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	<title>covid19 &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>LA FRANCIA VIETA GLI ALLEVAMENTI DI VISONI. L’ITALIA SI ADEGUI AGLI ESEMPI VIRTUOSI EUROPEI</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/11/19/la-francia-vieta-gli-allevamenti-di-visoni-litalia-si-adegui-agli-esempi-virtuosi-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Nov 2021 14:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abbigliamento e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo mesi di discussioni, i dibattiti sono terminati: il Parlamento francese ha appena approvato in via definitiva il disegno di legge contro gli abusi sugli animali. Un testo che rappresenta una tappa storica nella lotta per la causa animale. Tra i provvedimenti adottati in Francia, segnaliamo il divieto della vendita di cuccioli e gattini nei negozi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Dopo mesi di discussioni, i dibattiti sono terminati: il Parlamento francese ha appena approvato in via definitiva il disegno di legge contro gli abusi sugli animali. Un testo che rappresenta una tappa storica nella lotta per la causa animale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i provvedimenti adottati in Francia, segnaliamo il divieto della vendita di cuccioli e gattini nei negozi di animali; la fine graduale della presenza degli animali selvatici nei circhi e nei delfinari; il rafforzamento delle sanzioni penali per i reati contro gli animali con reclusione fino a cinque anni e multa di 75.000 euro in caso di morte dell’animale.</p>
<p style="font-weight: 400;">La misura che, tra tutte, spicca maggiormente è <strong>l’immediato divieto</strong> <strong>dell’allevamento di visoni </strong>per la produzione delle ormai obsolete pellicce.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Governo francese, più di un anno fa, aveva già annunciato questo divieto, che sarebbe però dovuto entrare <strong>in vigore dopo un periodo transitorio di 5 anni, cioè a partire dal 2025</strong>. <strong>L’anticipazione della chiusura </strong><strong>dell’ultimo allevamento francese</strong> di visoni americani che si trova a La Chapelle-d’Andaine, a Orne in Normandia, e conta 14.000 animali, <strong>è diventata finalmente realtà.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Con la Francia salgono a 17 i Paesi in Europa che hanno scelto di vietare questi allevamenti, crudeli per gli animali e pericolosi per la salute pubblica.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">L’Italia cosa sta aspettando? Nel nostro Paese, grazie alle pressioni animaliste, gli allevamenti di visoni sono stati sospesi, causa covid, fino al 31 dicembre 2021.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ci troviamo dinanzi a un bivio storico.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il Governo italiano ha il potere e la responsabilità di imboccare la giusta strada che non può non essere il divieto definitivo degli allevamenti di visone.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sulla falsariga della Francia, invitiamo il <strong>Ministro della Salute, Roberto Speranza, </strong>a seguire questo virtuoso esempio. <strong>Abbiamo scritto un’ulteriore lettera di sollecito</strong>, appellandoci al suo buon senso e richiedendo la chiusura definitiva degli allevamenti degli animali cosiddetti “da pelliccia”.</p>
<p style="font-weight: 400;">I sistemi di allevamento, oltre a costituire <strong>serbatoi di virus</strong>, come dimostrato da numerose evidenze scientifiche, non riescono a garantire agli animali le <strong>minime esigenze etologiche</strong>, senza dimenticare le condizioni igienico sanitarie precarie e la somministrazione ripetuta di antibiotici che li rendono sempre più veicolo per possibili <strong>spillover</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo le <strong>tante mobilitazioni dell’anno scorso</strong> volte a far sospendere per tutto il 2021 le attività degli allevamenti di visoni, <strong>pretendiamo che allo scadere dell’ordinanza: il 31 dicembre, si provveda alla chiusura definitiva.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Non possiamo e non dobbiamo scegliere la strada sbagliata: riaprire queste strutture significa condannare a morte gli animali e mettere a rischio la salute della collettività.