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	<title>allevamenti intensivi &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>ITALIA, PRIMA NAZIONE AL MONDO A SANZIONARE LA CARNE COLTIVATA: UN PASSO INDIETRO NELLA SCOPERTA SCIENTIFICA E NELLA TUTELA ANIMALE</title>
		<link>https://animalisti.it/2023/11/16/italia-prima-nazione-al-mondo-a-sanzionare-la-carne-coltivata-un-passo-indietro-nella-scoperta-scientifica-e-nella-tutela-animale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 15:25:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi, l&#8217;Italia si distingue, tristemente, come la prima nazione al mondo a varare una legge, con soli 159 voti  favorevoli della maggioranza, 34 astenuti e 53 voti contrari, che proibisce la produzione, commercializzazione e persino la ricerca sulla carne coltivata. Il provvedimento, approvato con una multa minima di 10.000 euro per chiunque osi produrre tale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, l&#8217;Italia si distingue, tristemente, come la <strong>prima nazione al mondo a varare una legge</strong>, con soli 159 voti  favorevoli della maggioranza, 34 astenuti e 53 voti contrari, che <strong>proibisce la produzione, commercializzazione e persino la ricerca sulla carne coltivata</strong>. Il provvedimento, approvato con una <strong>multa</strong> minima di <strong>10.000 euro</strong> per chiunque osi produrre tale tipo di carne, ha suscitato reazioni di sconcerto e preoccupazione a livello globale.</p>
<p>Il Presidente degli Animalisti Italiani, <strong>Walter Caporale</strong>, ha fortemente criticato questa decisione definendola <strong>insensata e antiscientifica</strong>: “<em>È vergognoso che il Parlamento abbia approvato il divieto della carne coltivata in Italia. Questa legge bandiera della destra, osteggiata solo da +Europa e la Sinistra, è un <strong>affronto alla scienza e al progresso</strong>. <strong>Buffoni: l’Europa bloccherà questa vergogna</strong>. Ai Deputati italiani doppia vergogna: presenti in 246 su 400. <strong>Stipendi d’oro e non vanno neanche a votare!</strong></em>”</p>
<p><strong>Assenti</strong>: il <strong>PD</strong> in misura pari al <strong>47,06%</strong>, seguito da <b>Azione &#8211; Italia Viva </b>con il<b> 42,86% </b>e dal<b> M5S </b>con il <b>25%. Sarebbe questo il modo di rappresentare chi vi ha affidato il voto? </b>La presenza costante in Parlamento è la dimostrazione effettiva dell&#8217;impegno indelebile verso i cittadini.<strong> L&#8217;assenteismo indebolisce la voce del popolo.</strong></p>
<p>Oggi, inoltre, il presidente di <strong>Coldiretti</strong>, <strong>Ettore Prandini</strong>, ha sferrato un discutibile attacco contro +Europa: si è diretto verso un gruppo di persone di +Europa mentre posavano col proprio cartello pro carne coltivata davanti a Palazzo Chigi. Prandini puntando Benedetto Della Vedova, definendolo “delinquente”, ha tentato di mettergli le mani addosso.</p>
<p>Durante le votazioni,  <strong>l’On. Evi</strong> si è espressa sul provvedimento, evidenziando che “Se il Governo fosse sincero nei suoi obiettivi allora dovrebbe promuovere la riduzione del consumo di carne, si avvierebbe verso l’eliminazione dei fitofarmaci e si interrogherebbe sulla resistenza agli antibiotici. Proprio in Italia l’abuso di antibiotici è un problema che continua ad essere taciuto”.</p>
<p>Ricordiamo che il DDL a firma Lollobrigida e Schillaci parte dall’<strong>errore terminologico nel definire la carne coltivata come &#8220;sintetica”</strong> in quanto si tratta di <strong>moltiplicare le cellule di un animale in un ambiente controllato, senza alcun processo di sintesi chimica.</strong></p>
<p>La carne coltivata non è sintetizzata, ma piuttosto ottenuta attraverso la moltiplicazione di cellule già esistenti prelevate da un animale. Paragonarla a una sintesi chimica è scorretto e fuorviante. Non si tratta di creare nulla, bensì di moltiplicare delle cellule in modo controllato, <strong>un processo simile a quello utilizzato nella produzione di yogurt o birra.</strong></p>
<p>Il divieto, giustificato con l<strong>&#8216;invocazione del &#8220;principio di precauzione&#8221;</strong>, ha suscitato perplessità in un contesto internazionale in cui la comunità scientifica si concentra sull&#8217;utilizzo dell&#8217;<strong>avanzamento tecnologico per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico, garantire la sicurezza alimentare e promuovere il benessere animale.</strong></p>
<p>La <strong>carne coltivata</strong> rappresenta una <strong>soluzione sostenibile ed etica per il futuro</strong>, contribuendo a ridurre i danni dell’impatto ambientale dell&#8217;allevamento animale, convertendo le attività della filiera della carne verso produzioni cruelty-free, rispettose della vita degli animali.</p>
<p>In un momento in cui la scienza offre <strong>opportunità per affrontare le sfide globali, l&#8217;Italia sembra muoversi in direzione opposta</strong>, <strong>ignorando il potenziale positivo della carne coltivata</strong>. La comunità scientifica e animalista esorta il governo italiano a riconsiderare questa decisione e a promuovere un approccio basato su evidenze scientifiche e benessere animale, anziché limitare il progresso e l&#8217;innovazione nel settore alimentare.</p>
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		<title>LO SFRUTTAMENTO CRUDELE DEI CAVALLI. COSA SONO LE “FATTORIE DEL SANGUE”?</title>
		<link>https://animalisti.it/2023/07/07/lo-sfruttamento-crudele-dei-cavalli-cosa-sono-le-fattorie-del-sangue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 15:45:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[cavalli]]></category>
		<category><![CDATA[fattorie del sangue]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[Sabrina Giannini]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli angoli oscuri del mondo, in luoghi come l&#8217;Argentina e l&#8217;Uruguay, si nascondono orrori indicibili che coinvolgono i cavalli. Queste meravigliose creature, che hanno accompagnato l&#8217;umanità per secoli, sono state ridotte a strumenti di sfruttamento e crudeltà senza limiti. Dalle &#8220;fattorie del sangue&#8221; alla triste &#8220;Sagra della carne di cavallo”, alle gare clandestine, agli ippodromi, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli angoli oscuri del mondo, in luoghi come l&#8217;Argentina e l&#8217;Uruguay, si nascondono orrori indicibili che coinvolgono i cavalli. Queste meravigliose creature, che hanno accompagnato l&#8217;umanità per secoli, sono state ridotte a strumenti di sfruttamento e crudeltà senza limiti.<strong> Dalle &#8220;fattorie del sangue&#8221; alla triste &#8220;Sagra della carne di cavallo”, alle gare clandestine, agli ippodromi, alle carrozze turistiche, ai palii, la sofferenza degli equini è diventata una triste realtà.</strong></p>
<p>Le fattorie del sangue, su cui vogliamo soffermarci in questo breve articolo, sono un inferno per cavalli. Gli allevatori, spinti dal desiderio di produrre Gonadotropina, un ormone che stimola il sistema riproduttivo degli animali, costringono le cavalle a una vita di gravidanze forzate e ripetute fino allo sfinimento. Ogni anno migliaia di <strong>animali vengono allevati e ingravidati per estrarre dal loro sangue l’ormone eCG</strong> (gonadotropina corionica equina). <strong>Da una cavalla incinta si prelevano cinque litri di sangue alla settimana, per un massimo di dieci settimane.</strong></p>
