere il popolo ucraino, siamo a fianco delle vittime. Siamo con chi rifiuta la logica della guerra e sceglie la nonviolenza.<br />
L’inaccettabile invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato nel cuore dell’Europa la guerra che si avvia a diventare un conflitto globale tra blocchi militari con drammatiche conseguenze per la vita e il futuro dei popoli ucraino, russo e dell’Europa intera. Siamo vicini e solidali con la popolazione colpita, con i profughi, con i rifugiati costretti a fuggire, ad abbandonare le proprie case, il proprio lavoro, vittime di bombardamenti, violenze, discriminazioni, stupri, torture.<br />
Questa guerra va fermata subito. Basta sofferenze. L’Italia, l’Unione Europea e gli stati membri, le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco. È urgente lavorare ad una soluzione politica del conflitto, mettendo in campo tutte le risorse e i mezzi della diplomazia al fine di far prevalere il rispetto del diritto internazionale, portando al tavolo del negoziato i rappresentanti dei governi di Kiev e di Mosca, assieme a tutti gli attori necessari per trovare una pace giusta.<br />
Insieme con Papa Francesco diciamo: “Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili”.</p>
<p><strong>L’umanità ed il pianeta devono liberarsi dalla guerra.</strong><br />
Chiediamo al Segretario Generale delle Nazioni Unite di convocare urgentemente una Conferenza Internazionale per la pace, per ristabilire il rispetto del diritto internazionale, per garantire la sicurezza reciproca e impegnare tutti gli Stati ad eliminare le armi nucleari, ridurre la spesa militare in favore di investimenti per combattere le povertà e di finanziamenti per l’economia disarmata, per la transizione ecologica, per il lavoro dignitoso.</p>
<p><strong>Occorre garantire la sicurezza condivisa.</strong><br />
Le guerre e le armi puntano alla vittoria sul nemico ma non portano alla pace: tendono a diventare permanenti ed a causare solo nuove sofferenze per le popolazioni. Bisogna invece far vincere la pace, ripristinare il diritto violato, garantire la sicurezza condivisa. Non esiste guerra giusta, solo la pace è giusta. La guerra la fanno gli eserciti, la pace la fanno i popoli.<br />
L’Italia, la Costituzione, la società civile ripudiano la guerra. Insieme esigiamo che le nostre istituzioni assumano questa agenda di pace e si adoperino in ogni sede europea ed internazionale per la sua piena affermazione.</p>
<p><strong>CESSATE IL FUOCO SUBITO, NEGOZIATO PER LA PACE!</strong></p>
<p><strong>ONU convochi una Conferenza internazionale di pace<br />
Mettiamo al bando tutte le armi nucleari</strong></p>
<p>Il concentramento della manifestazione è fissato per le ore 12.00 presso <strong>Piazza della Repubblica </strong>e la partenza del corteo è prevista per le ore 13.00.<br />
Il percorso del corteo è Piazza della Repubblica – Via Terme di Diocleziano – Via Amendola &#8211; Via Cavour – Piazza dell’Esquilino &#8211; Via Liberiana – Piazza Santa M. Maggiore – Via Merulana – Largo Brancaccio – Via Merulana – Viale Manzoni – Via Emanuele Filiberto – <strong>Piazza San Giovanni.</strong><br />
La manifestazione si concluderà intorno alle ore 18.30.</p>
<p>Per adesioni dei volontari animalisti: inviare un messaggio whatsapp al numero <span style="color: #000080;">3428949304</span></p>
<p>Per ulteriori informazioni: <span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.cgil.it/speciali/2022/europe-for-peace/2022/10/14/news/la_coalizione_europe_for_peace_promuove_la_manifestazione_nazionale_per_la_pace_il_5_novembre_a_roma-2428388/segreteria@retepacedisarmo.org">segreteria@retepacedisarmo.org</a></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.sbilanciamoci.info/europe-for-peace/" target="_blank" rel="noopener">www.sbilanciamoci.info/europe-for-peace/</a> &#8211; <a style="color: #000080;" href="https://www.retepacedisarmo.org/" target="_blank" rel="noopener">www.retepacedisarmo.org</a></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://retepacedisarmo.org/adesioni-manifestazione-nazionale-pace-europe-for-peace-5-novembre-2022/">LISTA ASSOCIAZIONI ADERENTI</a></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Red Canzian, Massimo Wertmüller, Claudia Zanella e altre star si indignano  con video di test sugli animali</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/07/27/red-canzian-massimo-wertmuller-claudia-zanella-e-altre-star-si-indignano-con-video-di-test-sugli-animali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2022 08:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma – In un nuovissimo video della Coalizione Save Cruelty Free, realizzato dalla Peta, il cantautore Red Canzian, la blogger Chiara Canzian, gli attori Claudia Zanella, Elisa Di Eusanio, Loredana Cannata, Claudio Colica e Massimo Wertmüller, nonché la conduttrice Daniela Martani, reagiscono con lacrime e indignazione alla vista delle riprese realizzate nei laboratori europei. