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	<title>Accademia dei Lincei &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>PARADOSSO ETICO E SCIENTIFICO: ACCADEMIA DEI LINCEI A FAVORE DELL&#8217;INVOLUZIONE CHIAMATA VIVISEZIONE</title>
		<link>https://animalisti.it/2020/06/09/paradosso-etico-e-scientifico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 10:33:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia dei Lincei]]></category>
		<category><![CDATA[diritti degli animali]]></category>
		<category><![CDATA[vivisezione]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo la Commissione Salute dell&#8217;Accademia Nazionale dei Lincei la ricerca italiana sarebbe fortemente danneggiata dal decreto legislativo 26/2014 relativo al blocco dei test sugli animali e pertanto ritiene necessario sollecitare il Governo per eliminare questo decreto che impedirebbe il progresso scientifico! Dichiara Walter Caporale Presidente degli Animalisti Italiani: “L&#8217;Accademia Nazionale dei Lincei è una delle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo la Commissione Salute dell&#8217;Accademia Nazionale dei Lincei la ricerca italiana sarebbe fortemente danneggiata dal decreto legislativo 26/2014 relativo al blocco dei test sugli animali e pertanto ritiene necessario sollecitare il Governo per eliminare questo decreto che impedirebbe il progresso scientifico!</p>
<p>Dichiara <strong>Walter Caporale Presidente degli Animalisti Italiani</strong>: “L&#8217;Accademia Nazionale dei Lincei è una delle istituzioni scientifiche più antiche d&#8217;Europa. Ma pare essersi fermata al 1603, anno della sua fondazione. Forse non sa che un Paese all’avanguardia come l’<strong>America, entro il 2035, ha previsto di abolire totalmente i finanziamenti alla ricerca scientifica basata su vivisezione animale</strong>, <strong>proponendo investimenti in denaro su modelli sostitutivi</strong>. Forse la Commissione Salute dell&#8217;Accademia Nazionale dei Lincei non sa neppure che <strong>scienza ed etica dovrebbero camminare di pari passo</strong>. Da anni sosteniamo che una nuova strada è possibile: si possono salvare sia le vite degli uomini che degli animali! Esistono possibili soluzioni non cruente rispettose delle creature che ci circondano”.<br />
La ricerca di <strong>metodi alternativi/sostitutivi</strong> all’uso di animali procede su due filoni principali: la <strong>ricostruzione di organi in vitro</strong>, in laboratorio a partire da cellule isolate e l’<strong>uso dei computer</strong>. Al momento, però, tecniche diverse dalla vivisezione animale non sono usate, se non in piccola parte, dagli studiosi. Investendo tempo e risorse economico-scientifiche sull’innovazione tecnologica, sarebbe possibile creare uno scenario in cui vengano totalmente aboliti gli esperimenti su altri esseri viventi. Ciò che continua a mancare è la <strong>volontà di investire seriamente su una ricerca veramente scientifica che sia rispettosa della vita di tutti</strong>!</p>
<p><strong>Perché si ignorano i grandi passi avanti negli studi di tossicità così da ridurre il numero di animali coinvolti nella sperimentazione</strong>? Si pensi al database, stabilito con la normativa REACH dell’Unione Europea, che ha permesso di tutelare vite animali.<br />
Tutte le industrie europee sono tenute a depositare i protocolli e i risultati delle sperimentazioni effettuate con gli animali per una determinata sostanza. In questo modo si è scoperto che alcune sostanze venivano testate più e più volte solo perché un’industria non era a conoscenza del fatto che un’altra aveva già condotto la stessa sperimentazione.<br />
<strong>Perché si ignorano i software capaci di riprodurre fedelmente il meccanismo d’azione di una sostanza nell’organismo umano, per ampliare ulteriormente le possibilità di adozione dei metodi sostitutivi?</strong><br />
Forse gli <strong>interessi economici</strong> che ruotano attorno alle ricerche hanno la priorità?<br />
A nostro avviso è solo il movente economico che mantiene in vita la vivisezione; un indotto che, numeri alla mano, supera quello prodotto dall’industria bellica mondiale.<br />
<strong>Chiediamo pertanto al Governo non solo il mantenimento del decreto 26/2014</strong> che apparentemente sancisce la “protezione”<br />
degli animali utilizzati ai fini scientifici o educativi (esiste infatti una deroga che prevede la possibilità di effettuare esperimenti senza anestesia), ma soprattutto di <strong>investire maggiormente sulle nuove tecnologie</strong>, colmando così l’evidente divario esistente nella destinazione dei fondi per la ricerca, incrementando l’uso dei “modelli sostitutivi” nelle sperimentazioni scientifiche fino ad arrivare alla totale abolizione dell’utilizzo degli animali.</p>
<p>“Un nostro <strong>obbligo morale</strong>, tutelare la vita degli animali, in quanto ci autoreferenziamo come specie superiore. Concetto indiscutibilmente vero ma che, proprio in virtù di questo ‘potere’, accresce i nostri doveri.<br />
‘Noblesse oblige’ dicono i francesi. La nobiltà, il rango, comportano più obblighi, non più privilegi”, conclude il <strong>Vice Presidente Riccardo Manca.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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