<p>Vi chiederete perche? L&#8217;<strong>ormone noto anche con l&#8217;acronimo PMSG (pregnant mare serum gonadotropin) </strong>è necessario per produrre farmaci, come il Fixplan, che vengono impiegati negli allevamenti intensivi di carne per sincronizzare e accelerare il ciclo di fertilità delle femmine. <strong>In pratica</strong>, se le femmine, specialmente i suini, vanno in estro venereo tutte insieme possono essere inseminate e poi partorire negli stessi giorni, rendendo più “efficiente” l’ingrasso e la successiva macellazione dei suinetti.</p>
<p>Si innesca un ciclo perverso che parte dalla tortura delle cavalle gravide alle quali vengono inflitte sofferenze atroci per produrre farmaci destinati ad altri animali a cui ne vengono inflitte altrettante!</p>
<p>Tornando alle cavalle, quando partoriscono, i <strong>puledri maschi vengono immediatamente mandati al macello</strong>, mentre le <strong>femmine seguono la stessa sorte delle madri</strong>; considerati i prezzi stracciati dei puledri,<strong> il sangue è diventato molto più redditizio. </strong>Persino appena alla soglia dell&#8217;età fertile, come bambine di 10-12 anni, vengono ingravidate senza pietà. Questi esseri magnifici, che dovrebbero godere di una vita naturale, <strong>sono costretti a vivere solo un quinto della loro esistenza</strong>.</p>
<p>Per ottenere l&#8217;ormone tanto desiderato, ogni settimana vengono prelevati <strong>10 litri di sangue tramite una cannula infilata nella vena giugulare del collo delle cavalle.</strong> L&#8217;equivalente di<strong> 1 litro di sangue</strong> <strong>prelevato da un umano per 5 anni consecutivi</strong>. Questi fiumi di sangue, dopo l&#8217;estrazione dell&#8217;ormone, vengono semplicemente versati negli scarichi fognari. È una tragedia oltre ogni immaginazione.</p>
<p>Costrette spesso ad <strong>abortire</strong> (dopo il 4° mese di gravidanza, il loro sangue non serve più), <strong>denutrite</strong>, senza alcuna assistenza veterinaria qualora siano ferite o malate vengono <strong>abbandonate</strong> a se stesse.</p>
<p>Ma l&#8217;orrore non si ferma alle frontiere di Argentina e Uruguay e alla terribile &#8220;fattoria del sangue&#8221;. Nella provincia di Lecce, in Italia, a Seclì, si ripete annualmente una sagra aberrante: la &#8220;Sagra della carne di cavallo&#8221;. In questa terribile occasione, almeno una decina di cavalli vengono uccisi e la loro carne viene offerta come pasto alla popolazione. Come è possibile che l&#8217;umanità tolleri e giustifichi l&#8217;inferno a cui abbiamo condannato il mondo animale? Questa è una delle tantissime tristi testimonianze delle aberrazioni umane e un vero impedimento all&#8217;evoluzione della nostra specie.</p>
<p>È nostro dovere alzarci e denunciare tali atrocità. Dobbiamo educare e sensibilizzare le persone sulla sofferenza degli animali. Ogni firma, ogni voce che si unisce al coro per il rispetto e la protezione dei più fragili, conta. Solo allora potremo sperare di invertire il corso di questa tragedia e aprire la strada a un futuro in cui tutte le creature possano vivere in pace e dignità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.raiplay.it/video/2023/04/Indovina-chi-viene-a-cena---Il-cavallo-di-Troia--27042023-5d5a10c2-7577-48d2-b2ee-d840d4184ced.html" target="_blank" rel="noopener">Guarda la puntata di &#8220;Indovina chi viene a cena&#8221; sulle FATTORIE DEL SANGUE &#8211;  RaiTre del 27/4/2023</a></span></strong></h3>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LEGGE DI BILANCIO: SONO OLTRE 40 MILIONI GLI ANIMALI ALLEVATI IN GABBIA OGNI ANNO IN ITALIA</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/12/06/legge-di-bilancio-sono-oltre-40-milioni-gli-animali-allevati-in-gabbia-ogni-anno-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 13:07:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[     Legge di bilancio: sono oltre 40 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno in Italia. La coalizione italiana End The Cage Age: neanche un euro per la transizione all’allevamento cage-free. L’Italia rischia di perdere un treno importante. Roma, 06 dicembre 2022 &#8211; “È in forte crescita la domanda di milioni di cittadini-consumatori europei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" wp-image-10858 aligncenter" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168-300x36.png" alt="" width="592" height="71" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168-300x36.png 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168-600x73.png 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168.png 636w" sizes="(max-width: 592px) 100vw, 592px" /></p>
<p style="text-align: center;">     <strong><em>Legge di bilancio: sono oltre 40 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno in Italia.</em></strong></p>
<p><strong>La coalizione italiana End The Cage Age: neanche un euro per la transizione all’allevamento cage-free. L’Italia rischia di perdere un treno importante.</strong></p>
<p>Roma, 06 dicembre 2022 &#8211; “<em>È in forte crescita la domanda di milioni di cittadini-consumatori europei che vogliono una concreta attenzione al benessere animale e la transizione verso sistemi di allevamento cage-free. </em></p>
<p><em>Secondo un sondaggio di YouGov Plc (2020), l’84% dei cittadini italiani ritiene che l’uso delle gabbie sia crudele nei confronti degli animali e l&#8217;83% chiede che i fondi agricoli siano utilizzati per incentivare la transizione verso allevamenti senza gabbie. </em></p>
<p><em>Per questo chiediamo alla politica italiana azioni immediate: <strong>assegnare le risorse nella legge di bilancio per sostenere la transizione verso sistemi di allevamento senza gabbie dando così una risposta ai cittadini-consumatori e un futuro all’Italia</strong></em><strong>.</strong>”</p>
<p>Questa <strong>la richiesta delle associazioni impegnate nella coalizione italiana “End The Cage Age”,</strong> che riunisce Animalisti Italiani, Amici della Terra, Animal Aid, Animal Equality Italia, ALI – Animal Law Italia, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, HSI/Europe, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, LAV, Legambiente, LEIDAA, LNDC Animal Protection, LUMEN, OIPA, Partito animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.</p>
<p><strong>L’Iniziativa End the Cage Age ha raccolto oltre 1,4 milioni di firme convalidate</strong>, firme di cittadini europei che hanno chiesto di vedere la fine dell’era delle gabbie in Europa. <strong>La transizione verso allevamenti senza gabbie per tutti gli animali è non soltanto fattibile, ma soprattutto doverosa e non più rinviabile</strong>, per rispondere alle richieste della società e rispettare quanto dice chiaramente la scienza. Oggi è anche una forte domanda del libero mercato, ma per concretizzarsi in tempi utili ha bisogno del deciso sostegno pubblico.</p>
<p>In Italia la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 29 novembre scorso del decreto legislativo che disciplina il «Sistema di qualità nazionale per il benessere animale» offre una potenzialità per innovare il comparto zootecnico, stagnante e fermo nell’innovazione, ma non ci sarà partita  se non verranno previsti adeguati fondi nella legge di bilancio per accompagnare la transizione negli allevamenti italiani verso un modello diverso, dove le caratteristiche etologiche degli animali siano maggiormente rispettate.</p>