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma – In un nuovissimo video della Coalizione Save Cruelty Free, realizzato dalla Peta, il cantautore <strong>Red Canzian</strong>, la blogger <strong>Chiara Canzian</strong>, gli attori<strong> Claudia Zanella,</strong> <strong>Elisa Di Eusanio, Loredana Cannata, Claudio Colica e Massimo Wertmüller</strong>, nonché la conduttrice <strong>Daniela Martani</strong>, reagiscono con <strong>lacrime e indignazione</strong> alla vista delle riprese realizzate nei laboratori europei. Il nuovo video, disponibile <strong><u>qui sotto</u></strong>, esorta gli italiani a firmare <u>l&#8217;Iniziativa dei cittadini europei </u><u>(ICE)</u>, che chiede la transizione verso una scienza animal-free e il rafforzamento del divieto dell&#8217;UE sui test dei cosmetici sugli animali. Se la petizione raccoglierà 1 milione di firme verificate di cittadini dell&#8217;UE, la Commissione europea sarà obbligata a portare avanti l&#8217;iniziativa.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="URGENTE: gli animali nei laboratori hanno bisogno di 1 milione di firme!" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/6t9sPhqJTYQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Avviata da entità della PETA di tutto il mondo, insieme a Dove, The Body Shop e oltre 100 organizzazioni per la protezione degli animali, inclusi importanti gruppi italiani come ANIMALISTI ITALIANI, LAV, OIPA, l&#8217;ICE chiede l&#8217;istituzione di un piano per porre fine a <em>tutti</em> gli esperimenti sugli animali in Europa.</p>
<p>“Dovrebbero trasmetterle in prima serata queste immagini e farle vedere a tutto il mondo”, dice Daniela Martani  nel video. “Non posso piú guardare,” dice Claudia Zanella. “E se non li salviamo noi e non li aiutiamo noi, chi li aiuta?” chiede Elisa Di Eusanio.</p>
<p>Circa 9 milioni di topi, ratti, pesci, cani e altri animali vengono utilizzati ogni anno per esperimenti crudeli e altri procedimenti nell&#8217;UE. La maggior parte dei test non riesce a fornire previsioni affidabili circa gli effetti sugli esseri umani, tuttavia gli sperimentatori immobilizzano cani, conigli e porcellini d&#8217;India e applicano deliberatamente sostanze chimiche potenzialmente tossiche sulla loro pelle rasata o gliele spingono in gola, provocando negli animali lo sviluppo di tumori o ustioni, o rendendoli ciechi.</p>
<p>&#8220;Per favore, unisciti a me, perché è urgente e non abbiamo più tempo&#8221;, esortano tutti e otto gli artisti italiani  nel video appello.</p>
<p>&#8220;Firma ora l&#8217;Iniziativa dei cittadini europei per un&#8217;Europa senza esperimenti sugli animali&#8221;.</p>
<p>E tu cosa stai aspettando?</p>
<h1><a href="http://endanimaltesting.eu/it"><span style="color: #ff0000;"><strong>FIRMA QUI</strong></span></a></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>EDOARDO STOPPA E I SUOI DUE CANI SI UNISCONO AGLI ANIMALISTI ITALIANI E ALLA PETA PER CHIEDERE LA FINE DEI TEST SU ANIMALI IN EUROPA</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/05/27/edoardo-stoppa-e-i-suoi-due-cani-si-uniscono-agli-animalisti-italiani-e-alla-peta-per-chiedere-la-fine-dei-test-su-animali-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 13:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione e Sperimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Edoardo Stoppa]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[iniziativa cittadini europei]]></category>
		<category><![CDATA[Peta]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma – Anche il giornalista e conduttore televisivo Edoardo Stoppa ha aderito alla campagna promossa dagli Animalisti Italiani, dalla Peta e dalla Coalizione Save Cruelty Free per spronare l’UE a porre fine alla sperimentazione animale in Europa. Accanto ai suoi due compagni canini, Duda e Titico, Stoppa appare in un nuovo video a sostegno dell’Iniziativa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma – Anche il giornalista e conduttore televisivo <strong>Edoardo Stoppa</strong> ha aderito alla <strong>campagna promossa dagli Animalisti Italiani, dalla Peta e dalla Coalizione Save Cruelty Free</strong> per spronare l’UE a <strong>porre fine alla sperimentazione animale in Europa</strong>.</p>
