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	<title>Orsi &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>L’ORSO M90 MASSACRATO: &#8220;LA GIUSTIZIA SI MUOVE, BRINDIAMO PER L&#8217;IMPUTAZIONE COATTA DI FUGATTI, MA NOI NON CI FERMEREMO&#8221;. ANIMALISTI ITALIANI ANNUNCIANO AZIONI LEGALI CONTRO LA STRAGE DI FUGATTI</title>
		<link>https://animalisti.it/2025/11/11/lorso-m90-massacrato-la-giustizia-si-muove-ma-noi-non-ci-fermeremo-animalisti-italiani-annunciano-azioni-legali-contro-la-strage-di-fugatti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2025 16:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’orso M90, per noi Sonny, è stato ucciso con una crudeltà che grida vendetta. L’ennesimo atto di violenza compiuto sotto la regia del Presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, oggi finalmente chiamato a rispondere davanti alla magistratura per uccisione di animale con crudeltà e senza necessità. &#8220;L&#8217;imputazione coatta per il presidente del Trentino Fugatti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’orso M90, per noi Sonny, è stato ucciso con una crudeltà che grida vendetta</strong>. L’ennesimo atto di violenza compiuto sotto la regia del Presidente della Provincia di Trento, <strong>Maurizio Fugatti</strong>, oggi finalmente <strong>chiamato a rispondere davanti alla magistratura per uccisione di animale con crudeltà e senza necessità</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;imputazione coatta per il presidente del Trentino Fugatti è motivo di festeggiamenti per noi Animalisti Italiani. La sua non è gestione della fauna, è un assassinio legalizzato. L’uccisione di M90 rappresenta la <strong>deriva più buia della politica trentina</strong>, che ha scelto la violenza al posto della scienza e della compassione. </em><em>Ci batteremo in ogni tribunale e in ogni piazza per far sì che chi ha deciso la morte di Sonny paghi. Non ci fermeremo finché in Trentino non finirà la caccia di Stato agli orsi</em>&#8221; — <strong>Walter Caporale, Presidente Associazione Animalisti Italiani.</strong></p>
<p data-start="872" data-end="1046">Per Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, è stata <strong>disposta l’imputazione coatta per l’abbattimento dell’orso noto come orso M90</strong>, perché:</p>
<ul data-start="1047" data-end="1587">
<li data-start="1047" data-end="1162">
<p data-start="1049" data-end="1162">Il GIP ha respinto la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura.</p>
</li>
<li data-start="1047" data-end="1162">
<p data-start="1049" data-end="1162">Ha ritenuto che sussistessero <strong data-start="1195" data-end="1223">gravi elementi indiziari</strong> nei confronti di Fugatti per il reato di “uccisione di animale con crudeltà e senza necessità” (articoli 544-bis e 544-ter del codice penale).</p>
</li>
<li data-start="1407" data-end="1587">
<p data-start="1409" data-end="1587">Di conseguenza, ha ordinato che il procedimento continui e che l’imputazione venga formulata, quindi che l’azione penale venga esercitata.</p>
</li>
</ul>
<p>La decisione del GIP con l’imputazione coatta segna che, almeno secondo il giudice, ci sono elementi sufficienti per non archiviare il caso.</p>
<p>Quella che la Provincia ha voluto presentare come “tutela della sicurezza pubblica” è in realtà una<strong> politica del piombo</strong>, un piano sistematico di <strong>sterminio della fauna selvatica che disonora le istituzioni e calpesta la vita</strong>. L’orso M90 non è stato un pericolo: è stato una vittima, un simbolo di come si sceglie sempre la via più semplice e barbara — la pallottola — invece di investire in prevenzione, educazione e coesistenza.</p>
<p><strong>Animalisti Italiani Onlus annuncia che agirà per vie legali, in ogni sede possibile</strong>, contro chi ha ordinato e chi ha eseguito questa esecuzione di Stato. La decisione del GIP di Trento di disporre l’imputazione coatta di Fugatti è solo l’inizio: ora vogliamo giustizia piena per Sonny e per tutti gli orsi del Trentino, vittime di un sistema che continua a considerare gli animali “problemi da eliminare”.</p>
<p>L’Associazione sottolinea che la <strong>perizia medico-legale ha accertato come M90 non sia stato narcotizzato e abbia sofferto atrocemente,</strong> in violazione delle procedure e dei protocolli ufficiali. Una morte lenta, inutile e disumana, che svela la totale assenza di pietà e di rispetto per la vita.</p>
<p>Mentre Fugatti parla di “legalità e sicurezza”, noi ricordiamo che la legalità senza etica è solo violenza mascherata da ordine.</p>
<p>Chiediamo al Governo, alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dell’Ambiente di intervenire subito per fermare questa escalation di decreti di abbattimento e istituire un tavolo tecnico permanente per la convivenza non cruenta tra uomo e grandi carnivori.</p>
<p>La giustizia ha fatto il primo passo. Ora tocca a noi cittadini, attivisti, associazioni e istituzioni oneste fare il resto.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ORSA F32 MORTA IN TRENTINO DA MARZO, MA LA NOTIZIA EMERGE SOLO ORA: SILENZIO GRAVISSIMO DELLA PROVINCIA. ANIMALISTI ITALIANI PREANNUNCIANO ACCESSO AGLI ATTI.</title>
		<link>https://animalisti.it/2025/10/14/orsa-f32-morta-in-trentino-da-marzo-ma-la-notizia-emerge-solo-ora-silenzio-gravissimo-della-provincia-animalisti-italiani-preannunciano-accesso-agli-atti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 14:31:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Fauna selvatica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’altra orsa è morta in Trentino. Si chiamava F32 e il suo corpo senza vita è stato ritrovato lo scorso 15 marzo. Ma la notizia – inspiegabilmente – è stata resa pubblica solo ieri, a oltre sette mesi di distanza. Un fatto che solleva interrogativi inquietanti e getta nuove ombre sulla gestione degli orsi da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="247" data-end="599">Un’altra <strong>orsa</strong> è <strong>morta in Trentino</strong>. Si chiamava <strong>F32 e il suo corpo senza vita è stato ritrovato lo scorso 15 marzo</strong>. <strong>Ma la notizia – inspiegabilmente – è stata resa pubblica solo ieri, a oltre sette mesi di distanza. Un fatto che solleva interrogativi inquietanti e getta nuove ombre sulla gestione degli orsi da parte della Provincia autonoma di Trento.</strong></p>
<p data-start="601" data-end="1018">Nonostante le indagini si siano già concluse con un’archiviazione, è evidente che ci fosse il sospetto di una morte non naturale, forse legata al bracconaggio o ad altre responsabilità umane. Ancora una volta, l’occultamento delle informazioni e la totale assenza di trasparenza impediscono alle associazioni e ai cittadini di vigilare efficacemente sul rispetto della legalità e sulla tutela degli animali selvatici.</p>