<p>Il Governo italiano può e deve fare la differenza puntando a un cambio di passo a livello nazionale che faccia primeggiare l’Italia con politiche economiche mirate a sostegno della inevitabile transizione cage-free. Nella partita globale, ciò può avvenire solo con un’Europa unita a favore dell&#8217;allevamento senza gabbie che sia in grado di rispondere senza ritardo alla domanda crescente nel mercato europeo di allevamenti senza gabbie per tutti gli animali.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SENZA GABBIE È POSSIBILE, PER TUTTI GLI ANIMALI</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/11/30/10842-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2022 16:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[End The Cage Age]]></category>
		<category><![CDATA[gabbie]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Governo italiano sostenga il divieto legislativo delle gabbie a livello europeo “La transizione verso allevamenti senza gabbie per tutti gli animali è fattibile, oltre che doverosa” è ciò che hanno affermato Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Essere Animali e HSI/Europe nell’evento organizzato per la coalizione italiana End the Cage Age, al fine di discutere il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="block">
<div class="legenda"></div>
<div class="sharingBox">
<div>
<h2>Il Governo italiano sostenga il divieto legislativo delle gabbie a livello europeo</h2>
<p><strong>“La transizione verso allevamenti senza gabbie per tutti gli animali è fattibile, oltre che doverosa”</strong> è ciò che hanno affermato Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Essere Animali e HSI/Europe nell’evento organizzato per la coalizione italiana End the Cage Age, al fine di discutere il passaggio a sistemi cage-free per conigli e quaglie, con la presentazione di un report in merito, realizzato dal <strong>CRPA – Centro Ricerche Produzioni Animali</strong> e presentato durante il convegno “<strong>Senza gabbie è possibile</strong>– Dare seguito all’Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age per tutti gli animali”, tenutosi ieri a Roma, presso Spazio Europa.</p>
<p><strong>In Europa, ogni anno, oltre 300 milioni di animali (galline, scrofe, vitelli, conigli, quaglie e anatre) vengono ancora allevati in gabbia, per tutta o una parte significativa della loro vita.</strong> Oltre 40 milioni di loro solo in Italia. In risposta all&#8217;Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age, la Commissione Europea si è impegnata a proporre entro il 2023 una normativa per eliminare l’utilizzo delle gabbie nell’allevamento.</p>
<p>A nome di tutta la coalizione italiana End The Cage Age, è stato <strong>rinnovato l’appello al Governo italiano, al ministro dell&#8217;Agricoltura Francesco Lollobrigida e al ministro della Salute Orazio Schillaci, a dare il proprio fondamentale contributo sia sostenendo il divieto legislativo delle gabbie a livello europeo sia avviando, tramite politiche economiche mirate, la transizione cage-free anche in ambito nazionale</strong>. “<em>Lo studio del CRPA ha mostrato fattibilità e costi. Non ci sono scuse. Bisogna solo volerlo. Chiediamo al Governo di investire nella transizione cage-free senza indugi</em>” hanno detto le associazioni.</p>
<p>L’evento ha visto gli interventi anche delle parlamentari Eleonora Evi (Alleanza Verdi e Sinistra), Michela Vittoria Brambilla (Misto) e Alessandra Maiorino (Movimento 5 Stelle).</p>
</div>
</div>
</div>
<p><strong>NOTA:</strong></p>
<p><strong>Formata da 22 associazioni* la coalizione trae il proprio nome dall’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End The Cage Age</strong><strong>, che ha raccolto oltre 1 milione e 400 mila firme certificate in tutta Europa, ed è stata la prima ICE su un tema legato agli animali allevati a scopo alimentare ad avere successo, nonché la terza in assoluto per numero di firme nella storia dell’UE</strong>. Un risultato straordinario, che mostra in modo inequivocabile la sempre maggiore sensibilità dei cittadini verso le condizioni di vita degli animali allevati. Ed è proprio riconoscendo la voce forte e chiara dei cittadini che la Commissione Europea lo scorso 30 giugno ha dichiarato di accogliere le istanze dell’ICE End the Cage Age, impegnandosi pubblicamente a <strong>presentare entro il 2023 una proposta legislativa per eliminare gradualmente le gabbie, con l’obiettivo di arrivare, entro il 2027, al divieto totale del loro impiego nell’UE</strong>.</p>
<p><em>*Animalisti Italiani, Amici della Terra, Animal Aid, Animal Equality Italia, ALI &#8211; Animal Law Italia, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, HSI /Europe, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, LAV, Legambiente, LEIDAA, LNDC Animal Protection, LUMEN, OIPA, Partito animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.</em></p>
<div class="socialLinks footerSocialSharing"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NUOVA INVESTIGAZIONE DOCUMENTA LE CONDIZIONI DEI CONIGLI ALLEVATI IN ITALIA PER LA PRODUZIONE DI CARNE: ANIMALI AMMASSATI E FERITI IN GABBIE SPOGLIE</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/05/19/nuova-investigazione-documenta-le-condizioni-dei-conigli-allevati-in-italia-per-la-produzione-di-carne-animali-ammassati-e-feriti-in-gabbie-spoglie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 09:35:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#EndTheCageAge]]></category>
		<category><![CDATA[#EUROPASENZAGABBIE]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[conigli]]></category>
		<category><![CDATA[Essere Animali]]></category>
		<category><![CDATA[gabbie]]></category>
		<category><![CDATA[investigazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, 19 maggio 2022 – La coalizione italiana a sostegno di End the Cage Age, di cui fa parte Animalisti italiani, chiede la fine dell’uso di ogni tipo di gabbia per gli animali allevati a scopo alimentare. Oggi diffondiamo una nuova investigazione realizzata in sette allevamenti italiani di conigli. Le immagini sono state filmate, tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Roma, 19 maggio 2022</em> – La coalizione italiana a sostegno di<strong> End the Cage Age,</strong> di cui fa parte Animalisti italiani, chiede la fine dell’uso di ogni tipo di gabbia per gli animali allevati a scopo alimentare. Oggi diffondiamo una <strong>nuova investigazione realizzata in sette allevamenti italiani di conigli</strong>. Le immagini sono state filmate, tra il settembre 2021 e l’aprile 2022, dagli investigatori dell’associazione <strong><span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.essereanimali.org/">Essere Animali</a></span></strong> in <strong>allevamenti</strong> situati in <strong>Veneto</strong>, la regione italiana che detiene oltre il <strong>40% della produzione nazionale</strong> <strong>di conigli</strong>, <strong>Lombardia ed Emilia-Romagna</strong>, allo scopo di mostrare un quadro completo della modalità di allevamento, in Italia, dei conigli utilizzati per la produzione di carne.</p>
<p>Gli animali sono allevati all’interno di capannoni, rinchiusi in gabbie disposte in serie una a fianco all’altra, al cui interno vi sono 2 o 3 conigli adulti o 6-7 giovani conigli. Le gabbie sono interamente di rete metallica, anche nella pavimentazione, e prive di arricchimenti ambientali adeguati.<br />
Le immagini documentano:<br />
&#8211; la <strong>presenza di cadaveri all’interno delle gabbie</strong>;<br />
&#8211; la presenza di animali con <strong>lesioni alle zampe</strong>, causate dal continuo sfregamento sulla rete metallica, ma anche <strong>alle orecchie e alla testa</strong>, dovute all’aggressività che gli animali esprimono verso i propri simili quando costretti a vivere in un ambiente con così alta densità e con una possibilità di movimento limitata;<br />