<p>Accanto ai suoi due compagni canini, Duda e Titico, Stoppa appare in <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://fb.watch/deYupB5_do/">un nuovo video</a></span> a sostegno dell’Iniziativa dei cittadini europei <a href="https://www.peta.org.uk/features/save-cruelty-free-cosmetics/">savecrueltyfree.eu</a>.</p>
<p>Lanciata dalla <strong>PETA</strong>, con la collaborazione di <strong>Animalisti Italiani e di oltre 100 organizzazioni per la protezione degli animali</strong>, oltre alle note aziende <em>Dove e The Body Shop</em>, la campagna invita l’Unione europea (UE) a <strong>sostenere e rafforzare il suo divieto di sperimentazione animale per i cosmetici</strong>.</p>
<p>“<em>Voglio parlarvi di cagnolini come il mio Titico, come la mia Duda, vivono all’interno degli stabulari e sono sottoposti a sperimentazione animale. Questi cagnolini spesso vengono alimentati forzatamente con sostanze chimiche e una volta finite le sperimentazioni vengono uccisi e vengono sezionati per vedere cosa è successo nei loro corpi</em>”, afferma Stoppa nel video. “<em>Allora io vi chiedo di firmare come hanno già fatto tantissimi cittadini europei la petizione affinché tutto questo faccia parte del passato</em>”.</p>
<p><span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://youtube.com/shorts/TrTKZ5V6IME?feature=share">GUARDA IL VIDEO</a></span></p>
<p>https://www.facebook.com/watch/?v=580205416772127&#038;ref=sharing</p>
<p>Come fa notare Stoppa, migliaia di animali sono ancora <a href="https://www.peta.org.uk/issues/animals-not-experiment-on/">costretti ad inalare o ingerire ingredienti</a> cosmetici nei test richiesti dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), e il divieto di sperimentazione animale dell’UE – che ha stabilito un precedente a livello mondiale – è stato messo in discussione a causa di nuovi requisiti per test animali, che sono evitabili, in quanto tali ingredienti sono stati utilizzati in modo sicuro per anni. Eludere il divieto va inoltre contro i desideri dei consumatori consapevoli e crea ulteriori ostacoli all’acquisto di prodotti cruelty-free.</p>
<p>A meno che non agiamo subito, gli ingredienti segnalati per ulteriori test sono commercializzati a livello globale e pertanto influenzeranno la capacità di tutti di acquistare prodotti cruelty-free. Per avere successo, l’iniziativa ha bisogno del sostegno di 1 milione di cittadini dell’UE, indipendentemente da dove vivono, quindi questo messaggio deve essere condiviso in tutto il mondo.</p>
<p>La Coalizione Save Cruelty Free sta pianificando diverse azioni in Italia nei prossimi mesi con l’obiettivo di raggiungere 1 milione di firme entro la fine di agosto.</p>
<p>Aiutaci anche tu, basta una semplice firma su <a href="https://www.peta.org.uk/features/save-cruelty-free-cosmetics/">savecrueltyfree.eu</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FINALMENTE: PIETRA TOMBALE PER GLI ANIMALI ESOTICI NEI CIRCHI ANCHE IN ITALIA!</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/05/06/finalmente-pietra-tombale-per-gli-animali-esotici-nei-circhi-anche-in-italia-sugli-animali-esotici-divieto-di-vendita-per-tutelare-la-salute-collettiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 13:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Fauna selvatica]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Sembra essere un periodo ricco di buone notizie per gli animali: in Italia è arrivata sia l’introduzione, in Costituzione, dell’integrazione relativa alla difesa degli animali e della biodiversità che lo stop all’allevamento di animali per la produzione di pellicce. E, adesso, il Governo firma i decreti attuativi della legge che vieta di tenere in casa specie esotiche e selvatiche, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra essere un periodo ricco di buone notizie per gli animali: in Italia è arrivata sia l’introduzione, <strong>in Costituzione</strong>, dell’integrazione relativa alla <strong>difesa degli animali e della biodiversità </strong>che lo <strong>stop all’allevamento di animali per la produzione di pellicce. </strong>E, adesso, il Governo firma i decreti attuativi della <strong>legge che vieta di tenere in casa specie esotiche e selvatiche</strong>, adeguando la nostra legislazione alle più recenti disposizioni europee: paletti all’importazione di animali detenuti in cattività e leggi in materia di prevenzione e <strong>controllo delle malattie animali trasmissibili all’uomo.</strong></p>
<p>Sono circa<strong> 3 milioni</strong> gli <strong>animali selvatici ed esotici</strong> che vivono nelle case italiane. Si stima la maggior parte non sia censita e che<strong> 1 su 6 possa trasmettere malattie zoonotiche</strong> all’uomo.</p>