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/11/LEGGI-LA-LETTERA-INVIATA-AL-MINISTRO-SPERANZA.pdf">LEGGI LA LETTERA INVIATA AL MINISTRO SPERANZA</a></span></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Libertà di scelta e sperimentazione dei vaccini su milioni di animali: il punto di vista degli Animalisti Italiani</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/08/06/liberta-di-scelta-e-sperimentazione-dei-vaccini-su-milioni-di-animali-il-punto-di-vista-degli-animalisti-italiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Aug 2021 09:21:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Vivisezione e Sperimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[Libertà di scelta e sperimentazione dei vaccini su milioni di animali: il punto di vista degli Animalisti Italiani. La lettera del presidente Walter Caporale pubblicata sul settimanale IL VENERDÌ de La Repubblica del 6/8/2021, uno dei principali quotidiani italiani. &#160; IL DIRITTO DI ESSERE NO VAX (RESTANDO FUORI DAI BAR) La mia cara sinistra rispetti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Libertà di scelta e sperimentazione dei vaccini su milioni di animali: il punto di vista degli Animalisti Italiani.</p>
<p>La <strong>lettera del presidente Walter Caporale</strong> pubblicata sul settimanale IL VENERDÌ de <a href="https://www.repubblica.it/">La Repubblica</a> del 6/8/2021, uno dei principali quotidiani italiani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>IL DIRITTO DI ESSERE NO VAX (RESTANDO FUORI DAI BAR)</strong></p>
<p>La mia cara sinistra rispetti noi idealisti, minoranza reietta, che non ci vacciniamo.</p>
<p><em>La Repubblica</em> mi ha accompagnato da sempre nelle mie battaglie in prima linea contro il nucleare e contro la caccia, per i diritti gay e le unioni civili, contro ogni forma di discriminazione e razzismo nei confronti di immigrati, donne, disabili e animali.</p>
<p>Oggi mi trovo a chiedervi di <strong>rispettare la scelta di non vaccinarmi</strong> e di non trattarmi, da sinistra, come un “ untore”, un <strong>moderno Torquemada</strong> che se ne infischia degli altri.</p>
<p>Non è così.</p>
<p><strong>Il vaccino contro il COVID è diverso dagli altri</strong> perché, come spiegò anche <strong>Sabin</strong>, l’inventore del vaccino anti polio, “<strong>non ha senso vaccinarsi contro i virus mutanti</strong>”; perché questo vaccino altri non è che un <strong>farmaco che stanno sperimentando su noi cavie umane</strong>; perché un vaccino non nasce in laboratorio in poche settimane; perché in tutto il mondo vengono contagiate dal COVID anche decine di migliaia di persone già vaccinate; perché ritengo<strong> immorale essere complice della tortura di milioni di animali</strong> (anche selvatici) sui quali è stato sperimentato in maniera anti-scientifica; perché chi è vaccinato non rischia nulla da “noi non vaccinati”.</p>
<p><strong>Io non sono No Vax, ma trovo immorale e vergognoso che non esista quasi più la libertà di scelta</strong>.</p>
<p>L’immunità di gregge è stata raggiunta; non è colpa dei non vaccinati se ora anche voi potete essere colpiti dalle varianti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Walter Caporale</em></p>
<p><em>Presidente Ass.ne Animalisti Italiani</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PRESIDIO ANIMALISTA ALLA SAGRA DEI OSEI: NO A QUESTO WET MARKET ITALIANO</title>
		<link>https://animalisti.it/2020/09/03/presidio-animalista-alla-sagra-dei-osei-no-a-questo-wet-market-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 09:57:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[Animalisti]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[Friuli Venezia Giulia]]></category>
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					<description><![CDATA[La Sagra dei Osei (sagra degli uccelli) è una fiera che si svolge annualmente a Sacile, in provincia di Pordenone, il primo weekend di settembre, incentrata sull&#8217;esposizione e sul mercato di uccelli da canto. Viene definita la manifestazione ornitologica più antica d&#8217;Europa, ma in realtà resiste anche in questo periodo di pandemia, ottenendone il regolare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Sagra dei Osei</strong> (sagra degli uccelli) è una fiera che si svolge annualmente a <strong>Sacile, in provincia di Pordenone</strong>, il primo weekend di settembre, incentrata sull&#8217;esposizione e sul mercato di uccelli da canto.</p>