<p data-start="1020" data-end="1528"><strong data-start="1020" data-end="1462">«</strong><em>La verità non può essere archiviata in silenzio. L’occultamento per mesi della morte dell’<strong>orsa F32 è l’ennesima dimostrazione di come in Trentino si continui a gestire la fauna selvatica</strong> con <strong>logiche autoritarie e opache</strong>. È inaccettabile che le associazioni, che hanno il diritto e il dovere di vigilare, vengano sistematicamente escluse. Presenteremo immediatamente <strong>istanza di accesso agli atti</strong> per ottenere chiarezza su quanto accadut</em>o<strong data-start="1020" data-end="1462">»</strong>, dichiara <strong data-start="1473" data-end="1492">Walter Caporale</strong>, <strong>presidente dell&#8217;Associazione Animalisti Italiani.</strong></p>
<p data-start="1530" data-end="1958">Questa morte si aggiunge ad altri recenti ritrovamenti di orsi deceduti, in un contesto già segnato da un <strong>clima ostile fomentato da una narrazione politica che tende a criminalizzare questi animali, alimentando odio e paura.</strong> Il caso di F32, tenuto nascosto per mesi e liquidato con una nota telegrafica, rappresenta un grave vulnus al diritto all’informazione e al ruolo fondamentale delle associazioni nella difesa della fauna.</p>
<p data-start="1960" data-end="2271"><strong data-start="1960" data-end="2076">Animalisti Italiani chiede formalmente alla Provincia di Trento e alla Procura competente la massima trasparenza</strong> <strong>sul decesso di F32</strong>, e ribadisce l’urgenza di un cambio radicale nelle politiche di convivenza con la fauna selvatica: servono verità, rispetto e una reale collaborazione con il mondo animalista.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ORSA JJ4 FINALMENTE LIBERA, MA LA LOTTA PER GLI ORSI DEL TRENTINO NON È FINITA!</title>
		<link>https://animalisti.it/2025/07/21/orsa-jj4-finalmente-libera-ma-la-lotta-per-gli-orsi-del-trentino-non-e-finita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 10:05:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo oltre due anni di prigionia in condizioni inadeguate, l’orsa JJ4 ha finalmente lasciato il centro faunistico del Casteller ed è stata trasferita nel rifugio &#8220;Alternative Wolf and Bear Park&#8221; nella Foresta Nera, in Germania. Qui potrà vivere in un ambiente più rispettoso della sua natura, accanto alla madre Jurka e alla sorella DJ3. Una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="121" data-end="505">Dopo <strong>oltre due anni di prigionia in condizioni inadeguate</strong>, l’<strong>orsa JJ4</strong> ha finalmente lasciato il centro faunistico del Casteller ed è stata <strong>trasferita nel rifugio &#8220;Alternative Wolf and Bear Park&#8221; nella Foresta Nera, in Germania</strong>. Qui potrà vivere in un ambiente più rispettoso della sua natura, accanto alla madre Jurka e alla sorella DJ3. Una vittoria per la vita, ma non ancora per la giustizia.</p>
<p data-start="507" data-end="1045">JJ4, oggi diciannovenne, è l’orsa che nell’aprile del 2023 fu protagonista di un tragico episodio nei boschi della Val di Sole, in cui perse la vita il giovane Andrea Papi. Un evento doloroso che segnò la prima aggressione mortale da parte di un orso in Italia da quando, alla fine degli anni ’90, fu avviato il progetto europeo <strong data-start="836" data-end="850">Life Ursus</strong> per il ripopolamento dell’orso bruno. Da quel momento si è aperta una frattura profonda tra chi difende la coesistenza uomo-fauna e chi invoca l’eliminazione di animali considerati “pericolosi”.</p>
<p data-start="1047" data-end="1601">Fin da subito, la politica provinciale – e in particolare il <strong>presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti – ha mostrato un approccio repressivo</strong>, ignorando ogni soluzione alternativa presentata da noi associazioni animaliste. Nonostante fosse a disposizione fin da aprile 2023 una struttura specializzata in Romania, completa di un piano scientifico dettagliato per il benessere dell’orsa, le autorità hanno scelto di relegarla per oltre due anni in uno spazio angusto e inadeguato, grande quanto un’area di sgambamento per cani.</p>
<p data-start="1603" data-end="2178">Il <strong>trasferimento di JJ4, avvenuto nella notte del 19 luglio senza alcuna comunicazione preventiva</strong>, <strong>non cancella le gravi responsabilità politiche nella gestione di tutta la vicenda. JJ4 è diventata simbolo di un fallimento gestionale e comunicativo che dura da oltre vent’anni</strong>. A nulla sono valse le proposte costruttive animaliste, come il progetto educativo rivolto alla cittadinanza per promuovere comportamenti responsabili in caso di incontro con un orso. La Provincia, in modo irresponsabile, ha rifiutato ogni forma di dialogo fino al verificarsi dell’irreparabile.</p>
<p data-start="2180" data-end="2426">Dichiara il Vice Presidente degli Animalisti Italiani, <strong>Marco Gavotti</strong>: <strong>&#8220;</strong>Siamo sollevati che JJ4 si trovi oggi in un luogo più adeguato, ma non possiamo dimenticare che nessun recinto – per quanto spazioso – potrà mai sostituire la libertà che le è stata negata. E soprattutto, la nostra battaglia <strong data-start="2405" data-end="2425">non si ferma qui</strong>.</p>
<p data-start="2428" data-end="2790">Chiediamo ora che venga trovata una sistemazione dignitosa anche per <strong data-start="2497" data-end="2504">M49</strong>, altro orso detenuto senza colpa. Continueremo a lottare in tutte le sedi, perché venga riconosciuto il diritto alla vita degli orsi e venga finalmente superata una visione miope, violenta e inefficace della convivenza con la fauna selvatica.</p>
<p data-start="2792" data-end="3064">Gli animali selvatici non sono nemici. Siamo noi, con i nostri comportamenti scorretti e l’assenza di informazione, a innescare conflitti evitabili. È tempo di voltare pagina: <strong data-start="2968" data-end="3064">la coesistenza è possibile, ma serve volontà politica e rispetto per tutte le forme di vita&#8221;.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ORSA F36: NESSUNA RESPONSABILITÀ PER AGGRESSIONE SECONDO IL CONSIGLIO DI STATO</title>