&#8211; la <strong>manifestazione di stereotipie</strong>, comportamenti ripetitivi senza funzione apparente, come il compiere frequenti movimenti in circolo lungo le pareti della gabbia o mordere<br />
ripetutamente la rete metallica.</p>
<p><iframe title="NUOVA INVESTIGAZIONE DOCUMENTA LE TERRIBILI CONDIZIONI DEI CONIGLI ALLEVATI IN ITALIA !" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/DvKRGSM8z4Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per documentare il comportamento degli animali nell’arco di una giornata, gli investigatori hanno anche <strong>installato per 12 ore una micro-telecamera</strong> a<strong>ll’interno di una gabbia dove erano rinchiusi due conigli</strong>. <strong>Queste registrazioni hanno confermato le limitazioni comportamentali e lo stato di apatia a cui i conigli sono sottoposti quotidianamente.</strong><br />
La coalizione End The Cage Age sottolinea che queste problematiche sono riconducibili alle condizioni di allevamento in gabbia e alla conseguente mancanza di spazio vitale e di stimoli ambientali positivi per gli animali, come dimostra la letteratura scientifica.<br />
<strong>Non esiste una legge che normi le dimensioni minime delle gabbie, i conigli adulti hanno a disposizione uno spazio grande quanto un foglio A4.</strong> Anche secondo l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, la maggiore problematica per i conigli allevati è la restrizione del movimento. Una g<strong>abbia standard fornisce solo l’1% dello spazio necessario a un gruppo di conigli che, in condizioni naturali, coprirebbe una superficie di almeno 50 m2</strong>. Anche nelle gabbie arricchite, di maggior dimensioni e dotate di una piattaforma sopraelevata, lo spazio a disposizione di ogni coniglio è comunque molto limitato.</p>
<p>In gabbia i conigli non riescono a soddisfare le proprie esigenze e a esprimere i loro comportamenti naturali, neanche a stare eretti sulle zampe posteriori. Inoltre, i conigli sono<br />
animali da preda, di indole timida, e l’assenza di ripari o nascondigli genera ulteriore stress.<br />
L’allevamento in gabbia ha effetti negativi anche sulle femmine da riproduzione (fattrici), che non possono esprimere il proprio comportamento materno in modo adeguato, non potendo scegliere quando interagire con i propri cuccioli, in quanto è solo l’operatore che decide quando permettere l’accesso al nido. Ciò causa loro notevole stress. Le immagini mostrano fattrici che grattano compulsivamente la porta chiusa del nido.</p>
<p>La reclusione e lo stress possono provocare negli animali anche debolezza ossea e deformazioni scheletriche, compromettendo il loro sistema immunitario fino allo sviluppo di<br />
malattie respiratorie e dermatiti alla pelle. Per questo motivo, ai conigli allevati per la produzione di carne vengono somministrati notevoli quantità di farmaci, ma la percentuale di mortalità degli animali è comunque elevata, con un intervallo del 10-30% (dati EFSA, 2020).</p>
<p>“In ogni allevamento visitato, sono stati documentati casi di <strong>animali feriti, morti o con evidenti problemi comportamentali</strong>, e questo è un segno inequivocabile che <strong>l’allevamento in gabbia non è compatibile con il benessere degli animali</strong>”, <strong>sostengono le associazioni della coalizione italiana End the Cage Age</strong>.</p>
<p>In Italia, paese tra i maggiori produttori europei di carne di coniglio, circa <strong>20 milioni di conigli</strong> (dati Commissione europea, 2017) <strong>sono allevati in gabbie</strong> come quelle documentate dal video di Essere Animali. I maschi riproduttori trascorrono circa 2 anni della propria vita in queste condizioni prima di essere inviati al macello, le fattrici vengono riformate dopo un anno, solitamente dopo aver partorito 6 figliate, mentre <strong>i cuccioli destinati alla produzione di carne sono uccisi a 70-90 giorni</strong>, quando raggiungono un peso medio di macellazione di 2,7 kg.</p>
<p><strong>La coalizione italiana End the Cage Age rende pubblica questa investigazione per chiedere che il Governo italiano prenda una netta posizione contro l’uso delle gabbie negli allevamenti, sostenendo l’impegno della Commissione europea e promuovendo anche a livello nazionale l’adozione urgente di una normativa che ne vieti l’utilizzo.</strong><br />
Lo scorso 30 giugno 2021, la Commissione europea si è impegnata a eliminare gradualmente e vietare definitivamente l’uso delle gabbie negli allevamenti europei tramite una normativa dedicata &#8211; un risultato straordinario dovuto ai 1,4 milioni di persone che hanno firmato l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age. Ma, una volta presentata, la proposta legislativa dovrà essere valutata e approvata anche dal Consiglio dell’Unione europea, composto dai ministri degli Stati Membri. Per questo è fondamentale che l’Italia sostenga senza riserva questa transizione.</p>
<p>“Il Governo italiano è di fronte a un bivio: nei prossimi mesi dovrà decidere se avallare un sistema di allevamento anacronistico, che costringe esseri senzienti a vivere in condizioni di grave privazione all’interno delle gabbie, sottoponendoli a sofferenze fisiche e mentali, o se appoggiare il divieto di questa pratica abominevole ed essere baluardo anche in Europa di cambiamenti virtuosi in favore di maggiore tutela degli animali allevati”, concludono le associazioni.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ETICHETTATURA BENESSERE ANIMALE: NASCE COALIZIONE CONTRO LE #BUGIEINETICHETTA</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/10/27/etichettatura-benessere-animale-nasce-coalizione-contro-le-bugieinetichetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 12:03:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
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					<description><![CDATA[Con altre Associazioni animaliste, ambientaliste e dei consumatori* abbiamo lanciato oggi la nuova  alleanza per fermare la certificazione su base volontaria proposta dal Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e dal Ministro della Salute Roberto Speranza. Un inganno in piena regola per i cittadini beffati da un&#8217;etichetta che, lungi dal garantire il benessere animale certificato, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con altre Associazioni animaliste, ambientaliste e dei consumatori* abbiamo lanciato oggi la nuova  alleanza per fermare la certificazione su base volontaria proposta dal Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e dal Ministro della Salute Roberto Speranza.<br />
Un <strong>inganno in piena regola</strong> per i cittadini beffati da un&#8217;etichetta che, <strong>lungi dal garantire il benessere animale certificato</strong>, assicurerebbe una priorità d&#8217;accesso ai fondi PAC e PNRR a prodotti ottenuti con condizioni standard tipiche degli allevamenti intensivi, a scapito della trasparenza.</p>
<p class="evidenza">A poche settimane del <strong>tweetstorm</strong> che ha coinvolto decine di migliaia di cittadini e decine di organizzazioni ambientaliste, animaliste e dei consumatori, <strong>13 organizzazioni non governative italiane lanciano oggi la &#8220;Coalizione contro le <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://animalisti.it/allevamenti-etichettatura-benessere-animale-tradisce-la-fiducia-dei-consumatori-prima-ancora-di-arrivare-sul-mercato/" target="_blank" rel="noopener">#BugieInEtichetta<span style="color: #000000;">&#8220;</span></a></span></strong><span style="color: #000000;"> </span>e invitano tutte le associazioni e le fondazioni per la tutela dei consumatori, dei diritti dei cittadini, per l’ambiente e la trasparenza, a unirsi a questa fondamentale battaglia per garantire <strong>consumi responsabili, consapevoli e soprattutto basati su informazioni non ingannevoli</strong>.</p>