<p><strong>Dichiara Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani: </strong>“<em>Vietare la vendita di animali esotici è un bene per la natura e per la nostra stessa salute. Con l&#8217;entrata in vigore del nuovo decreto legge si previene il rischio di zoonosi. Si tratta di una scelta obbligata che finalmente fornisce una risposta concreta, necessaria da tempo. Il recepimento di un provvedimento europeo sui divieti di importazione, commercio e detenzione di specie tropicali, dopo 2 anni di pandemia, era quantomeno doveroso! Speriamo che gli altri Stati seguano l’esempio italiano”.</em></p>
<p>Arriva, quindi, una forte stretta legislativa per la salvaguardia degli animali della fauna selvatica ed esotica: si vieta di importare, detenere, commerciare animali vivi di specie selvatiche ed esotiche prelevati dal loro ambiente naturale nonché gli ibridi tra esemplari delle predette specie e di altre specie selvatiche o forme domestiche prelevati dal loro ambiente naturale.</p>
<p>I circhi e le mostre faunistiche viaggianti sono autorizzati a detenere gli esemplari delle specie “pericolose”, posseduti alla data di pubblicazione del decreto, fino al termine della loro vita naturale, purché siano adottate misure idonee a evitare la riproduzione.</p>
<p>I nuovi decreti attuativi prevedono anche l’istituzione di una <strong>Banca Dati Nazionale</strong> in cui siano <strong>registrati gli stabilimenti</strong> in cui si trovano gli animali, <strong>identificati gli animali</strong> in questione e anche gli <strong>operatori</strong>. Per ogni animale dovrà essere agli atti anche tutta la relativa <strong>documentazione</strong>.</p>
<p>La nuova legge, che entrerà in vigore l’<strong>8 maggio</strong>, impedirà che altri animali esotici o selvatici siano importati o allevati nel nostro Paese.</p>
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		<title>Basta cavie da laboratorio! Anche l’Europarlamento chiede di abbandonare la sperimentazione animale</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/09/17/8690-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 11:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[È passata con 667 voti favorevoli, 4 contrari e 6 astenuti, la risoluzione del Parlamento Europeo per facilitare la transizione verso l’innovazione nella ricerca scientifica, affinché si ponga fine allo sfruttamento degli animali nella sperimentazione. Un successo per tutti coloro che amano gli animali, ma anche per l&#8217;uomo e per la scienza! La risoluzione UE [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È passata con <strong>667 voti favorevoli, 4 contrari e 6 astenuti</strong>, la risoluzione del Parlamento Europeo per facilitare la transizione verso l’innovazione nella ricerca scientifica, affinché si ponga <strong>fine allo sfruttamento</strong> degli <strong>animali nella sperimentazione</strong>.</p>
<p>Un successo per tutti coloro che amano gli animali, ma anche per l&#8217;uomo e per la scienza!</p>
<p>La risoluzione UE sottolinea che il settore privato può essere direttamente coinvolto nel piano, in particolare le imprese disposte a passare a modelli non basati su animali, nonché le start-up che li sviluppano e perfezionano.</p>
<p>Inoltre, è stato chiesto di mettere a disposizione finanziamenti sufficienti a medio e lungo termine per garantire lo sviluppo di metodi di sperimentazione alternativi, anche attraverso maggiori finanziamenti nell’ambito di Orizzonte Europa.</p>
<p>Accogliamo positivamente l’orientamento degli eurodeputati: serve un impegno da parte di tutti gli stakeholders, a partire proprio dai legislatori e dai governi, affinché si superi definitivamente <strong>l’abominio chiamato “vivisezione”. </strong></p>
<p>Bisogna destinare alla ricerca senza animali fondi adeguati, per una scienza più moderna, più etica e rispettosa della vita.</p>
<p>Finora, in Italia, sono stati stanziati solo <strong>6 milioni di euro</strong> per lo sviluppo di <strong>metodi sostitutivi</strong>, una cifra ancora troppo esigua per arrivare ad una graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali come cavie da laboratorio.</p>
<p>L’UE ha riportato ad un alto livello la soglia di attenzione su questa delicatissima questione.</p>
<p>Tuttavia, le relazioni della Commissione illustrano quanto sia lontana effettivamente l&#8217;Ue da una significativa e concreta transizione verso la scienza non basata su modelli animali.</p>
<p>Quasi 10 milioni di animali utilizzati ogni anno nella ricerca di base e applicata, nei test e per la didattica, con oltre un milione di procedure (circa l&#8217;11% del totale) con un livello di sofferenza animale &#8220;grave&#8221;, il più alto e non alleviabile.</p>
<p>Dati ancora troppo alti.</p>