		<link>https://animalisti.it/2024/11/14/15220-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 16:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Fauna selvatica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 30 luglio 2023 l&#8217;orsa F36 aveva attaccato due escursionisti sui monti sopra Roncone. Pochi giorni dopo, l&#8217;11 settembre, il Tar di Trento aveva inizialmente sospeso il provvedimento di abbattimento emanato dalla Provincia, lasciando valida la sola cattura dell&#8217;esemplare. Il 27 settembre però, l&#8217;orsa F36 viene ritrovata misteriosamente morta in Val Bondone. Il Tar aveva quindi successivamente dichiarato l&#8217;improcedibilità dei ricorsi presentati dalle associazioni animaliste, visto che il plantigrado era ormai deceduto. &#8220;La recente sentenza del Consiglio di Stato, a cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 30 luglio 2023 <strong>l&#8217;orsa F36 </strong>aveva attaccato <strong>due escursionisti</strong> <strong>sui monti</strong> <strong>sopra</strong> <strong>Roncone</strong>. Pochi giorni dopo, <strong>l&#8217;11 settembre</strong>, il <strong>Tar</strong> <strong>di Trento</strong> aveva inizialmente <strong>sospeso</strong> <strong>il provvedimento</strong> di abbattimento emanato <strong>dalla Provincia, </strong>lasciando valida la sola <strong>cattura</strong> <strong>dell&#8217;esemplare</strong>. Il <strong>27 settembre </strong>però, <strong>l&#8217;orsa</strong> <strong>F36 viene ritrovata misteriosamente</strong> <strong>morta in Val Bondone. </strong>Il Tar aveva quindi successivamente dichiarato <strong>l&#8217;improcedibilità</strong> <strong>dei ricorsi</strong> <strong>presentati </strong>dalle associazioni <strong>animaliste</strong>, visto che il <strong>plantigrado era</strong> <strong>ormai</strong> <strong>deceduto</strong>.</p>
<p>&#8220;La recente sentenza del Consiglio di Stato, a cui si sono comunque appellate le associazioni animaliste, rappresenta un momento di giustizia e speranza per la tutela degli orsi trentini e per il rispetto della vita animale” ha dichiarato <strong>Paola Pavone, componente del Direttivo Nazionale dell&#8217;Associazione Animalisti Italiani</strong>. “L&#8217;orsa F36 non era colpevole di alcuna aggressione. La sua reazione è stata la risposta naturale e difensiva di una madre che si è sentita minacciata, nulla di più. È fondamentale ricordare che la vera responsabilità è di chi non ha saputo gestire l&#8217;incontro, dimostrando scarsa preparazione”.</p>
<p><strong>La decisione dei giudici è una condanna non solo delle azioni della Provincia di Trento, ma dell&#8217;intero approccio orsofobico che ha portato alla tragica fine dell&#8217;orsa, trovata senza vita nel settembre scors</strong>o. &#8220;Il <strong>principio di proporzionalità</strong>, ribadito nella sentenza, ci ricorda che l’<strong>abbattimento di un animale deve essere sempre l&#8217;ultima risorsa</strong>, solo in casi di pericolo reale e non presunto” ha aggiunto Pavone.</p>
<p>Animalisti Italiani sottolinea la necessità di una convivenza più consapevole e pacifica tra cittadini e fauna selvatica, puntando su <strong>educazione e prevenzione</strong> per evitare tragedie simili in futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ORSO ESPIATORIO E IL PROGETTO AMARENA</title>
		<link>https://animalisti.it/2024/10/18/lorso-espiatorio-e-il-progetto-amarena/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 11:06:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Fauna selvatica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[ARTICOLO di Luca Tieppo,  Manager Culturale Esperto in Ecosostenibilità Ho la tessera dei Verdi, mi occupo di ecosostenibilità e di programmazione culturale e, scorrendo la mia vita, potrei definirmi un problem solver. Quando mi sono coinvolto con AVS nella stesura del Programma per le scorse Provinciali trentine, ho chiesto espressamente che mi fosse affidata la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ARTICOLO di <strong>Luca Tieppo</strong>,  <em>Manager Culturale Esperto in Ecosostenibilità</em></p>
<figure id="attachment_15088" aria-describedby="caption-attachment-15088" style="width: 150px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-15088 size-thumbnail" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/20211025_152217-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/20211025_152217-150x150.jpg 150w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/20211025_152217-scaled-300x300.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/20211025_152217-scaled-100x100.jpg 100w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/20211025_152217-80x80.jpg 80w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/20211025_152217-220x220.jpg 220w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/20211025_152217-45x45.jpg 45w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><figcaption id="caption-attachment-15088" class="wp-caption-text">Luca Tieppo</figcaption></figure>
<p>Ho la tessera dei Verdi, mi occupo di ecosostenibilità e di programmazione culturale e, scorrendo la mia vita, potrei definirmi un problem solver. Quando mi sono coinvolto con AVS nella stesura del Programma per le scorse Provinciali trentine, ho chiesto espressamente che mi fosse affidata la parte riguardante gli orsi e i grandi carnivori: era una patata bollente che necessitava risposte e non voleva nessuno.</p>
<p>A parte la mia preparazione personale, avevo per mesi approfondito l&#8217;argomento, studiato casistiche, statistiche, normative, le differenze culturali e sociali fra nazioni diverse, oltre al Life Ursus, il Pacobace e tutto quanto riguardasse la realtà trentina. Mi ero scontrato pesantemente sui social per cercare di comprendere i meccanismi e le ragioni dell&#8217;altra parte, di chi voleva eradicare il problema, cancellare la presenza dei plantigradi, mettere rewind alla realtà e alla morte di Andrea Papi. Una cosa mi era chiarissima: io lavoravo per gli orsi, e il loro diritto di vivere in armonia nel nostro territorio doveva partire dal rispetto per le esigenze di tutti.</p>
<p>Nel confronto sui social era apparso chiaro come la maggiore criticità non fosse tanto la presenza dell&#8217;orso nei boschi, quanto la totale mancanza di un qualche sistema di prevenzione e allerta, il che stava creando un&#8217;inevitabile apprensione che poi ognuno traduceva in approcci diversi: dal parlare forte, al campanello attaccato allo zaino, passando per lo spray, su su fino a giungere ai picchi specisti e folli della deportazione di massa e della mattanza. Ogni spiegazione dell&#8217;assurdità e infattibilità di certe proposte si dimostrava inutile, proprio perché non c&#8217;erano sul tavolo alternative diverse dal rafforzare e concretizzare solo quelle già in essere.</p>
<p>Quindi, disinnescare l&#8217;ansia di un incontro inaspettato e la preoccupazione per la propria sicurezza (sia personale che dei propri beni) è diventata a mio avviso la chiave per tutelare sia noi sia gli orsi e il loro sacrosanto diritto di vivere sul nostro pianeta, in attesa che si sviluppi e diffonda in maniera più ampia una cultura meno specista.</p>