<p>Viene definita la manifestazione ornitologica più antica d&#8217;Europa, ma in realtà resiste anche in questo periodo di pandemia, ottenendone il regolare svolgimento, perché prevale l&#8217;importanza assunta dal <strong>commercio di tali esemplari</strong> sulla salute e sulla tutela degli animali. Le istituzioni del territorio consentono questa persecuzione legalizzata nei confronti degli animali selvatici, a favore della loro morte e del loro maltrattamento per <strong>compiacere interessi economici e l’immancabile lobby venatoria</strong>.</p>
<p>Il prossimo <strong>5 e 6 settembre</strong> è in programma la 747^ edizione della <strong>“Sagra dei osei” di Sacile (PN) in Friuli Venezia Giulia e gli Animalisti Italiani, si opporranno con un presidio autorizzato per dire basta alla mercificazione degli animali e all’uso delle gabbie</strong>.</p>
<p>Le persone che parteciperanno alla sagra, entreranno in contatto con<strong> circa 50.000 animali fra specie selvatiche, esotiche e domestiche,</strong> manipolate e vendute da centinaia di espositori durante le due giornate della fiera. Praticamente l’equivalente di una sorta di <strong>wet market</strong>!</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-6755 alignright" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/09/sagra-dei-osei-sacile-696x522-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/09/sagra-dei-osei-sacile-696x522-1-300x225.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/09/sagra-dei-osei-sacile-696x522-1-600x450.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/09/sagra-dei-osei-sacile-696x522-1.jpg 696w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Tutto ciò è inaccettabile, in primis, per il <strong>benessere animale</strong> e ancor più in tale periodo storico in cui l’obiettivo prioritario è<strong> limitare i contagi da coronavirus</strong>.</p>
<p>Pertanto, non staremo a guardare ma ci opporremo con un <strong>sit-in di 3 ore (dalle ore 14 alle 17) che si terrà domenica 6 settembre a Sacile (PN) in sinergia con altre sigle animaliste</strong>: saremo tutti vestiti di nero, non verranno usati cartelli inadeguati né fischietti e vietati simboli politici.</p>
<p>L’unico obiettivo sarà la tutela degli animali. Tenere gli uccelli in gabbia, così come altre specie, è una scelta barbara e anacronistica che mette a repentaglio la vita stessa degli animali!</p>
<p>Il presidio animalista alla Sagra dei Osei è aperto a tutti.</p>
<p>Per chi volesse partecipare e partire da Roma insieme agli Animalisti Italiani, contatti il <strong>numero 3396126592</strong>.</p>
<p>L’appuntamento, <strong>per chi viaggia da Roma</strong>, sarà domenica 6 settembre alle ore 8:00 davanti al Negozio Nike della Stazione Termini. Si partirà con il t<strong>reno Frecciarossa 9412</strong> Roma Termini-Venezia Mestre. Da Venezia si procederà con noleggio auto fino a Pordenone.</p>
<p>Rientro previsto con treno <strong>Frecciargento 9437</strong> Venezia Mestre-Roma Termini delle ore 19:38 con arrivo a Roma alle ore 23:25.</p>
<p>Per info sul noleggio auto<span style="color: #0000ff;"><strong> <a style="color: #0000ff;" href="https://www.locautorent.com/it/noleggio-auto/uffici/veneto/venezia/mestre-stazione/?selectedVehicleType=1&amp;startApiCode=VMS&amp;endApiCode=VMS&amp;startDate=2020-09-06&amp;startDateIsoDay=7&amp;endDate=2020-09-06&amp;endDateIsoDay=7&amp;startTime=12%3A00&amp;endTime=19%3A30&amp;choosenAge=3&amp;underAge=true&amp;rentalType=online&amp;selectedVehicleId=&amp;selectedOffertId=&amp;da=0&amp;db=&amp;dc=true&amp;dd=true&amp;reservationOptionals=%5B%5D&amp;page=List&amp;isFromPanel=true"><u>clicca qui</u></a></strong></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MACELLI, ALLEVAMENTI INTENSIVI E WET MARKET SONO FOCOLAI DI COVID-19</title>
		<link>https://animalisti.it/2020/05/26/macelli-allevamenti-intensivi-e-wet-market-sono-focolai-di-covid-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2020 13:07:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[macelli]]></category>
		<category><![CDATA[vegan]]></category>
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					<description><![CDATA[Per combattere il virus bisogna salvare gli animali, non ucciderli! &#8220;Caotici e folli&#8221;. Così il Guardian, riprendendo un commento di Ben Lilliston dell’Institute for agriculture and trade policy britannico, definisce i grandi macelli che in molti paesi stanno diventando focolai di Covid-19, preoccupando le autorità sanitarie. Questi luoghi, insieme agli allevamenti intensivi e ai wet [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per combattere il virus bisogna salvare gli animali, non ucciderli!</strong></p>