<p>Come Associazione animalista siamo a favore del progresso della ricerca, ma non a discapito di vite di altri esseri senzienti.</p>
<p>Auspichiamo che la risoluzione parlamentare approvata, oggi, <strong>permetta un’accelerazione dei tempi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>GLI ALLEVAMENTI DI SALMONI VIETATI IN ARGENTINA. È IL PRIMO PAESE AL MONDO</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/07/07/gli-allevamenti-di-salmoni-vietati-in-argentina-e-il-primo-paese-al-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2021 14:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti ittici]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[salmoni]]></category>
		<category><![CDATA[Scozia]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Argentina è la prima nazione al mondo a vietare l’allevamento di salmoni: la notizia riguarda la provincia meridionale dell’arcipelago di Terra del Fuoco, e in particolare il Canale di Beagle. I legislatori hanno approvato all’unanimità il disegno di legge presentato dal deputato Pablo Villegas (Movimiento Popular Fueguino), rendendo di fatto l’Argentina il primo Paese a pronunciarsi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’<strong>Argentina</strong> è la prima nazione al mondo a <strong>vietare l’allevamento di salmoni</strong>: la notizia riguarda la provincia meridionale dell’arcipelago di Terra del Fuoco, e in particolare il Canale di Beagle. I legislatori hanno approvato all’unanimità il disegno di legge presentato dal deputato <strong>Pablo Villegas</strong> (Movimiento Popular Fueguino), rendendo di fatto l’Argentina il primo Paese a pronunciarsi contro la pratica intensiva dell’allevamento ittico.</p>
<p>Una <strong>decisione storica a tutela dell’ambiente marino</strong>, tanto più se si pensa che queste acque – le uniche nella zona in cui sarebbe praticabile l’allevamento di pesci in gabbia – rappresentano <strong>un importantissimo patrimonio di biodiversità</strong>, nel quale si concentra il 50% delle foreste di macroalghe esistenti nel Paese. L’approvazione del disegno di legge, sostenuta anche dalle associazioni ambientaliste, apporta benefici anche alle acque del Cile, dall’altra parte del Canale, dove l’industria ittica e il suo impatto sull’ambiente sono diventati una questione sempre più controversa. Una problematica che esiste fin dagli anni Settanta e che ha un <strong>impatto ambientale</strong> <strong>disastroso</strong>, legato in gran parte all’<strong>uso massiccio di antibiotici</strong> per scongiurare la diffusione di patologie negli allevamenti.</p>
<p>(<a href="https://www.osservatorioveganok.com/ambiente-largentina-e-il-primo-paese-al-mondo-a-vietare-gli-allevamenti-di-salmone-per-tutelare-le-acque/"><strong><span style="color: #000080;">Fonte Osservatorio VeganOK</span></strong></a>)</p>
<p>Anche in <strong>Europa, purtroppo, </strong>è molto diffuso l&#8217;allevamento di salmoni.</p>
<p>Lo Stato che detiene il primato nella produzione di salmone d&#8217;allevamento è la <strong>Norvegia</strong> con il 33% del mercato mondiale.</p>
<p dir="ltr">La <strong>Scozia</strong>, dopo il Cile, è il terzo<strong> produttore mondiale di salmone atlantico d’allevamento</strong>: circa 38 milioni di pesci prodotti solo nel 2019, con esportazioni in oltre 50 paesi.</p>
<p dir="ltr">Il governo scozzese sostiene un piano per la massiccia espansione dell’industria entro il 2030. <strong>L’Italia è fra i primi 10 importatori di salmone scozzese</strong>. Oltre il 96% della produzione di salmone scozzese è gestita da cinque aziende: Cooke Aquaculture, Grieg Seafood, Mowi, Scottish Sea Farms e The Scottish Salmon Company.</p>
<p dir="ltr">Abbiamo sostenuto nella divulgazione di un&#8217;inchiesta l&#8217;associazione CIWF, che ha condotto <strong>indagini su 22 allevamenti in totale</strong>, <strong>sia utilizzando la tecnologia dei droni sia, in 6 allevamenti, i sommozzatori</strong>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="NUOVA INDAGINE SOTTO COPERTURA SVELA LE SOFFERENZE DIETRO GLI ALLEVAMENTI SCOZZESI DI SALMONI" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/RIw8GTQr9sg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p dir="ltr">In molti di questi allevamenti scozzesi, <strong>gli investigatori hanno trovato gravi infestazioni di pidocchi di mare e alti livelli di mortalità.</strong></p>
<p dir="ltr">Pesci stipati in spoglie gabbie sottomarine, dove questi migratori naturali non hanno altro da fare che nuotare senza meta in condizioni anguste fino all’età di 2 anni. Il grado di sofferenza di questi animali è tale che la mortalità può raggiungere il 25% prima che il gruppo sia destinato alla macellazione.</p>