<p><strong>Il Progetto Amarena</strong></p>
<p>La nostra fortuna è vivere in un momento storico in cui l&#8217;innovazione riveste un ruolo essenziale; dopo aver analizzato l&#8217;intero quadro, infatti, mi è stato chiaro che non si può fare reale prevenzione e dare una risposta concreta alla psicosi di un intero territorio se non conoscendo il posizionamento di ogni singolo orso adulto. L’unica strategia possibile diventa, quindi, evolvere il concetto del radiocollare che, grazie alle nuove tecnologie, si potrebbe portare a una dimensione di chip sottocutaneo più o meno come quelli usati per i nostri pet. Un microchip o dispositivo IoT, da innestare o anche applicare esternamente nei modi più consoni e meno invasivi possibile, <strong>che</strong> <strong>sfrutti</strong> <strong>l&#8217;innovazione della Zero-Power Tag di Oppo &#8211; la nuova tecnologia presentata in anteprima e premiata come una delle migliori invenzioni presenti al MWC 2023 di Barcellona &#8211; che per funzionare usa l&#8217;energia ambientale data dai segnali Bluetooth, WiFi e del telefono cellulare</strong> <strong>anziché le tradizionali batterie </strong>(si veda fig. 1).</p>
<figure id="attachment_15089" aria-describedby="caption-attachment-15089" style="width: 656px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-15089" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/tracker-oppo-no-batteria-1.jpg" alt="" width="656" height="369" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/tracker-oppo-no-batteria-1.jpg 656w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/tracker-oppo-no-batteria-1-600x338.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/tracker-oppo-no-batteria-1-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /><figcaption id="caption-attachment-15089" class="wp-caption-text">Tracker Oppo no batteria &#8211; Figura 1</figcaption></figure>
<p>Una tecnologia rivoluzionaria questa, per quanto riguarda il tracciamento e la gestione faunistica, almeno in quelle aree fortemente antropizzate e con una capillare rete di telefonia mobile come il Trentino; infatti permette di bypassare completamente il tradizionale e invasivo radiocollare (le cui dimensioni sono necessarie per ospitare le batterie), ha un costo ridicolo e una volta innestata non richiede alcuna manutenzione.</p>
<p>La cosa essenziale però è che i dispositivi IoT non si appoggiano più a ponti radio o satelliti come i vecchi radiocollari, <strong>ma dialogano con i nostri cellulari</strong>, rendendo anche fattibile un sistema d&#8217;allerta e la registrazione della nostra presenza direttamente sui nostri device, tutelando quindi l&#8217;orso il cui segnale resta criptato e a disposizione solo dell&#8217;ente preposto al monitoraggio. L&#8217;animale potrebbe fare tranquillamente la sua vita in piena libertà, mentre il sistema si attiverebbe in automatico solo in presenza di cellulari o in aree definite intorno agli agglomerati urbani o alle nostre attività, cioè quelle più a rischio. Essendo nota la posizione dell&#8217;individuo solo all&#8217;ente preposto, sarebbe lo stesso ente a definire le eventuali misure di dissuasione da prendere in caso di criticità, allertando le unità locali.</p>
<p>Noi Sapiens dal punto di vista pratico, dovremmo semplicemente scaricare una App gratuita e goderci i boschi e la bellezza delle montagne trentine sapendo che, entrando nel raggio di protezione di un orso, riceveremmo in automatico un avviso come quelli della protezione civile con l&#8217;invito ad allontanarci e che la nostra presenza è stata registrata. I soliti furbetti curiosi al secondo avviso riceverebbero direttamente una telefonata dall&#8217;ente preposto invitandoli a rivolgersi al personale specializzato qualora volessero vedere gli orsi in sicurezza.</p>
<p>Per quanto riguarda questioni di privacy, giuridiche o quant&#8217;altro, le moderne tecnologie e l&#8217;impostazione predefinita della App permetterebbero una totale crittografia dei dati, e il sistema potrebbe essere in gran parte automatizzato impiegando l&#8217;uomo solo nei casi più delicati.</p>
<p><strong>Benefici ulteriori</strong></p>
<p>Questa tecnologia risponderebbe anche ad un&#8217;altra grave criticità: avendo la possibilità di monitorare in maniera capillare la diffusione dei plantigradi (parliamo al momento di un centinaio di individui adulti o poco più), <strong>decadrebbero</strong> <strong>in gran parte</strong> <strong>le</strong> <strong>preoccupazioni delle altre province, regioni e stati</strong> che all&#8217;epoca avevano sottoscritto il Life Ursus e che ora hanno posto il proprio veto; inoltre, proponendo un sistema concreto di allerta per le comunità locali, <strong>diventerebbero fattibili i corridoi faunistici</strong> per favorire la dispersione specialmente delle femmine, bloccate come sono dall&#8217;urbanizzazione della Val d&#8217;Adige e delle valli intorno al gruppo del Brenta. La dispersione e l&#8217;incrocio con altre popolazioni ursine arricchirebbe infine il pool genetico di quella trentina che discende tutta da due soli maschi, gli unici che si sono riprodotti dell&#8217;originale nucleo sloveno di dieci individui, ed eviterebbe tare ereditarie pericolose, frutto di incroci fra consanguinei.</p>
<p>Il poter testare inoltre un sistema altamente innovativo, ed esportabile a tante altre realtà e criticità diverse a livello globale, darebbe al Trentino e al nostro Paese una leadership importante e un ritorno anche economico tangibile per le comunità di valle e i territori coinvolti.</p>
<p><strong>La politica trentina</strong></p>