<p>Il <strong>Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale (SQNBA)</strong>, portato avanti dai Ministeri delle Politiche Agricole e della Salute insieme con Accredia, e istituito con l’articolo 224 bis nel Decreto Rilancio, prevede la certificazione e l’etichettatura volontaria di prodotti di origine animale che rispettano standard superiori ai requisiti di legge.</p>
<p>La certificazione proposta dai Ministri, però, prevederebbe di etichettare con il claim “benessere animale” di fatto anche tutti i prodotti provenienti da scrofe in gabbia e suini che hanno subito il taglio della coda, pratica in violazione delle disposizioni contenute nella direttiva europea di protezione dei suini se effettuata in via sistematica e, quindi, illegale. Tale certificazione garantirebbe inoltre priorità di accesso ai fondi PAC e PNRR, favorendo ancora una volta gli allevamenti di tipo intensivo, invece che stimolare la transizione verso sistemi più sostenibili.</p>
<p>«Mentre il mondo si riunisce nella COP26 per affrontare l&#8217;emergenza climatica, i ministri del nostro Governo si apprestano a continuare a finanziare lo status quo dell&#8217;industria inquinante degli allevamenti intensivi. La possibilità di mettere a sistema i fondi della PAC con le migliori iniziative italiane e il potere d&#8217;acquisto dei consumatori per dare vita a una reale transizione verso sistemi più sostenibili, sfumerà definitivamente se il progetto di certificazione non sarà rivisto» dichiarano le associazioni. «Perché accadrà attraverso un&#8217;etichettatura ingannevole per i consumatori».</p>
<h4><strong>La proposta di certificazione &#8220;benessere animale&#8221;</strong></h4>
<p>L&#8217;attuale proposta per la <strong>certificazione volontaria dei prodotti suinicoli tradisce la fiducia dei consumatori</strong>, poiché non fornisce loro informazioni chiare e trasparenti sul metodo di <strong>allevamento degli animali</strong>, risultando al contrario estremamente ingannevole: se il decreto verrà approvato senza le opportune modifiche chieste dalla coalizione, infatti, chiunque sceglierà di acquistare al supermercato prodotti che recano sull’<strong>etichetta l’indicazione “benessere animale”</strong>, non avrà garanzia alcuna che gli stessi provengano soltanto da allevamenti che adottano standard superiori ai requisiti minimi di legge. Il rischio, spiegano le associazioni, è anche quello di trovarsi a pagare di più per prodotti ottenuti con metodi di allevamento intensivo, esattamente gli stessi di oggi. In spregio alla sostenibilità e al benessere animale di cui l’etichetta governativa dovrebbe porsi a garanzia.</p>
<p>Per questo  le associazioni della “Coalizione contro le #BugieInEtichetta” invitano tutti, singoli cittadini, associazioni e fondazioni, a unirsi a questa battaglia fondamentale per la trasparenza.</p>
<p>Si tratta di criteri di certificazione che – se rimarranno invariati – tradiranno completamente la promessa che PAC e PNRR siano utilizzati per stimolare un’agricoltura più sostenibile, nella direzione segnata dal Green Deal europeo e dalla Strategia Farm to Fork, il tutto in spregio del recente voto al Parlamento europeo che ha chiesto alla Commissione di lavorare per allevamenti più sostenibili, un maggior spazio dedicato al biologico e la dismissione delle gabbie.</p>
<p>Concludono le associazioni: «La battaglia per un&#8217;etichettatura trasparente è una battaglia di tutti. A tutti ci rivolgiamo chiedendo di unirsi alla nostra richiesta: un&#8217;etichettatura non ingannevole, che non tradisca la fiducia dei consumatori, per una transizione a sistemi di allevamento più sostenibili e che garantiscano standard di benessere animale più elevati.»</p>
<p><em>*Le associazioni che aderiscono alla coalizione sono: Animalisti Italiani, Animal Law Italia, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Greenpeace, LAV, LEIDAA, Legambiente, OIPA, The Good Lobby.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ALLEVAMENTI &#8211; ETICHETTATURA BENESSERE ANIMALE: “TRADISCE LA FIDUCIA DEI CONSUMATORI PRIMA ANCORA DI ARRIVARE SUL MERCATO”</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/09/22/allevamenti-etichettatura-benessere-animale-tradisce-la-fiducia-dei-consumatori-prima-ancora-di-arrivare-sul-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 09:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
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					<description><![CDATA[Associazioni ambientaliste, animaliste e dei consumatori lanciano un twitterstorm per oggi alle 11 e denunciano: la certificazione volontaria che sta per essere votata in Conferenza-Stato regioni garantirebbe priorità di accesso a fondi PAC e PNRR ma, senza le opportune modifiche, sarebbe l’ennesima misura a sostegno degli allevamenti intensivi, un raggiro per i cittadini e un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Associazioni ambientaliste, animaliste e dei consumatori lanciano un twitterstorm per oggi alle 11 e denunciano: la certificazione volontaria che sta per essere votata in Conferenza-Stato regioni garantirebbe priorità di accesso a fondi PAC e PNRR ma, senza le opportune modifiche, sarebbe l’ennesima misura a sostegno degli allevamenti intensivi, un raggiro per i cittadini e un furto per le aziende migliori</i></b></p>
<p><b><i>Hashtag del twitterstorm dalle 11 alle 14: </i></b><b><i>#BugieInEtichetta</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Roma, 22 settembre 2021 &#8211; La coalizione di organizzazioni ambientaliste, animaliste e dei consumatori: Animalisti Italiani, Animal Law, Animal Equality, Animalisti Italiani, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, Federazione nazionale Pro Natura, Greenpeace, LAV, LEIDAA, Legambiente, OIPA, LIPU, The Good Lobby <strong>chiedono oggi che siano rivisti lo schema di decreto e gli standard per la certificazione di benessere animale dei prodotti suinicoli italiani previsti dalla nuova certificazione sul benessere animale</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale, portato avanti dai Ministeri delle Politiche Agricole e della Salute insieme con Accredia, e istituito con l’articolo 224 bis nel Decreto Rilancio, prevede la <strong>certificazione e l’etichettatura volontaria di prodotti di origine animale che rispettano standard </strong></span><strong>superiori</strong><span style="font-weight: 400;"><strong> ai requisiti di legge</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>La certificazione</strong> che sta per essere votata in Conferenza Stato-Regioni, invece, <strong>prevederebbe di etichettare con il claim “benessere animale”</strong> anche <strong>prodotti provenienti da scrofe in gabbia e suini con la coda tagliata sistematicamente</strong>, pratica in violazione di quanto espresso nella direttiva europea di protezione dei suini. Tale certificazione garantirebbe inoltre priorità di accesso ai fondi PAC e PNRR, favorendo ancora una volta gli allevamenti a carattere intensivo, piuttosto che la transizione verso sistemi più sostenibili e realmente attenti al benessere animale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Una scrofa confinata in gabbia e un suino di 170 kg che vive su una superficie di 1,1 mq non sono esempi di benessere animale, né di transizione verso una maggiore sostenibilità ambientale”, </em>dichiarano le associazioni<em>. “Chiediamo al ministro della Salute Speranza, che è responsabile per il benessere animale, e al ministro delle Politiche Agricole Patuanelli, responsabile della qualità del Made in Italy, di modificare lo schema di decreto e di non far approdare al voto in Conferenza Stato-Regioni gli standard per la certificazione suinicola.