<p dir="ltr">È ora di seguire l&#8217;esempio dell&#8217;Argentina per il bene degli animali e della nostra Casa comune!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SONDAGGIO: l&#8217;83% degli italiani vuole che l&#8217;UE riallochi i fondi dell&#8217;agricoltura a favore di una transizione verso sistemi senza gabbie</title>
		<link>https://animalisti.it/2020/12/09/sondaggio-l83-degli-italiani-vuole-che-lue-riallochi-i-fondi-dellagricoltura-a-favore-di-una-transizione-verso-sistemi-senza-gabbie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2020 16:53:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[End The Cage Age]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[YouGov]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo un sondaggio diffuso in Italia oggi 9 dicembre, l’83% dei cittadini in Italia è d’accordo con la riallocazione dei fondi per l’agricoltura, da parte dell’UE, per supportare una transizione a sistemi di allevamento senza gabbie. A seguito dell’Iniziativa di successo dei Cittadini Europei End the Cage Age, il sondaggio rivela anche che l’84%*dei cittadini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Secondo un sondaggio diffuso in Italia oggi 9 dicembre, l’83% dei cittadini in Italia è d’accordo con la riallocazione dei fondi per l’agricoltura, da parte dell’UE, per supportare una transizione a sistemi di allevamento senza gabbie. A seguito dell’Iniziativa di successo dei Cittadini Europei End the Cage Age, il sondaggio rivela anche che l’84%*dei cittadini in Italia ritiene che l’allevamento in gabbia sia crudele nei confronti degli animali.</strong></em></p>
<p>La coalizione italiana End the Cage Age ha diffuso oggi i risultati di un nuovo sondaggio (condotto fra il settembre e l’ottobre 2020) che esplora le attitudini dei cittadini europei riguardo all’uso delle gabbie negli allevamenti nell’Unione Europea. Il Sondaggio, condotto da YouGov, è stato commissionato da Compassion in World Farming, Animal Equality, Vier Pfoten International, Humane Society International – Europe, WeMove Europe and World Animal Protection Netherlands.</p>
<p>Il sondaggio fornisce informazioni sulle opinioni dei cittadini in Italia sul modo in cui l’UE assicura il benessere degli animali negli allevamenti e alloca i fondi per l’agricoltura. Più nello specifico, secondo i risultati:</p>
<p>&#8211; L’84% dei cittadini in Italia concorda o concorda decisamente sul fatto che l’uso delle gabbie negli allevamenti sia crudele nei confronti degli animali.</p>
<p>&#8211; Il 56% è in disaccordo o in forte disaccordo con l’affermazione che l’UE stia facendo abbastanza per assicurare il benessere degli animali negli allevamenti</p>
<p>&#8211; L’83% concorda o concorda decisamente che l’UE dovrebbe riallocare gli attuali fondi per l’agricoltura per supportare una transizione verso l’abbandono dei sistemi in gabbia per gli animali negli allevamenti e solo l’8% non concordava o non concordava decisamente.</p>
<p>Le associazioni della Coalizione italiana End the Cage Age hanno dichiarato: “Questo nuovo sondaggio fornisce nuove evidenze su qualcosa che sappiamo da anni: i cittadini italiani ci tengono alle condizioni in cui gli animali sono allevati; riconoscono inoltre chiaramente che l’UE sta fallendo nel tutelarli e che la transizione verso sistemi senza gabbie è la via da seguire”.</p>
<p>L’Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age è stata lanciata l’11 settembre 2018 e si è chiusa esattamente un anno dopo dopo aver raccolto 1.397.113 firme validate in tutta l’UE. L’iniziativa ha anche superato il numero minimo di firme in 18 Stati membri, bel oltre I 7 richiesti. Per questo End the Cage Age è:</p>
<p>&#8211; La sesta ICE di successo su 75 registrate negli ultimi 8 anni</p>
<p>&#8211; La terza per numero di firme raccolte</p>
<p>&#8211; La prima di successo sul benessere degli animali</p>
<p><strong>“I risultati di questo nuovo sondaggio aggiungono un altro forte argomento a sostegno di un cambio immediato che i cittadini europei vogliono per gli animali negli allevamenti, aspetto che ha un impatto sulle condizioni di vita degli animali ma anche sulla sicurezza sanitaria. Il dibattito non è più se l’UE debba abbandonare l’uso delle gabbie, ma quando e come questo sarà fatto. Ci aspettiamo che le istituzioni europee facciano la cosa giusta, per i loro cittadini e per gli oltre 300 milioni di animali che sono allevati nell’UE”, hanno dichiarato le associazioni della coalizione italiana End the Cage Age.</strong></p>
