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	<title>Allevamenti intensivi &#8211; Animalisti Italiani Onlus</title>
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		<title>BATTAGLIA PER UN FUTURO SENZA GABBIE: UN IMPEGNO PER LA TRASPARENZA E IL BENESSERE ANIMALE</title>
		<link>https://animalisti.it/2024/11/25/battaglia-per-un-futuro-senza-gabbie-un-impegno-per-la-trasparenza-e-il-benessere-animale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 16:24:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Animalisti Italiani e la battaglia per un futuro senza gabbie: un impegno per la trasparenza e il benessere animale Lo scorso 21 novembre, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, si è tenuta una conferenza stampa che ha rilanciato con forza la necessità di un cambiamento radicale nel settore zootecnico italiano. Il tema centrale [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Animalisti Italiani e la battaglia per un futuro senza gabbie: un impegno per la trasparenza e il benessere animale</strong></p>
<p>Lo scorso 21 novembre, presso la Sala Stampa della <strong>Camera dei Deputati</strong>, si è tenuta una <strong>conferenza stampa</strong> che ha rilanciato con forza la necessità di un cambiamento radicale nel <strong>settore zootecnico italiano</strong>. Il tema centrale è stato il <strong>superamento dell’allevamento in gabbia e l’introduzione di un segno distintivo “cage-free” nell’ambito del Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA)</strong>, destinato a entrare in vigore il prossimo anno.</p>
<p><strong>L&#8217;impegno di Animalisti Italiani nella coalizione End the Cage Age</strong><br />
Animalisti Italiani, da anni parte della coalizione italiana <em>End the Cage Age</em>, insieme a organizzazioni come Animal Equality Italia, ENPA, LAV, Legambiente e altre realtà impegnate nella tutela animale, ha ribadito il proprio sostegno alla richiesta di una maggiore trasparenza nel sistema produttivo e di un concreto riconoscimento per le aziende che hanno già investito in pratiche più etiche.</p>
<p>Il messaggio lanciato durante l’evento è chiaro: <em>“<strong>Sì alla trasparenza, no alle gabbie, sì al segno distintivo cage-free</strong>”</em>. Una richiesta che rispecchia il desiderio della società civile di promuovere una zootecnia più rispettosa del benessere degli animali e, al contempo, più competitiva sui mercati internazionali.</p>
<p><strong>Un marchio per valorizzare le aziende virtuose</strong><br />
L’idea di <strong>introdurre un marchio distintivo per i prodotti “senza gabbie”</strong> non è solo un atto di giustizia verso gli animali, ma rappresenta anche un incentivo economico. Le aziende italiane che hanno già avviato la transizione verso sistemi senza gabbie hanno dimostrato che il cambiamento è possibile, e il riconoscimento di queste pratiche attraverso una <strong>certificazione aiuterebbe a valorizzare il loro impegno.</strong></p>
<p><strong>In Europa, più di 1.400 aziende alimentari si sono già impegnate a non utilizzare le gabbie per le galline ovaiole</strong>, e molte hanno esteso questi standard ad altre specie. <strong>Anche in Italia, importanti produttori del settore suinicolo hanno annunciato piani concreti per eliminare le gabbie dalle proprie filiere, aprendo la strada a un modello produttivo più sostenibile.</strong></p>
<p><strong>Un emendamento respinto, ma la lotta continua</strong><br />
Nonostante l’appoggio di parlamentari di diverse forze di opposizione, l’emendamento alla legge di bilancio 2025 che proponeva l’introduzione del marchio “cage-free” è stato dichiarato inammissibile dalla Commissione Bilancio. Questo ostacolo, però, non ferma la coalizione. “<strong>La battaglia per il benessere animale e la trasparenza è solo all’inizio</strong>”, ha sottolineato la coalizione, che continuerà a lavorare per portare avanti questa istanza con il supporto della società civile e delle istituzioni più sensibili al tema.</p>
<p><strong>Le condizioni negli allevamenti: un’urgenza morale</strong><br />
Ogni anno, in <strong>Europa,</strong> oltre <strong>300 milioni di animali vivono in gabbia</strong>. In <strong>Italia</strong>, questa realtà riguarda almeno <strong>40 milioni di animali</strong> allevati in condizioni di sofferenza estrema, privati della possibilità di esprimere comportamenti naturali. La recente video-inchiesta presentata durante la conferenza stampa ha mostrato immagini strazianti di allevamenti di conigli in Italia e Polonia, rivelando una crudeltà che non può più essere ignorata.</p>
<p><strong>Le voci dei politici e delle associazioni</strong><br />