</em>”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Le associazioni chiedono che non siano approvati in Conferenza Stato-Regioni gli standard di certificazione di benessere animale per i suini presentati insieme alla bozza di Decreto</strong>, perché verrebbero certificati con il claim “benessere animale” prodotti che arrivano da allevamenti con livelli di benessere inesistenti, e che, per aspetti come il taglio della coda, operano fuori dalla legalità. Un inganno ai consumatori e un enorme danno alle aziende che stanno investendo per migliorare le condizioni di vita degli animali allevati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<em>Se i criteri della certificazione resteranno quelli previsti a oggi, si tradirà completamente la promessa che PAC e PNRR siano utilizzati per stimolare un’agricoltura più sostenibile, nella direzione richiesta dal Green Deal europeo e dalla Strategia Farm to Fork</em>” dichiarano le associazioni che concludono: “<em>La proposta ministeriale di certificazione volontaria dei prodotti suinicoli tradisce la fiducia dei consumatori perché fornisce informazioni fuorvianti. Inoltre, certificare come ‘benessere animale’ pratiche standard del tutto insufficienti livella verso il basso la qualità del comparto, penalizza gli allevatori virtuosi, fa perdere un’importante occasione per rendere più sostenibile l’allevamento suinicolo italiano e non risponde alle aspettative dei cittadini in tema di benessere degli animali allevati</em>.”</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><a href="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/09/TWEETSTORM.pdf">TWEETSTORM</a></h2>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>COMMISSIONE AGRICOLTURA DEL PARLAMENTO UE CHIEDE IL DIVIETO DELL’USO DELLE GABBIE NEGLI ALLEVAMENTI</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/05/21/commissione-agricoltura-del-parlamento-ue-chiede-il-divieto-delluso-delle-gabbie-negli-allevamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 14:50:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[#EndTheCageAge]]></category>
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					<description><![CDATA[La Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo oggi ha chiesto che la Commissione Europea produca una proposta di legge per vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti. Adottando una risoluzione sull’Iniziativa dei Cittadini Europei  ‘End the Cage Age‘, che chiede la dismissione delle gabbie negli allevamenti, la Commissione Agricoltura ha chiesto alla Commissione Europea una revisione della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La <strong>Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo</strong> oggi ha chiesto che la Commissione Europea produca una <strong>proposta di legge per vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti</strong>.</span></p>
<p><a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/AGRI-OJ-2021-05-21-1_EN.html"><span style="font-weight: 400;">Adottando</span></a><span style="font-weight: 400;"> una risoluzione sull’Iniziativa dei <strong>Cittadini Europei  ‘</strong></span><strong><a href="https://www.ciwf.eu/impact-to-date/end-the-cage-age-european-citizens-initiative-for-farmed-animals/">End the Cage Age</a></strong><span style="font-weight: 400;"><strong>‘,</strong> che chiede la dismissione delle gabbie negli allevamenti, la Commissione Agricoltura ha chiesto alla Commissione Europea una revisione della direttiva europea sugli animali negli allevamenti 98/58/EC, “con l’obiettivo di dismettere l’uso delle gabbie negli allevamenti dell’UE”, guardando al 2027 come data per la dismissione. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La risoluzione chiede anche che la Commissione Europea <strong>velocizzi la revisione della legislazione sul benessere degli animali</strong>,  sollecitando la disponibilità dei risultati entro il 2022 invece che per il previsto 2023.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre la risoluzione “chiede che tutti i prodotti di origine animale importati nell’UE siano prodotti nel totale rispetto della relativa legislazione UE, incluso l’uso dei sistemi in gabbia” e ha sottolineato l’importanza di fornire incentivi adeguati e programmi di finanziamento a supporto degli allevatori nella transizione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Risoluzione “chiede a questo proposito che la Commissione proponga una specifica legislazione UE su standard minimi per la protezione dei conigli”.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il commissario per l’agricoltura</span> <span style="font-weight: 400;"><strong>Janusz Wojciechowski</strong> ha dichiarato durante l’audizione che la Commissione ha supportato pienamente la <strong>necessaria trasformazione</strong> e ha promesso di lavorare intensamente affinché diventi una legislazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La commissaria alla salute <strong>Stella Kyriakides</strong></span><span style="font-weight: 400;"> ha sottolineato: “Stiamo facendo passi avanti verso un’azione tangibile perché, come ho detto ripetutamente, il <strong>benessere e la salute degli animali</strong> sono molto <strong>in alto nella nostra agenda</strong>.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> La Risoluzione sarà votata in Parlamento durante la prima plenaria di giugno ed è stata scritta a seguito<a href="https://animalisti.it/ampio-sostegno-a-end-the-cage-age-allaudizione-al-parlamento-ue/"> dell’audizione </a>in Parlamento dello scorso 15 aprile <strong>sull’Iniziativa “End the Cage Age”</strong>, che ha visto un <strong>eccezionale supporto al divieto dell’uso delle gabbie da parte di Membri del Parlamento Europeo e dei rappresentanti di altre istituzioni europee, compresa la Commissione.</strong></span></p>
<p>____________________________________________________________________________</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le 21 associazioni italiane che fanno parte della coalizione internazionale End The Cage Age sono: <b>Animalisti Italiani, </b></span><b>Amici della terra Italia, Animal Aid, Animal Equality, Animal Law Italia, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, HSI/Europe &#8211; Italia, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per l’abolizione della caccia, LAV, Legambiente, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LEIDAA,OIPA, Partito Animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus, Lumen.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BASTA GABBIE NEGLI ALLEVAMENTI. GUARDA IL CORTOMETRAGGIO MOTHERHOOD</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/05/05/basta-gabbie-negli-allevamenti-guarda-il-cortometraggio-motherhood/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 May 2021 09:50:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#EndTheCageAge]]></category>