<p>La Coalizione Italiana End the Cage Age è formata da Animalisti Italiani, Animal Law Italia, Animal aid, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, LAC-Lega per l’Abolizione della Caccia, Lega Nazionale Difesa del Cane, Legambiente, Amici della Terra, HSI Italia, Il Fatto Alimentare, Terra Nuova, Confconsumatori, Jane Goodall Institute Italia, Terra! Onlus, ENPA, LAV, Partito animalista, LEIDAA, OIPA, LUMEN.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ALLEVAMENTI: ITALIA AL 17° POSTO IN UE PER PERCENTUALE DI ANIMALI IN GABBIA. COALIZIONE END THE CAGE AGE TWITTA RICHIESTA DI DISMISSIONE DELLE GABBIE A MINISTRI SPERANZA E BELLANOVA</title>
		<link>https://animalisti.it/2020/07/01/allevamenti-italia-al-17-posto-in-ue-per-percentuale-di-animali-in-gabbia-coalizione-end-the-cage-age-twitta-richiesta-di-dismissione-delle-gabbie-a-ministri-speranza-e-bellanova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 10:25:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[End The Cage Age]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[ICE]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[La Coalizione italiana End the Cage Age ha pubblicato oggi la classifica dei Paesi europei secondo la percentuale di animali ancora allevati in gabbia. L’Italia si piazza in basso nella classifica: degli oltre 300 milioni di animali allevati in gabbia ogni anno in UE, oltre 45 milioni sono in Italia. La Coalizione invita i cittadini [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-6517" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-1024x578.png" alt="" width="700" height="395" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-1024x578.png 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-600x339.png 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-300x169.png 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-768x434.png 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-1536x868.png 1536w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-2048x1157.png 2048w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" />La Coalizione italiana End the Cage Age ha pubblicato oggi </span></i><a href="https://www.endthecageage.eu/uneuropa-100-libera-dalle-gabbie/"><i><span style="font-weight: 400;">la classifica dei Paesi europei secondo la percentuale di animali ancora allevati in gabbia</span></i></a><i><span style="font-weight: 400;">. L’Italia si piazza in basso nella classifica: degli oltre 300 milioni di animali allevati in gabbia ogni anno in UE, oltre 45 milioni sono in Italia. La Coalizione invita i cittadini a twittare ai Ministri competenti, il Ministro della Salute Speranza e delle Politiche Agricole Bellanova, perchè si impegnino ad avviare la transizione a sistemi senza gabbie sia in Italia che nell’Unione Europea. </span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i></i><i><a href="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Report-di-approfondimento.pdf"><span style="color: #ff0000;"><strong>Clicca qui per legger il Report di approfondimento</strong></span></a></i></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.endthecageage.eu/uneuropa-100-libera-dalle-gabbie/"><i>Link alla classifica</i></a></span></strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="https://ciwf.assetbank-server.com/assetbank-ciwf/images/assetbox/abc2849f-2713-4fd8-a4e3-e95ef02ee6ed/assetbox.html"><i>Scarica le mappe con la classifica</i></a></strong></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-6516 alignleft" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-2-272x300.png" alt="" width="272" height="300" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-2-272x300.png 272w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-2-600x661.png 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-2-930x1024.png 930w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-2-768x846.png 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-2-1395x1536.png 1395w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/07/Mappa-2.png 1476w" sizes="auto, (max-width: 272px) 100vw, 272px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’Unione Europea galline, scrofe, conigli, quaglie, anatre e oche sono allevati, per la maggior parte, in gabbie che limitano molto seriamente la loro possibilità di muoversi, costringendoli a una vita misera e piena di sofferenze. Si tratta di una questione sempre più vicina alla sensibilità dei cittadini europei. L’anno scorso, a seguito della campagna di comunicazione associata all’</span><i><span style="font-weight: 400;">Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age</span></i><span style="font-weight: 400;">,</span><b> più di un milione di persone ha firmato</b><span style="font-weight: 400;"> la richiesta di mettere fine all’era delle gabbie in