All’evento hanno partecipato figure di spicco del Parlamento, tra cui l’On. Eleonora Evi (PD), l’On. Giulia Pastorella (Azione) e l’On. Devis Dori (AVS), che hanno ribadito l’importanza di un intervento legislativo per sostenere gli allevatori che hanno già abbracciato il cambiamento. “<em>La vita in gabbia è uno straziante ergastolo per gli animali</em>”, ha dichiarato l’On. Sergio Costa, vicepresidente della Camera, mentre altri parlamentari hanno sottolineato la necessità di una “<em>rivoluzione culturale</em>” per cambiare il modo in cui trattiamo gli animali.</p>
<p><strong>Un impegno collettivo per il futuro</strong><br />
L’Italia sta vivendo un momento cruciale nella lotta per i diritti degli animali. Il crescente interesse pubblico per il benessere animale, dimostrato da sondaggi come l’<strong>Eurobarometro 2023</strong>, offre una spinta ulteriore per superare le barriere normative e promuovere un modello produttivo più umano e trasparente.</p>
<p><strong>Animalisti Italiani e gli altri membri della coalizione End the Cage Age continueranno a fare pressione affinché il marchio “cage-free” diventi una realtà, convinti che questa sia una battaglia non solo per gli animali, ma per tutta la società</strong>. La transizione verso un futuro senza gabbie non è un’utopia, ma un passo necessario verso un mondo più giusto e sostenibile.</p>
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		<title>END THE CAGE AGE: PRESENTATO RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA CONTRO LA COMMISSIONE UE SULLA MANCATA PROPOSTA DI DIVIETO DELL’ALLEVAMENTO IN GABBIA. LA POLITICA EUROPEA È CHIAMATA A RISPETTARE GLI IMPEGNI PRESI CON I CITTADINI</title>
		<link>https://animalisti.it/2024/03/18/end-the-cage-age-presentato-ricorso-alla-corte-di-giustizia-europea-contro-la-commissione-ue-sulla-mancata-proposta-di-divieto-dellallevamento-in-gabbia-la-politica-europea-e-chiamata-a-ris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 17:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Bruxelles, 18 marzo 2024 &#8211; Il Comitato dei Cittadini promotore dell’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age ha presentato ricorso presso la Corte di giustizia dell’Unione europea contro la Commissione UE, responsabile di aver tradito il proprio impegno a proporre una normativa per mettere fine all’allevamento in gabbia. La documentazione a sostegno del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bruxelles, 18 marzo 2024</em> &#8211; Il Comitato dei Cittadini promotore dell’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age ha presentato ricorso presso la Corte di giustizia dell’Unione europea contro la Commissione UE, responsabile di aver tradito il proprio impegno a proporre una normativa per mettere fine all’allevamento in gabbia.</p>
<p>La documentazione a sostegno del ricorso del Comitato dei Cittadini è stata inviata alla Corte di giustizia dell’Unione europea in Lussemburgo. Secondo il Comitato, la Commissione è venuta meno all’impegno, preso in risposta all’ICE End the Cage Age, di presentare una proposta legislativa per l’eliminazione graduale dell’uso delle gabbie dagli allevamenti europei.</p>
<p>End the Cage Age è stata la prima e finora l’unica ICE a ottenere dalle istituzioni UE un chiaro impegno formale. Inoltre, Il Comitato sottolinea come le ICE siano state introdotte con lo specifico intento di garantire ai cittadini dell’UE una maggiore influenza sui processi decisionali dell’Unione e come la retromarcia della Commissione rispetto al suo storico impegno comprometta proprio lo scopo di questo strumento democratico.</p>
<p>Nel 2021, la Commissione UE aveva assunto l’impegno formale a presentare, entro la fine del 2023 una proposta legislativa per vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti europei. Una decisione in risposta al successo dell’ICE End the Cage Age che – con il sostegno di una coalizione di 170 associazioni coordinate da Compassion in World Farming (CIWF), di cui 20 italiane – aveva raccolto 1,4 milioni di firme certificate.</p>
<p>L’azione legale “End the Cage Age” presso la Corte di giustizia UE, le cui spese sono sostenute da CIWF, è ora la prima a chiamare la Commissione a rispondere della propria inazione in merito a una ICE. Se la Corte di giustizia si esprimerà in favore del ricorso, la Commissione sarà obbligata a pubblicare la propria proposta legislativa, seguendo una tempistica chiara e ragionevole, e a rendere pubblico il proprio dossier sull’ICE End the Cage Age.</p>