<p>Vista la mancanza di proposte alternative, mi sarei aspettato maggiore entusiasmo e accoglimento di un Progetto così delineato perché nessuno in ambito naturalistico o politico era al corrente della tecnologia Zero-Power Tag che, per inciso, anche altri giganti dell&#8217;elettronica oltre a Oppo stanno elaborando, perché si possa in un futuro molto prossimo ridurre o eliminare l&#8217;uso delle batterie per i piccoli device con grande sollievo per l&#8217;ambiente; similmente non c&#8217;era consapevolezza nemmeno delle enormi implicazioni di questa tecnologia. Ritenevo quindi che la capacità di mediazione del Progetto stesso fosse politicamente un valore aggiunto importante come proposta concreta e non ideologica;<strong> i territori hanno un bisogno disperato di risposte e l&#8217;unica soluzione attualmente possibile che permetta una serena convivenza tra uomo e orso è l&#8217;innovazione.</strong> Al contrario, la carta bollata e le imposizioni dall&#8217;alto portano solo al bracconaggio e all&#8217;annientamento della popolazione ursina trentina; ne è un esempio l&#8217;ultimo orso rinvenuto recentemente in un frutteto, l&#8217;ennesimo&#8230; siamo a quota 64 in 23 anni.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-15045 size-medium" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-162340-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-162340-300x200.jpg 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-162340-scaled-600x400.jpg 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-162340-1024x683.jpg 1024w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-162340-768x512.jpg 768w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-162340-1536x1024.jpg 1536w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2024/10/pexels-pixabay-162340-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Mi sono accorto invece come, mio malgrado, i distinguo da parte dei vari interlocutori non fossero sul Progetto Amarena in sé ma su aspetti marginali. Il mondo politico, come sempre, è più interessato ai voti che alla risoluzione dei problemi, dal momento che la questione è estremamente divisiva e trasversale, e la componente ideologica qui gioca un ruolo determinate. <strong>L&#8217;orso però non può</strong> <strong>diventare il capro espiatorio</strong> per uno scontro politico fra ideologie, dove il confronto aspro fra proposte egualmente irrealizzabili fa dimenticare completamente le ragioni della lotta. Non si può tralasciare il fatto che, per gli orsi e la loro sopravvivenza almeno, il Trentino è un territorio fortemente antropizzato: infatti, praticamente da un secolo non conosce più la presenza di grandi carnivori sul proprio territorio. Quindi per una bella fetta di popolazione, l&#8217;orso &#8211; ovviamente a torto ma non è questo il punto &#8211; risulta un inquilino moroso imposto ed estraneo alla propria cultura. A questo bisogna aggiungere che il Trentino è regione autonoma e mal gradisce intromissioni esterne che ne sottolineano le inefficienze e <strong>minano nel profondo il</strong> <strong>concetto stesso di autonomia</strong>.</p>
<p><strong>La situazione in altri Paesi</strong></p>
<p>Essendo i plantigradi percepiti come una presenza esterna problematica e non come un elemento caratterizzante la Provincia, l&#8217;unica del Nord Italia in cui sono presenti in maniera stanziale, anche l&#8217;approccio politico e scientifico è diverso rispetto ad altri Paesi. Il Canada, ad esempio, ha appena testato un nuovo radiocollare specifico per gli orsi bianchi che in estate si spingono all&#8217;interno alla ricerca di cibo; è un tracker che si attacca alla pelliccia solo per il periodo estivo, per monitorare gli animali e tutelare le migliaia di turisti che vengono ad ammirare l&#8217;unica specie d&#8217;orso che realmente considera l&#8217;uomo una preda. Tuttavia, per il Nord del Canada la presenza degli orsi bianchi è elemento culturale di valore che porta anche indotto. Come in Romania, casa di migliaia di orsi, dove esiste già una versione molto basilare del Progetto Amarena basata sugli avvistamenti e sui radiocollari: nel caso di presenza in zone a rischio parte un sms di allerta. Anche qui l&#8217;orso fa parte della cultura locale e crea economia. Stesso dicasi di Slovenia e Croazia dove l&#8217;orso è presenza tradizionale e motivo d&#8217;orgoglio locale tanto che esiste un centro, il Dina Pivka, dove si &#8220;sviluppano piani comuni affinché orsi e lupi possano diventare risorse per la comunità &#8220;. Anche qui l&#8217;orso porta indotto, a tal punto che il Bear Watching, molto ben gestito anche a livello governativo, è una importante fonte di reddito: per 2/3 ore di esperienza il costo a persona è di 199€.</p>
<p>Le differenze sono evidenti: l&#8217;orso rappresenta l&#8217;anima, l&#8217;emblema di quei territori, motivo d&#8217;orgoglio ma anche di lavoro per quelle comunità, e anche le scelte politiche e del mondo scientifico rispecchiano questa situazione. Potremmo discutere a lungo di approcci scientifici diversi, se sia lecito o meno attirare gli orsi con foraggiamenti per poterli ammirare in piena sicurezza, ma sono disquisizioni concettuali di noi sapiens. Per gli orsi vivere in Slovenia, Canada, Romania è probabilmente più semplice e gratificante che vivere in un posto dove sono considerati pericolosi e non graditi, dove un boccone goloso, un incontro fortuito o la semplice curiosità potrebbero significare la morte, e dove la politica locale fa solo da megafono ad una visione culturale specista sempre più diffusa.</p>
<p>Se vogliamo invertire la percezione e costruire in breve tempo una coscienza collettiva che trasformi l&#8217;orso da problema sociale ad emblema di un territorio, dobbiamo investire in innovazione e smetterla di voler imporre una convivenza. D’altra parte, non possiamo neppure liquidare la tecnologia della Oppo, o un qualsiasi approccio tecnologico che farebbe del Trentino un laboratorio di innovazione nel rapporto attività umane/territorio, con il solito motto &#8220;è il futuro ma la tecnologia è ancora acerba&#8221; (sicuramente, visto che non è mai stata testata sugli animali).</p>
<p>L&#8217;impressione quindi che il problema, anche nel mondo scientifico, sia molto più ampio degli aspetti contingenti, mi è parso evidente. Purtroppo ho riscontrato lo stesso atteggiamento anche in certi circoli ambientalisti, soprattutto quando si parla di problema &#8220;etico&#8221; relativamente al censimento di tutti gli orsi adulti come unico sistema per creare reale prevenzione.</p>
<p>Eppure non si percepisce questo stesso problema etico di fronte ai microchip per i nostri pet, il che mi fa pensare che anche noi ambientalisti spesso facciamo dei distinguo di principio, “da sapiens”. Certo, i microchip <strong>non servono all’animale ma</strong> sono lo strumento meno invasivo per rispondere <strong>alle nostre necessità sociali</strong> e tutelare l’animale stesso. Il medesimo discorso, senza entrare in controversie etiche – quelle sì – sugli allevamenti, vale per le marche auricolari degli animali da pascolo.</p>
<p>In conclusione, sono fermamente convinto che proprio per la sua tutela, un sistema di tracciamento di un animale libero ma che vive in perenne e stretto contatto con le nostre attività sia non solo necessario ma fondamentale. Saremmo noi sapiens ad adattarci alle sue abitudini, intervenendo solo quando l&#8217;interazione fra le due specie potrebbe diventare problematica. D&#8217;altronde non mi pare intelligente affidare la sopravvivenza dell&#8217;orso all&#8217;orso stesso e alla spada di Damocle che possa accadere nuovamente un incontro mortale&#8230;</p>