<p><strong>&#8220;Caotici e folli&#8221;</strong>. Così il<span style="color: #000080;"><strong> <a style="color: #000080;" href="https://www.theguardian.com/environment/2020/may/11/chaotic-and-crazy-meat-plants-around-the-world-struggle-with-virus-outbreaks">Guardian</a></strong></span>, riprendendo un commento di <strong>Ben Lilliston</strong> dell<strong>’<span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.iatp.org/">Institute for agriculture and trade policy</a></span></strong> britannico, definisce <strong>i grandi macelli che in molti paesi stanno diventando focolai di Covid-19</strong>, preoccupando le autorità sanitarie. <strong>Questi luoghi, insieme agli allevamenti intensivi e ai wet market, rappresentano diversi aspetti di un rapporto malato con la natura, di cui l’umanità paga ora il conto</strong>.</p>
<p>I macelli sono luoghi infernali anzitutto per gli animali, dove a causa del ritmo di produzione il livello di sofferenza è spaventoso. Non di meno per le persone che vi lavorano che devono sostenere condizioni fisiche, sanitarie e psicologiche terribili.</p>
<p>Sono luoghi dove vige un contesto lavorativo spesso accostato alla schiavitù. Eppure i <strong>macelli, i mattatoi hanno sempre continuato a lavorare durante la pandemia</strong> (almeno fino allo scoppio dei focolai), <strong>favorendo la diffusione del coronavirus, all’interno e all’esterno. </strong></p>
<p><strong>I CASI</strong></p>
<p>Il caso più eclatante è quello degli <strong>Stati Uniti, con oltre 180 impianti colpiti</strong>, ma situazioni analoghe si segnalano in <strong>Irlanda, Spagna, Germania, Regno Unito, Canada, Brasile e Australia</strong>. <strong>Lungo è l&#8217;elenco di focolai covid-19 in macelli e allevamenti intensivi. Quindi non solo i wet market sono indagati, da cui scoppiò il primo caso di coronavirus in Cina. </strong></p>
<p>Si pensi che negli <strong>Stati Uniti, solo a fine aprile</strong>, si erano già registrati <strong>5 mila casi di contagi e 20 decessi.</strong><br />
In <strong>Europa</strong> preoccupa la situazione della <strong>Germania, dove 300 lavoratori, molti dei quali immigrati, si sono ammalati nell’impianto della Müller Fleisch di Birkenfeld</strong>. In <strong>Spagna ci sono stati oltre 200 casi in un impianto vicino ad Aragona</strong> (di Litera Meat), mentre in <strong>Irlanda i contagi accertati sono oltre 560, in 10 stabilimenti</strong>, uno dei quali è in un impianto per la macellazione dei suini in cui ci sono stati oltre 120 casi.</p>
<p>L’effetto drammatico è stato l’<strong>abbattimento obbligato di migliaia di animali</strong> che gli allevatori non si possono più permettere di mantenere a causa dell’inceppamento della filiera della carne.</p>
<p>A questi casi si aggiunge la notizia, registratasi in queste ultime 2 settimane, di trasmissione del coronavirus da animale a uomo in <strong>4 allevamenti di visoni in Olanda.</strong> Gli esperti hanno stabilito che è plausibile che un visone abbia infettato i dipendenti.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-6355 alignright" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/05/Visoni-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/05/Visoni-300x176.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/05/Visoni-600x351.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/05/Visoni.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>COME ACCADE IL CONTAGIO NEGLI ALLEVAMENTI E NEI MACELLI?</strong></p>
<p>Per le particolari situazioni lavorative che si creano in queste strutture, spesso non è stato possibile indossare le opportune protezioni o introdurre le misure di distanziamento e disinfezione, spiega il Guardian. In più in molti paesi la forza lavoro è costituita da immigrati, anche irregolari, che sfuggono ai controlli e vivono in abitazioni affollate, dove il contagio si diffonde velocemente.</p>
<p><strong>COSA CHIEDIAMO</strong></p>
<p>Da anni chiediamo il <strong>divieto di allevamenti e il commercio di animali per la produzione di pellicce e di carni</strong>. Da anni ci battiamo per proporre un <strong>rapporto diverso fra uomo e animale, paritario</strong>, basato sugli <strong>stessi diritti alla vita</strong>.  Vogliamo che il progresso arrivi anche nelle<strong> politiche alimentari. Dopo questa terribile pandemia i Governi riflettano sul cambiamento da adottare per salvare il Pianeta, si ragioni a livello globale sulla necessità di <a href="https://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/">riorientare la produzione su un&#8217;alimentazione più sana, economica e giusta a base vegetale.</a></strong></p>