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		<category><![CDATA[allevamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[gabbie]]></category>
		<category><![CDATA[Motherhood]]></category>
		<category><![CDATA[scrofe]]></category>
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					<description><![CDATA[Festa della mamma: il nuovo cortometraggio Motherhood mostra la crudeltà delle gabbie per le scrofe, a ridosso della decisione della Commissione UE sulla campagna End the cage age. In occasione della festa della mamma, la coalizione internazionale per la fine delle gabbie in Europa End the cage age rilascia oggi il video Motherhood, un cortometraggio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>Festa della mamma: il nuovo cortometraggio Motherhood mostra la crudeltà delle gabbie per le scrofe, a ridosso della decisione della Commissione UE sulla campagna End the cage age.</b></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In occasione della festa della mamma, la coalizione internazionale per la fine delle gabbie in Europa <strong>End the cage age rilascia oggi il video Motherhood, un cortometraggio sulla vita negli allevamenti intensivi di maiali</strong> che mette in evidenza la crudeltà delle gabbie per scrofe e cuccioli. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Il progetto</strong> è opera della regista olandese <strong>Eline Helena Schellekens</strong> e dalla montatrice <strong>Kate Morgan</strong>, già autrici del pluripremiato cortometraggio <a href="https://www.youtube.com/watch?v=e8r6pig0Dbs"><strong>M6NTHS</strong></a>, che raccontava la vita negli allevamenti intensivi dal punto di vista di un suinetto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;uscita di questo nuovo cortometraggio <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://youtu.be/wwGz2FaNlnA"><strong>Motherhood</strong></a></span>, che <strong>mostra la vita delle scrofe negli allevamenti intensivi di maiali in tutta Europa</strong>, arriva in un momento chiave per la campagna End the Cage Age, a seguito dell&#8217;audizione pubblica del Parlamento europeo del 15 aprile, dove l&#8217;Iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo e supporto da parte di parlamentari e commissari UE.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ora però, 170 organizzazioni europee per la protezione degli animali e ambientaliste &#8211; tra cui le 21 organizzazioni italiane che che hanno aderito all’iniziativa,<strong> Animalisti Italiani</strong>, <em>Amici della terra Italia, Animal Aid, Animal Equality, Animal Law Italia, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, HSI/Europe &#8211; Italia, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per l’abolizione della caccia, LAV, Legambiente, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LEIDAA, OIPA, Partito Animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus, Lumen</em> &#8211; <strong>chiedono al Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis di sostenere le richieste di End the Cage Age in vista della decisione della Commissione sull&#8217;iniziativa, garantendo così che &#8211; oltre al divieto sul territorio europeo &#8211; siano vietate anche le importazioni in UE di prodotti che provengono da allevamenti che utilizzano gabbie</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per incoraggiare il Vicepresidente Dombrovskis a sostenere l’ECI, la coalizione End the Cage Age ha lanciato una nuova azione, esortando i propri sostenitori a guardare e condividere il cortometraggio Motherhood e a diffondere l’appello rivolto al Vicepresidente esecutivo.</span></p>
<p>ENTRA IN AZIONE ANCHE TU. È SEMPLICE:</p>
<p><strong>1. <u>Copia il testo che segue, scegliendo la versione italiana oppure quella in inglese</u></strong></p>
<p><strong>&#8211;</strong> Dobbiamo porre fine alle gabbie negli allevamenti nell&#8217;Unione Europea, e alle importazioni di prodotti di animali allevati in gabbia in paesi terzi, per tutte le specie. Grazie @VDombrovskis #EndTheCageAge</p>
<p><strong>&#8211; </strong>We must end the cage age in the EU and imports of products from caged farmed animals from third countries, for all species. Thanks @VDombrovskis #EndTheCageAge</p>
<p><strong>2.</strong> <span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.ciwf.it/campagne/end-the-cage-age-basta-animali-in-gabbia/7-fatti-che-la-commissione-ue-e-il-vicepresidente-esecutivo-dovrebbero-sapere-sullallevamento-in-gabbia/"><strong>CLICCA QUI</strong></a></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ECI End the Cage Age è stata lanciata l&#8217;11 settembre 2018 e si è conclusa esattamente un anno dopo. Con 1,4 milioni di firme certificate di cittadini in tutta l&#8217;UE, è diventata l’ECI di maggior successo in difesa degli animali allevati a scopo alimentare. </span></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">GUARDA IL VIDEO</span></strong></p>
<p><iframe title="BASTA GABBIE NEGLI ALLEVAMENTI. GUARDA IL CORTOMETRAGGIO MOTHERHOOD" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/wwGz2FaNlnA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h2 class="evidenza" style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">7 COSE CHE TUTTI DOVREBBERO CONOSCERE, SULLA VITA DELLE SCROFE IN GABBIA</span></h2>
<p><strong>1. NUMERO DI SCROFE ALLEVATE IN UE</strong></p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8109" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-100x100.jpg 100w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-600x600.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-1024x1024.jpg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-150x150.jpg 150w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-768x768.jpg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-80x80.jpg 80w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-220x220.jpg 220w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-45x45.jpg 45w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/1-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>2. GIORNI DI CONFINAMENTO IN GABBIA PER SCROFA</strong></p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8110" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-100x100.jpg 100w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-600x600.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-1024x1024.jpg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-150x150.jpg 150w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-768x768.jpg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-80x80.jpg 80w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-220x220.jpg 220w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-45x45.jpg 45w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/2-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>3. COMPORTAMENTI NATURALI DELLA MATERNITÁ</strong></p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8111" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-100x100.jpg 100w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-600x600.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-1024x1024.jpg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-150x150.jpg 150w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-768x768.jpg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-80x80.jpg 80w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-220x220.jpg 220w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-45x45.jpg 45w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/3-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>4. FARE IL NIDO</strong></p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8112" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-100x100.jpg 100w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-600x600.