UE. </span><b>In Italia, le firme raccolte e autenticate dal Ministero dell’Interno sono oltre 90.000. </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi la Coalizione italiana </span><i><span style="font-weight: 400;">End the Cage Age</span></i><span style="font-weight: 400;">, costituita da </span><b>Animal Equality, Animalisti italiani, Animal Law, CIWF, ENPA, Humane Society International Italia, LAV, Legambiente, Lega Nazionale del Cane e OIPA</b><span style="font-weight: 400;">,  pubblica una classifica dei Paesi in base alla percentuale di animali allevati in gabbia. In Italia la quasi totalità di scrofe, conigli e quaglie, così come il 62% delle galline sono allevati ancora in gabbia ed è necessario agire il prima possibile per mettere fine a questa situazione. I ministri competenti per un’eventuale transizione a sistemi senza gabbie sono il ministro delle Politiche Agricole, </span><b>Teresa Bellanova</b><span style="font-weight: 400;">, e il </span><span style="font-weight: 400;">m</span><span style="font-weight: 400;">inistro della Salute, </span><b>Roberto Speranza</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Per questo motivo, le associazioni della Coalizione </span><i><span style="font-weight: 400;">End the Cage</span></i><span style="font-weight: 400;"> chiedono ai cittadini, a partire da oggi e nei prossimi giorni, di lanciare </span><i><span style="font-weight: 400;">&#8211; </span></i><span style="font-weight: 400;">utilizzando un linguaggio civile e propositivo &#8211; dei </span><a href="https://www.endthecageage.eu/uneuropa-100-libera-dalle-gabbie/"><span style="font-weight: 400;">tweet </span></a><span style="font-weight: 400;">rivolti proprio ai due ministri, chiedendo a entrambi di impegnarsi pubblicamente e concretamente a dismettere gradualmente le gabbie nel nostro Paese. Il ministro Speranza ha già dichiarato la propria disponibilità ad aprire un dialogo sulla transizione a sistemi senza gabbia per le scrofe*, mentre finora nessun segnale di apertura al dialogo è stato ricevuto dalle associazioni da parte del Ministro Bellanova. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“</span><i><span style="font-weight: 400;">La dismissione delle gabbie dagli allevamenti è urgente perché risponde a una sempre più pressante istanza etica di milioni di cittadini europei ed è coerente con la rinnovata e crescente attenzione anche a livello europeo per il benessere animale e la sostenibilità, così come tracciato nel Green Deal”, hanno dichiarato le associazioni, che aggiungono:  “</span></i><i><span style="font-weight: 400;">Far uscire dall&#8217;invisibilità le sofferenze di decine di milioni di animali è un dovere etico di ogni Paese civile e democratico e </span></i><i><span style="font-weight: 400;">ci auguriamo che i nostri Ministri avviino al più presto il dibattito pubblico per una transizione verso sistemi senza gabbie, per far sì che l’Italia non resti indietro in questa battaglia di civiltà in difesa degli animali, </span></i><i><span style="font-weight: 400;">ma divenga rapidamente tra i Paesi europei all&#8217;avanguardia</span></i><span style="font-weight: 400;">”</span></p>
<p><b>L’Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age</b><span style="font-weight: 400;"> &#8211; </span><span style="font-weight: 400;">È</span><span style="font-weight: 400;"> uno strumento ufficiale e unico previsto dall’Unione Europea  per influenzare i decisori politici, e prevede la raccolta di almeno un milione di firme nell’arco di un anno per poter essere ammessa. Ogni firma viene verificata attraverso uno specifico processo dagli Stati Membri.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">L’Iniziativa dei Cittadini Europei </span><i><span style="font-weight: 400;">End the Cage Age ha </span></i><span style="font-weight: 400;">raccolto più di un milione e mezzo di firme che sono ancora in corso di validazione in tutti gli Stati Membri. In Italia la validazione è già avvenuta, confermando l&#8217;autenticità  di oltre 90.000 firme. Quando le firme di tutti i Paesi saranno validate, verranno consegnate alla Commissione Europea, che potrà pronunciarsi positivamente o negativamente sulla richiesta, eventualmente avviando un processo legislativo in favore della dismissione delle gabbie. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">l’Iniziativa </span><i><span style="font-weight: 400;">End the Cage Age</span></i><span style="font-weight: 400;"> è stata il frutto del coordinamento di oltre 170 organizzazioni ambientaliste, di protezione animale e dei consumatori in tutta europa, 20 in Italia. </span></p>
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