<p><strong>Ritengo quindi che si debba cominciare a pensare da orsi e non da sapiens, nella convinzione che è decisamente meglio un orso monitorato vivo che dieci &#8220;liberi&#8221; morti. </strong></p>
<p>Insomma, non possiamo imporre la nostra visione del mondo a chi ha paura persino di un cagnolino al guinzaglio o che un&#8217;ape gli possa finire in bocca mentre beve alla fontanella. Gli orsi trentini tutto questo tempo per un tale cambiamento culturale (che potrebbe anche non verificarsi mai) non ce l&#8217;hanno davvero: vogliono solo vivere in pace. Se potessimo scongiurare almeno in parte il rischio di un incontro fortuito con la nostra specie, non gli dispiacerebbe, nella speranza che la loro maestà possa fare il miracolo di una convivenza finalmente pacifica sulle nostre montagne.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>GIUSTIZIA PER AMARENA: IL 23 DICEMBRE AL VIA IL PROCESSO PER LA SUA UCCISIONE</title>
		<link>https://animalisti.it/2024/10/02/giustizia-per-amarena-il-23-dicembre-al-via-il-processo-per-la-sua-uccisione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 15:52:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;orsa Amarena, simbolo di convivenza pacifica tra uomo e fauna selvatica, è stata brutalmente uccisa poco più di un anno fa. Nonostante fosse conosciuta per la sua docilità e l&#8217;assenza di comportamenti aggressivi, Amarena è stata abbattuta a sangue freddo, lasciando orfani i suoi cuccioli. Amarena era amata da tutti e spesso si avvicinava ai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>orsa Amarena</strong>, simbolo di convivenza pacifica tra uomo e fauna selvatica, è stata <strong>brutalmente uccisa poco più di un anno fa</strong>. Nonostante fosse conosciuta per la sua docilità e l&#8217;assenza di comportamenti aggressivi, <strong>Amarena è stata abbattuta a sangue freddo,</strong> <strong>lasciando orfani i suoi cuccioli.</strong></p>
<p>Amarena era amata da tutti e spesso si avvicinava ai centri abitati senza rappresentare alcun pericolo, tanto da essere considerata una mascotte dell’Abruzzo. La sua uccisione è stata un atto crudele e ingiustificato, che <strong>ora porterà il responsabile, L.A., cacciatore, a rispondere davanti alla giustizia.</strong></p>
<p>La Procura ha deciso di rinviare a giudizio l&#8217;uomo accusato di questo terribile gesto. <strong>L&#8217;udienza preliminare si terrà il prossimo 23 dicembre al Tribunale di Avezzano</strong>.</p>
<p>Secondo gli artt. 544 bis, 61 n.1 c.p., l&#8217;imputato è accusato perchè esplodendo un colpo di fucile caricato con munizionamento artigianale atto ad arrecare il maggiore danno possibile, ha volontariamente cagionato la morte dell&#8217;orsa. Delitto aggravato dall&#8217;avere agito con crudeltà correlata all&#8217;assenza di valida giustificazione, nonchè alla presenza dei cuccioli non ancora autosufficienti con l&#8217;intento, dunque, anche all&#8217;eliminazione degli stessi in ragione delle loro condizioni di debolezza. Inoltre, secondo gli artt. 703, 62 n.2 c.p. la condotta dell&#8217;imputato è ulteriormente aggravata dal fatto che abbia esploso un colpo di fucile all&#8217;aperto, in un luogo accessibile a terzi e in direzione di luoghi pubblici ed abitati, creando pericolo per la pubblica incolumità.</p>
<p>L&#8217;<strong>associazione Animalisti Italiani</strong>, insieme ad altre associazioni, al <strong>Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo, alla Regione Abruzzo e al Comune di San Benedetto dei Marsi </strong>(dove è avvenuta l&#8217;uccisione),<strong> saranno presenti come parte offesa, per garantire che la verità emerga e che chi ha commesso un simile crimine paghi le conseguenze.</strong></p>
<p>&#8220;<em>Questo processo rappresenta una battaglia non solo per Amarena, ma per tutti gli animali selvatici vittime di violenze ingiustificate. Continueremo a lottare affinché la convivenza tra uomo e animali venga preservata e difesa</em>&#8220;, conclude il <strong>Presidente degli Animalisti Italiani, Walter Caporale</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>OMICIDIO ORSA KJ1: UNA STRAGE EVITABILE, LA COLLERA DEGLI ANIMALISTI ITALIANI ONLUS</title>
		<link>https://animalisti.it/2024/07/30/omicidio-orsa-kj1-una-strage-evitabile-la-collera-degli-animalisti-italiani-onlus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 11:02:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[Sdegno e rabbia di fronte all&#8217;ennesimo atto di barbarie che ha visto la tragica uccisione dell&#8217;orsa Kj1, un animale la cui vita poteva e doveva essere salvata. Alle ore 21:35 di ieri il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha firmato, premeditando di agire sottobanco, l&#8217;ennesimo decreto di uccisione dell&#8217;orsa Kj1 a cui è seguita l&#8217;uccisione di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Sdegno e rabbia di fronte all&#8217;ennesimo atto di barbarie che ha visto la tragica uccisione dell&#8217;orsa Kj1, un animale la cui <b>vita poteva e doveva essere salvata.</b> Alle ore 21:35 di ieri il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, ha firmato, premeditando di agire sottobanco, l&#8217;ennesimo decreto di uccisione dell&#8217;<b>orsa Kj1</b> a cui è seguita l&#8217;<b>uccisione di questa mattina</b>. Il brutale episodio non è solo una manifestazione di incompetenza e indifferenza, ma una chiara dimostrazione di una sistematica mancanza di rispetto e umanità verso le creature che condividono il nostro territorio.  L’orsa Kj1 era una femmina adulta di <b>22 anni</b>, per la quale sono stati <b>accertati 9 parti</b>, con la cadenza di uno ogni 2-3 anni. Era un esemplare risultato responsabile nella sua vita di alcuni danni (<b>68 casi)</b> e ad essa sono state attribuite, tramite analisi genetiche di campioni biologici raccolti in occasione e sul luogo degli eventi, alcune interazioni con l’uomo <b>(pari a 7</b>), tutte avvenute nei mesi estivi (così riporta il decreto di abbattimento disposto dalla Provincia di Trento).</div>
<div>&#8220;<i>Il governatore Fugatti sembra essersi trasformato in uno <b>sceriffo da Far West,</b> tutto pistole e distintivo, ma con un&#8217;<b>abilità pari a zero nel proteggere la vita</b>. È incredibile come qualcuno possa agire come se fosse il protagonista di un <b>brutto film western</b>, ignorando completamente la realtà e le sue responsabilità. Fugatti è ormai <b>solo un criminale a piede libero</b>, mandante dell’ennesimo omicidio di un essere vivente. Gli chiedo: cosa nascondi nel vivere solo di odio per orsi e lupi? La tua <b>gestione fallimentare politica</b>, grazie alla quale hai uno <b>stipendio d’oro e benefit </b>a <b>spese dei cittadini italiani</b></i>?&#8221; afferma <b>Walter Caporale, presidente di Animalisti Italiani Onlus.</b><br />