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-1024x1024.jpg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-150x150.jpg 150w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-768x768.jpg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-80x80.jpg 80w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-220x220.jpg 220w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-45x45.jpg 45w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/4-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>5. PARTO</strong></p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8113" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages-100x100.jpg 100w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages-600x600.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages-1024x1024.jpg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages-150x150.jpg 150w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages-768x768.jpg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages-80x80.jpg 80w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages-220x220.jpg 220w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages-45x45.jpg 45w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/5-Facts-Mother-Pigs-in-cages.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>6. INTERAZIONE CON I SUINETTI</strong></p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8114" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-100x100.jpg 100w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-600x600.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-1024x1024.jpg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-150x150.jpg 150w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-768x768.jpg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-80x80.jpg 80w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-220x220.jpg 220w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-45x45.jpg 45w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/6-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>7. ALLATTAMENTO</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8115" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-300x300.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-100x100.jpg 100w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-600x600.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-1024x1024.jpg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-150x150.jpg 150w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-768x768.jpg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-80x80.jpg 80w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-220x220.jpg 220w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages-45x45.jpg 45w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/05/7-7-Facts-Mother-Pigs-in-cages.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>LE PRINCIPALI AZIENDE ALIMENTARI CHIEDONO ALL&#8217;UE DI PORRE FINE ALL&#8217;ERA DELLE GABBIE</title>
		<link>https://animalisti.it/2021/03/17/le-principali-aziende-alimentari-chiedono-allue-di-porre-fine-allera-delle-gabbie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 12:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Petizioni]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[business letter]]></category>
		<category><![CDATA[End The Cage Age]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi (17 marzo 2021), le principali aziende alimentari dell&#8217;UE hanno inviato una lettera congiunta alla Commissione europea e ai membri del Parlamento europeo chiedendo l&#8217;eliminazione graduale dell&#8217;uso delle gabbie negli allevamenti animali, a partire dalle gabbie arricchite per le galline ovaiole. ALDI Nord (rivenditore), Gruppo Barilla, Fattoria Roberti (produttore di uova), Ferrero, Gruppo Inter IKEA [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi (17 marzo 2021), le principali aziende alimentari dell&#8217;UE hanno inviato una lettera congiunta alla Commissione europea e ai membri del Parlamento europeo chiedendo l&#8217;eliminazione graduale dell&#8217;uso delle gabbie negli allevamenti animali, a partire dalle gabbie arricchite per le galline ovaiole.</p>
<p><strong>ALDI Nord (rivenditore), Gruppo Barilla, Fattoria Roberti (produttore di uova), Ferrero, Gruppo Inter IKEA (rivenditore), Gruppo Jamie Oliver, Le Groupement Les Mousquetaires (rivenditore), Mondelēz International, Nestlé e Unilever</strong> hanno firmato la lettera che sottolinea come il business case per la graduale eliminazione delle gabbie arricchite per le galline ovaiole sia forte, in particolare a livello UE. La lettera spiega come &#8220;i sistemi senza gabbie sono diffusi, economicamente sostenibili e forniscono migliori condizioni di vita per le galline&#8221;.</p>
<p>I firmatari hanno sottolineato che la revisione della legislazione sul benessere degli animali, che è attualmente in preparazione, è l&#8217;occasione ideale per porre fine all&#8217;uso delle gabbie negli allevamenti animali in tutta l&#8217;UE, a partire dalle galline ovaiole in gabbia. Hanno anche dichiarato: &#8220;Siamo pronti e disposti a condividere la nostra esperienza e collaborare per raggiungere questo obiettivo.</p>
<p>&#8220;Molte aziende sono già avanti nel processo, avendo eliminato gradualmente le gabbie nelle loro catene di approvvigionamento. Un futuro senza gabbie è possibile e viene già attivato da alcune aziende progressiste&#8221;, hanno spiegato Animalisti Italiani, Amici della Terra, Animal Equality, Animal Law, CIWF Italia Onlus, Enpa, HSI/Europe &#8211; Italia, LAC, LAV,LEIDAA, OIPA,Partito Animalista Italiano, fra i promotori italiani dell’iniziativa End the Cage Age.</p>
<p>&#8220;L&#8217;UE deve ora mettersi al passo e rivedere la legislazione per gli animali d&#8217;allevamento, la direttiva 98/58/CE, in modo da porre fine all&#8217;uso crudele delle gabbie, per tutte le specie allevate&#8221;.</p>
<p>La lettera delle aziende elogia gli obiettivi dell&#8217;iniziativa dei cittadini europei &#8216;End the Cage Age&#8217; (ECI) che chiede la fine delle gabbie negli allevamenti animali in tutta l&#8217;UE. 170 ONG europee di cui 21 italiane hanno lanciato l&#8217;ECI &#8220;End the Cage Age&#8221; l&#8217;11 settembre 2018. Un anno più tardi l’iniziativa è stata chiusa avendo ottenuto 1,4 milioni di email verificato e diventando la prima ECI di successo sul benessere degli benessere degli animali d&#8217;allevamento. In tutta l&#8217;UE, oltre 300 milioni di animali d&#8217;allevamento sono confinati in gabbia ogni anno.</p>
<p>NOTE PER REDATTORI</p>
<p>1. La lettera è indirizzata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen; al vicepresidente Frans Timmermans, responsabile dell&#8217;European Green Deal; alla vicepresidente Věra Jourová, responsabile per i valori e la trasparenza; la commissaria Stella Kyriakides responsabile per la salute e la sicurezza alimentare; il commissario Janusz Wojciechowski, responsabile per l&#8217;agricoltura e lo sviluppo rurale; i presidenti delle commissioni agricoltura e petizioni del Parlamento europeo, Norbert Lins e Dolors Montserrat.</p>
<p>Potete trovare la lettera completa <a href="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2021/03/QUI.pdf">QUI</a></p>
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