<p>[FONTI&#8211;&gt; <span style="color: #ff0000;"><strong><a style="color: #ff0000;" href="https://richiamo-della-foresta.blogautore.repubblica.it/">LA REPUBBLICA &#8211; IL RICHIAMO DELLA FORESTA</a></strong></span>; <span style="color: #000080;"><strong><a style="color: #000080;" href="https://www.theguardian.com/environment/2020/may/11/chaotic-and-crazy-meat-plants-around-the-world-struggle-with-virus-outbreaks">THE GUARDIAN</a></strong></span>; <span style="color: #ffff00;"><strong><a style="color: #ffff00;" href="https://ilfattoalimentare.it/macelli-covid-19.html">IL FATTO ALIMENTARE</a></strong></span>]</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ACCESSO VIETATO AI VOLONTARI NEI CANILI E GATTILI DI ROMA</title>
		<link>https://animalisti.it/2020/05/13/accesso-vietato-ai-volontari-nei-canili-e-gattili-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2020 13:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Acl]]></category>
		<category><![CDATA[animalisti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[canili]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
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		<category><![CDATA[LAV]]></category>
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		<category><![CDATA[lettera Virginia Raggi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma &#8211; Doppia condanna per i cani e i gatti del Comune di Roma. Costretti a una vita dietro le sbarre, ora si vedono negata anche quella manciata di minuti di semi-libertà che ogni giorno aspettano disperatamente con i musi incollati alle grate. Sì perché il Comune di Roma ancora nega l&#8217;accesso dei volontari animalisti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="gmail_default">
<p>Roma &#8211; <strong>Doppia condanna per i cani e i gatti del Comune di Roma</strong>. Costretti a una vita dietro le sbarre, ora si vedono negata anche quella manciata di minuti di semi-libertà che ogni giorno aspettano disperatamente con i musi incollati alle grate. Sì perché <b>il Comune di Roma ancora nega l&#8217;accesso dei volontari animalisti nelle strutture comunali e convenzionate</b>. Il che vuol dire zero possibilità di farli sgambare, socializzare, controllandone anche lo stato di salute. Tutti punti essenziali per la salvaguardia del <b>benessere animale</b>. Cardini del diritto-dovere dell&#8217;accudimento, sancito dalla legge e riconosciuto dalle amministrazioni statali e regionali.</p>
<p><b>La denuncia in una<span style="color: #ff0000;"> <a style="color: #ff0000;" href="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/05/lettera.pdf">lettera</a></span> che Animalisti Italiani, </b><b>Acl, </b><b>Enpa, Lav e Leidaa  hanno inviato alla sindaca Virginia Raggi e all’ufficio Tutela Animali. </b></p>
</div>
<div class="gmail_default">
<p><b>&#8220;Nessuno contesta – scrivono le associazioni – l’esigenza di preservare la salute di tutti, a cominciare dai dipendenti dei canili e dei gattili, ma la tutela degli animali d’affezione è interesse pubblico</b>, riconosciuto anche in condizioni di emergenza, come conferma l’elenco delle attività indifferibili minime pubblicato dal ministero della Salute. Oltre alla nota della Direzione Salute e Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio del 23 aprile scorso. Un documento che invita i gestori delle strutture a elaborare un piano operativo per consentire, sia pure con modalità contingentate, l’accesso dei volontari.“Il blocco &#8211; avvertono gli animalisti &#8211; <b>va rimosso subito.</b> E se le strutture non hanno provveduto ancora ad <b>elaborare nuovi protocolli d&#8217;accesso </b>legati all&#8217;emergenza Covd-19 che lo facciano prima che sia troppo tardi. Il Comune ha il dovere di intervenire. C&#8217;è a rischio la tutela del benessere animale di migliaia di cani e gatti: il rispetto delle necessità etologiche è sacrosanto: in caso contrario &#8211; concludono &#8211; <b>il reato di maltrattamento è dietro l&#8217;angolo</b>&#8220;.</p>
<p>Leggi la<strong><span style="color: #ff0000;"> <a style="color: #ff0000;" href="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2020/05/lettera.pdf">lettera</a></span></strong></p>
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