<p><strong>Le associazioni italiane della coalizione End the Cage Age hanno dichiarato</strong>: “<em>Il ricorso presentato dal Comitato dei Cittadini contro la Commissione ha il nostro pieno sostegno. </em><em>È un’azione non solo in difesa degli animali ma rappresenta anche tutti quei cittadini e cittadine dell’UE che hanno sostenuto convintamente I&#8217;introduzione del divieto di allevamento in gabbia, ritenendo la ICE uno strumento democratico autentico, che avrebbe garantito loro maggior influenza sui processi decisionali dell’UE. Finora non è stato così, purtroppo, ma noi non ci diamo per vinti.”</em></p>
<p>Ancora oggi infatti oltre <strong>300 milioni tra suini, galline, conigli, oche, vitelli, quaglie e anatre</strong> soffrono in gabbia all’interno degli allevamenti dell’Unione europea – vivendo una vita fatta solo di crudeltà e sofferenza.</p>
<p>Nell’ottobre dello scorso anno, proprio l’Eurobarometro della Commissione Europea ha evidenziato che una schiacciante maggioranza di nove cittadini UE su dieci – circa 400 milioni di persone* – ritiene che gli animali non debbano essere allevati in gabbie individuali. Anche i consulenti scientifici della Commissione, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), si sono espressi a favore della graduale eliminazione delle gabbie per motivi di benessere animale per suini, vitelli, galline ovaiole, quaglie, oche e conigli.</p>
<p>La Commissione stava per presentare la propria proposta legislativa per mettere fine all’allevamento in gabbia lo scorso autunno, quando la presidente Von der Leyen ha messo il tutto in pausa, molto probabilmente dietro le pressioni della lobby agricola.</p>
<p>Un voltafaccia arrivato a discapito del fatto che i funzionari della Commissione avevano già completato tutti i preparativi e le valutazioni e consultazioni necessarie, e nonostante la proposta include un solido sostegno finanziario per assistere gli allevatori durante la transizione verso sistemi senza gabbie. Una misura, questa, che trova il favore delle associazioni di protezione animale, che ritengono che i sussidi pubblici dovrebbero essere reindirizzati per sostenere gli allevatori che transitano a sistemi più rispettosi del benessere animale e a coltivazioni vegetali, nel rispetto della natura e nell’interesse della società tutta.</p>
<p>Le associazioni si rivolgono ai loro sostenitori, chiedendo di dimostrare il loro supporto all’azione legale End the Cage Age sui loro canali social, taggando la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nei loro post (@vonderleyen).</p>
<p><strong> ________________________________________________________________________________________________</strong></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<ol>
<li>Il Comitato dei cittadini promotori dell’ICE End the Cage Age è composto da: Leopoldine Charbonneaux, Francia; Olga Kikou, Grecia; Malgorzata Szadkowska, Polonia;  Romana Sonkova, Repubblica Ceca; Geert Laugs, Paesi Bassi; Annamaria Pisapia, Italia; e Mahi Klosterhalfen, Germania.</li>
<li><u><a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Population_and_population_change_statistics#:~:text=After%20a%20first%20interruption%20of,million%20on%201%20January%202023">*EUROSTAT</a></u></li>
<li>Un esempio delle sofferenze a cui sono sottoposti i millioni di animali allevati in gabbia: le scrofe sono costrette ad allattare i suinetti in gabbie così piccole da non potersi girare su loro stesse, i conigli e le quaglie trascorrono la vita in gabbie squallide e anguste, i vitelli trascorrono in box singolo le prime otto settimane della loro vita, dopo essere stati strappati alla loro madre, e le oche e anatre sono ingabbiate per essere sottoposte alla crudele pratica dell’alimentazione forzata per la produzione di foie gras.</li>
<li>Le associazioni membre della coalizione End the Cage Age sono: Animalisti Italiani, Amici della Terra, Animal Aid, Animal Equality Italia, ALI &#8211; Animal Law Italia,  CIWF Italia, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, HSI/Europe, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, LAV, Legambiente, LEIDAA, LNDC Animal Protection, LUMEN, OIPA, Partito animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LE RIVOLTE DEGLI AGRICOLTORI E ALLEVATORI IN EUROPA – ANIMALISTI ITALIANI: “SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO: IL SISTEMA ALIMENTARE GLOBALE MINACCIA LA SALUTE DEL PIANETA”.</title>