&#8220;Non possiamo che domandarci se la carica istituzionale di Fugatti serva davvero a qualcosa o se sia solo un accessorio per coprire la sua incredibile incompetenza e indifferenza verso la vita. I suoi atti, e in particolare l&#8217;omicidio evitabile di Kj1, parlano chiaro: è un<b> assassino travestito da amministratore</b>. È ora di mettere fine a questo scempio e di chiedere giustizia!&#8221;Il caso di Kj1 rappresenta un <b>fallimento collettivo</b>, una vergogna che non possiamo e non vogliamo ignorare. Il nostro compito come associazione animalista è di denunciare queste atrocità e chiedere che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a questo ennesimo crimine evitabile, che evidenzia l&#8217;urgenza di una <b>riforma radicale nelle pratiche di protezione animale.</b>Chiediamo con forza che venga avviata un&#8217;<b>inchiesta approfondita </b>e che vengano presi seri provvedimenti per garantire che nulla di simile possa ripetersi. Conclude l&#8217;<b>Avv. Francesca Pantanella </b>degli Animalisti Italiani Onlus: &#8220;Stiamo valutando <strong>denuncia penale</strong> nei confronti di <b><i>Fugatti per la violazione dell&#8217;art.544 bis, ossia uccisione non necessitata. Stiamo procedendo con richiesta di accesso agli atti e parere dell&#8217;ISPRA</i></b>. È giunto il momento di fare chiarezza e di fare giustizia per Kj1 e per tutti coloro che non possono parlare&#8221;.<span style="color: #ff0000;"><strong>Decreto n. 81 dd. 29.07.2024 »</strong></span><span style="color: #000080;"> <a style="color: #000080;" href="https://albotelematico.provincia.tn.it/downloadAtto.php?a=422584&amp;ida=485037&amp;o=oggetto_allegati_atto" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://albotelematico.provincia.tn.it/downloadAtto.php?a%3D422584%26ida%3D485037%26o%3Doggetto_allegati_atto&amp;source=gmail&amp;ust=1722436311862000&amp;usg=AOvVaw1-pKPWdq_KCiopMeq1HOuW">Decreto abbattimento KJ1 </a></span></p>
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		<item>
		<title>ORE CONTATE PER L&#8217;ORSA KJ1: ANIMALISTI ITALIANI ONLUS INTERVERRA&#8217; AD ADIUVANDUM AL TAR</title>
		<link>https://animalisti.it/2024/07/27/ore-contate-per-lorsa-kj1-animalisti-italiani-onlus-interviene-ad-adiuvandum-al-tar/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jul 2024 11:34:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[La richiesta di abbattimento dell&#8217;orsa KJ1, avanzata dalla Provincia di Trento, è stata sottoposta all&#8217;Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Sebbene la Provincia non abbia diffuso il contenuto del documento, fonti interne indicano che l&#8217;Ispra avrebbe espresso un parere &#8216;non sfavorevole&#8217; all&#8217;abbattimento. Tuttavia, è importante sottolineare che il giudizio dell&#8217;Ispra non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La richiesta di abbattimento dell&#8217;orsa KJ1, avanzata dalla Provincia di Trento, è stata sottoposta all&#8217;<strong>Ispra</strong> (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Sebbene la Provincia non abbia diffuso il contenuto del documento, fonti interne indicano che l&#8217;Ispra avrebbe espresso un <strong>parere &#8216;non sfavorevole&#8217;</strong> all&#8217;abbattimento. Tuttavia, è importante sottolineare che il giudizio dell&#8217;Ispra <strong>non è vincolante</strong>, ma <strong>lascia di fatto mano libera al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, per procedere con l&#8217;abbattimento</strong>.</p>
<p><strong>Animalisti Italiani Onlus, presenterà un intervento ad adiuvandum al TAR in merito al decreto relativo all&#8217;abbattimento dell&#8217;orsa KJ1.</strong></p>
<p>&#8220;Secondo l&#8217;articolo 56 del Codice Amministrativo, <strong>il provvedimento deve essere proporzionato alla gravità dei fatti, e l&#8217;abbattimento dell&#8217;animale deve rappresentare l&#8217;estrema ratio</strong>, come indicato dal Pacobace, il Piano d&#8217;Azione per la Conservazione dell&#8217;Orso Bruno nelle Alpi Centro-Orientali&#8221;, dichiara il Presidente dell&#8217;Associazione Animalisti Italiani, <strong>Walter Caporale. &#8220;Questa è la politica di sterminio degli orsi di Fugatti, non in grado di gestire una pacifica convivenza nè di contenerne il numero, si rivolge esclusivamente alle armi. Tutto ciò nonostante il radiocollare che consente alla Provincia Autonoma di Trento di monitorare i movimenti dell&#8217;orsa Kj1, permettendo di evitare incontri con altre persone&#8221;.</strong></p>
<p>La richiesta di Fugatti segue l&#8217;aggressione di un turista francese che, incautamente, una settimana fa, si era addentrata lungo un sentiero in località Naroncolo, vicino a Dro. &#8220;È inaccettabile che la gestione di questi animali si risolva con abbattimenti sommari&#8221;, commenta <strong>Paola Pavone, Consigliere degli Animalisti Italiani</strong>. &#8220;Le alternative esistono e devono essere considerate con serietà e responsabilità&#8221;.</p>
<p>Secondo quanto appreso, l&#8217;Ispra si è mantenuto su una posizione &#8216;neutrale&#8217;, fornendo una valutazione del grado di pericolosità di Kj1 pari a <strong>15 su 18 sulla scala del Pacobace, </strong>che prevede l&#8217;abbattimento come <strong>una delle azioni di contenimento possibili</strong> in caso di attacchi per difesa dei piccoli o provocazioni.</p>
<p><strong>Esistono alternative più conservative come la &#8216;cattura con rilascio allo scopo di spostamento e/o radiomarcaggio&#8217; o la &#8216;cattura per captivazione permanente&#8217;. Tuttavia, il presidente Fugatti non ha mai mostrato favore per opzioni diverse dall&#8217;uccisione.</strong></p>
<p>Nel frattempo, la <strong>Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani</strong> ha manifestato il proprio <strong>disaccordo con l&#8217;approccio della giunta Fugatti</strong>. <em>&#8220;Siamo consapevoli che la coesistenza con la fauna selvatica non sia sempre facile, ma l&#8217;approccio che individua l&#8217;abbattimento come unica soluzione ci vede in forte disaccordo&#8221;, afferma la Federazione. &#8220;La percezione è quella di un ente pubblico che non sapendo gestire la presenza di plantigradi sul territorio, ha abbandonato almeno in parte, la gestione della convivenza, preferendo passare all&#8217;abbattimento, senza aver prima adeguatamente monitorato il fenomeno e messo in campo efficaci azioni di prevenzione.&#8221;</em></p>
