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	<title>ddl Lollobrigida &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>ITALIA, PRIMA NAZIONE AL MONDO A SANZIONARE LA CARNE COLTIVATA: UN PASSO INDIETRO NELLA SCOPERTA SCIENTIFICA E NELLA TUTELA ANIMALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 15:25:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, l&#8217;Italia si distingue, tristemente, come la <strong>prima nazione al mondo a varare una legge</strong>, con soli 159 voti  favorevoli della maggioranza, 34 astenuti e 53 voti contrari, che <strong>proibisce la produzione, commercializzazione e persino la ricerca sulla carne coltivata</strong>. Il provvedimento, approvato con una <strong>multa</strong> minima di <strong>10.000 euro</strong> per chiunque osi produrre tale tipo di carne, ha suscitato reazioni di sconcerto e preoccupazione a livello globale.</p>
<p>Il Presidente degli Animalisti Italiani, <strong>Walter Caporale</strong>, ha fortemente criticato questa decisione definendola <strong>insensata e antiscientifica</strong>: “<em>È vergognoso che il Parlamento abbia approvato il divieto della carne coltivata in Italia. Questa legge bandiera della destra, osteggiata solo da +Europa e la Sinistra, è un <strong>affronto alla scienza e al progresso</strong>. <strong>Buffoni: l’Europa bloccherà questa vergogna</strong>. Ai Deputati italiani doppia vergogna: presenti in 246 su 400. <strong>Stipendi d’oro e non vanno neanche a votare!</strong></em>”</p>
<p><strong>Assenti</strong>: il <strong>PD</strong> in misura pari al <strong>47,06%</strong>, seguito da <b>Azione &#8211; Italia Viva </b>con il<b> 42,86% </b>e dal<b> M5S </b>con il <b>25%. Sarebbe questo il modo di rappresentare chi vi ha affidato il voto? </b>La presenza costante in Parlamento è la dimostrazione effettiva dell&#8217;impegno indelebile verso i cittadini.<strong> L&#8217;assenteismo indebolisce la voce del popolo.</strong></p>
<p>Oggi, inoltre, il presidente di <strong>Coldiretti</strong>, <strong>Ettore Prandini</strong>, ha sferrato un discutibile attacco contro +Europa: si è diretto verso un gruppo di persone di +Europa mentre posavano col proprio cartello pro carne coltivata davanti a Palazzo Chigi. Prandini puntando Benedetto Della Vedova, definendolo “delinquente”, ha tentato di mettergli le mani addosso.</p>
<p>Durante le votazioni,  <strong>l’On. Evi</strong> si è espressa sul provvedimento, evidenziando che “Se il Governo fosse sincero nei suoi obiettivi allora dovrebbe promuovere la riduzione del consumo di carne, si avvierebbe verso l’eliminazione dei fitofarmaci e si interrogherebbe sulla resistenza agli antibiotici. Proprio in Italia l’abuso di antibiotici è un problema che continua ad essere taciuto”.</p>
<p>Ricordiamo che il DDL a firma Lollobrigida e Schillaci parte dall’<strong>errore terminologico nel definire la carne coltivata come &#8220;sintetica”</strong> in quanto si tratta di <strong>moltiplicare le cellule di un animale in un ambiente controllato, senza alcun processo di sintesi chimica.</strong></p>
<p>La carne coltivata non è sintetizzata, ma piuttosto ottenuta attraverso la moltiplicazione di cellule già esistenti prelevate da un animale. Paragonarla a una sintesi chimica è scorretto e fuorviante. Non si tratta di creare nulla, bensì di moltiplicare delle cellule in modo controllato, <strong>un processo simile a quello utilizzato nella produzione di yogurt o birra.</strong></p>
<p>Il divieto, giustificato con l<strong>&#8216;invocazione del &#8220;principio di precauzione&#8221;</strong>, ha suscitato perplessità in un contesto internazionale in cui la comunità scientifica si concentra sull&#8217;utilizzo dell&#8217;<strong>avanzamento tecnologico per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico, garantire la sicurezza alimentare e promuovere il benessere animale.</strong></p>
<p>La <strong>carne coltivata</strong> rappresenta una <strong>soluzione sostenibile ed etica per il futuro</strong>, contribuendo a ridurre i danni dell’impatto ambientale dell&#8217;allevamento animale, convertendo le attività della filiera della carne verso produzioni cruelty-free, rispettose della vita degli animali.</p>
<p>In un momento in cui la scienza offre <strong>opportunità per affrontare le sfide globali, l&#8217;Italia sembra muoversi in direzione opposta</strong>, <strong>ignorando il potenziale positivo della carne coltivata</strong>. La comunità scientifica e animalista esorta il governo italiano a riconsiderare questa decisione e a promuovere un approccio basato su evidenze scientifiche e benessere animale, anziché limitare il progresso e l&#8217;innovazione nel settore alimentare.</p>
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