<p><strong>Non possiamo permettere che la vita di KJ1 venga sacrificata senza aver esplorato tutte le alternative possibili.</strong> Chiediamo un immediato ripensamento delle autorità competenti e un impegno concreto verso soluzioni più etiche e sostenibili per la gestione della fauna selvatica.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FUGATTI TORNA ALLA CARICA: NUOVA ORDINANZA DI ABBATTIMENTO PER L&#8217;ORSA KJ1, MA ESISTE UN&#8217;ALTERNATIVA SICURA E NON VIOLENTA</title>
		<link>https://animalisti.it/2024/07/22/fugatti-torna-alla-carica-nuova-ordinanza-di-abbattimento-per-lorsa-kj1-ma-esiste-unalternativa-sicura-e-non-violenta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jul 2024 07:45:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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<p><strong>Non si ferma la caccia agli orsi di Fugatti, che ha emesso un&#8217;altra ordinanza per l&#8217;uccisione di Kj1. </strong>Dopo la sospensione del TAR, il Presidente della Provincia di Trento ha firmato una nuova ordinanza di abbattimento per l&#8217;orsa Kj1, ignorando ancora una volta le alternative proposte. La novità è che il secondo provvedimento contiene i <strong>risultati di test genetici</strong> condotti sui campioni raccolti sul luogo dell&#8217;aggressione che dimostrerebbero come sia stata proprio Kj1 ad aver attaccato l&#8217;uomo mentre correva da solo nei boschi sopra il comune di Dro.</p>
<p><strong>La prima ordinanza di abbattimento era stata bloccata dal TAR per evidenti lacune</strong>, e con questa nuova condanna a morte Fugatti smentisce se stesso, riconoscendo che il primo ordine era sbagliato sia nella forma che nella sostanza. <strong>Anche il secondo provvedimento contiene evidenti vizi formali e sostanziali: pur individuando Kj1 come responsabile dell&#8217;incidente di Dro, non fornisce dettagli esaustivi sulla dinamica dell&#8217;incidente.</strong></p>
<p><strong>Animalisti Italiani Onlus condanna fermamente questa decisione e annuncia ricorso al TAR.</strong></p>
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<p>Dichiara <strong>Walter Caporale</strong>, Presidente dell&#8217;Associazione Animalisti Italiani: &#8220;La motivazione ufficiale addotta da Fugatti è la presunta necessità di <strong>proteggere le persone e il turismo</strong>, ma è chiaro che la <strong>vera volontà</strong> è quella di <strong>eliminare gli orsi reintrodotti dalla stessa Provincia oltre vent&#8217;anni fa tramite il mal gestito progetto Life Ursus</strong>. I danni al turismo sono imputabili esclusivamente alla <strong>mancanza di adeguate opere di informazione e messa in sicurezza dei sentieri,</strong> responsabilità diretta della Provincia di Trento. Perchè Fugatti è sordo alle proposte animaliste non violente come lo spostamento di Kj1 in un santuario in Romania? Non vogliamo <strong>uccisioni lampo</strong> come quella che ha visto la <strong>morte di M90</strong> in concomitanza della stessa uscita dell&#8217;ordinanza! Le zone attraversate dalle mamme orse con piccoli al seguito sono già segnalate sul sito della Provincia e <strong>potrebbero essere chiuse al passaggio umano immediatamente</strong>. Questa semplice misura garantirebbe la sicurezza di cittadini, turisti e fauna selvatica senza spargimento di sangue innocente&#8221;.</p>
<p>Conclude l&#8217;<strong>Avvocato Francesca Pantanella</strong>: &#8220;Come già proposto per Jj4, ancora in cattività nel Centro Faunistico Casteller a Trento, il rifugio &#8220;Libearty Bear Sanctuary Zarnesti&#8221; in Romania è pronto ad accogliere l&#8217;orsa Kj1. L&#8217;ordinanza del Presidente Fugatti è quindi inutile accanimento ed eseguirla, esistendo anche un&#8217;alternativa concreta di trasferimento, può <strong>configurarsi come un reato di uccisione di animale non necessitata</strong>, <strong>come previsto dal Codice penale</strong>. Chiediamo con forza il <strong>ritiro immediato dell&#8217;ordinanza</strong> e l&#8217;<strong>interdizione temporanea dei sentieri nelle aree frequentate dalle mamme con cuccioli</strong>, come avviene già nel Parco Nazionale d&#8217;Abruzzo e nei più grandi parchi nazionali all&#8217;estero&#8221;.</p>
<p>Kj1 si muove con tre cuccioli e la sua uccisione metterebbe a rischio anche la loro sopravvivenza. Non possiamo accettare questa guerra senza quartiere contro gli animali selvatici.</p>

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		<title>IL TAR DI TRENTO BLOCCA L&#8217;UCCISIONE DELL&#8217;ORSA KJ1</title>
		<link>https://animalisti.it/2024/07/19/il-tar-di-trento-blocca-luccisione-dellorsa-kj1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2024 08:54:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Fauna selvatica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Tar di Trento ha sospeso l&#8217;ordinanza di abbattimento dell&#8217;orsa Kj1, ritenuta responsabile dell&#8217;aggressione al turista francese nel Comune di Dro, avvenuta il 16 luglio scorso. Secondo il tribunale, &#8220;l&#8217;esame della richiesta cautelare ante causam appare giustificata e meritevole di accoglimento sussistendo l&#8217;eccezionale gravità e urgenza di sospendere temporaneamente il provvedimento nella parte in cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Tar di Trento ha sospeso l&#8217;ordinanza di abbattimento dell&#8217;orsa Kj1</strong>, ritenuta responsabile dell&#8217;aggressione al turista francese nel Comune di Dro, avvenuta il 16 luglio scorso.</p>
<p>Secondo il tribunale, &#8220;l&#8217;esame della richiesta cautelare ante causam appare giustificata e meritevole di accoglimento <strong>sussistendo l&#8217;eccezionale gravità e urgenza di sospendere temporaneamente il provvedimento nella parte in cui dispone l&#8217;immediato abbattimento dell&#8217;orso, senza alcuna possibile alternativa e allo stato senza un accertamento definitivo dell&#8217;effettiva riconducibilità dell&#8217;aggressione all&#8217;orsa nominata KJ1</strong>, stante l&#8217;evidente irrimediabilità di una sua eventuale esecuzione&#8221;.</p>
<p>La sospensione temporanea offre una speranza per un futuro in cui giustizia e compassione possano prevalere.</p>
<p><strong>Continueremo a seguire da vicino questa vicenda e a sostenere tutte le iniziative che mirano alla protezione degli orsi e di tutti gli animali selvatici</strong>.</p>
<p>_________________________________________</p>
<p>ASCOLTA L&#8217;ESTRATTO DALLA PUNTATA DELLA TRASMISSIONE RADIOFONICA ZTL &#8211; GIORNALE RADIO del 18 luglio 2024</p>
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<div dir="auto">Animalisti Italiani Ets</div>
<div dir="auto">Causale: Spese legali</div>
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