		<link>https://animalisti.it/2024/02/09/le-rivolte-degli-agricoltori-e-allevatori-in-europa-animalisti-italiani-siamo-quello-che-mangiamo-il-sistema-alimentare-globale-minaccia-la-salute-del-pianeta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2024 15:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente degli Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale, è intervenuto alla trasmissione &#8220;Dritto e Rovescio&#8221; su Rete 4 per affrontare il tema scottante delle proteste degli agricoltori europei e difendere agricoltura biologica e carne coltivata a favore di un’alimentazione priva di sofferenza animale e di crudeltà, nel rispetto della vita di ogni essere vivente e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente degli <strong>Animalisti Italiani Onlus</strong>, <strong>Walter Caporale</strong>, è intervenuto alla <strong>trasmissione &#8220;Dritto e Rovescio&#8221;</strong> su <strong>Rete 4</strong> per affrontare il tema scottante delle proteste degli agricoltori europei e <strong>difendere agricoltura biologica e carne coltivata a favore di un’alimentazione priva di sofferenza animale e di crudeltà,</strong> nel rispetto della vita di ogni essere vivente e della salute collettiva e del nostro Pianeta. Durante il dibattito, <strong>Caporale ha affrontato con fermezza e competenza</strong> le <strong>critiche mosse da alcuni agricoltori</strong> nei confronti delle <strong>politiche green dell&#8217;Europa</strong>, sottolineando l&#8217;importanza di preservare l&#8217;ambiente e il benessere delle persone attraverso la promozione di una rivoluzione alimentare che non sottrarrà risorse economiche e posti di lavoro al settore, ma genererà nuove opportunità.</p>
<p>Il sistema alimentare globale è la più grande minaccia per la biodiversità del Pianeta. Il modo con cui produciamo e consumiamo cibo in tutto il mondo è da solo responsabile dell’<strong>80% di perdita di specie e habitat a livello globale</strong>, generando un pesante effetto sul cambiamento climatico.</p>
<p>L&#8217;<strong>Europa</strong> ha stanziato il <strong>30%</strong> dei suoi <strong>fondi per agricoltori ed allevatori</strong>. Una cifra da capogiro: 390 miliardi di euro! Eppure i lavoratori del settore protestano, rivendicando altri fondi e scagliandosi anche contro l&#8217;uso della carne coltivata e contro la riduzione dei pesticidi! Secondo l’ISPRA dal settore agricolo arriva il 7% delle emissioni di gas serra in Italia, circa <strong>30 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti</strong>. La maggior parte di queste emissioni, il <strong>78%, deriva dagli allevamenti</strong>, in particolare da bovini (quasi il 70%) e suini (più del 10%), mentre il <strong>10% proviene dall’uso dei fertilizzanti sintetici.</strong></p>
<p>In un momento in cui le proteste degli agricoltori stanno infiammando il dibattito politico in tutta Europa, Caporale ha ribadito che <strong>non può essere l&#8217;indebolimento del Green Deal la risposta da dare alle preoccupazioni del settore agricolo</strong>. Ha sottolineato che l&#8217;Unione Europea deve continuare a sostenere le produzioni biologiche e biodinamiche che riducono le emissioni di gas serra e offrono cibi più sani, contribuendo alla sostenibilità ambientale e alla tutela della biodiversità.</p>
<p>Animalisti Italiani si impegna a favorire un&#8217;agricoltura che privilegi la produzione biologica, escludendo l&#8217;uso di Ogm e pesticidi, incoraggiando stili di alimentazione più salutari e sostenibili. In questo contesto, si punta anche a chiudere gli allevamenti intensivi, a favore della carne sintetica, migliorando così il benessere animale e contrastando le pratiche dannose degli allevamenti, che contribuiscono significativamente alle emissioni di gas serra.</p>
<p>Per incentivare gli agricoltori a passare a pratiche più sostenibili, la PAC (Politica Agricola Comune) 2021-2027 dovrebbe offrire <strong>maggiori incentivi</strong> a chi <strong>abbandona l&#8217;uso di fertilizzanti chimici e fitofarmaci</strong>. Parallelamente, Animalisti Italiani propone l&#8217;<strong>introduzione di ecotasse</strong> per finanziare la transizione verso un&#8217;economia verde. Si auspica anche un&#8217;armonizzazione fiscale che <strong>contrasti l&#8217;evasione ed elusione fiscale</strong> e favorisca una maggiore equità.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ITALIA, PRIMA NAZIONE AL MONDO A SANZIONARE LA CARNE COLTIVATA: UN PASSO INDIETRO NELLA SCOPERTA SCIENTIFICA E NELLA TUTELA ANIMALE</title>
		<link>https://animalisti.it/2023/11/16/italia-prima-nazione-al-mondo-a-sanzionare-la-carne-coltivata-un-passo-indietro-nella-scoperta-scientifica-e-nella-tutela-animale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 15:25:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[carne coltivata]]></category>
		<category><![CDATA[cruelty free]]></category>
		<category><![CDATA[ddl Lollobrigida]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi, l&#8217;Italia si distingue, tristemente, come la prima nazione al mondo a varare una legge, con soli 159 voti  favorevoli della maggioranza, 34 astenuti e 53 voti contrari, che proibisce la produzione, commercializzazione e persino la ricerca sulla carne coltivata. Il provvedimento, approvato con una multa minima di 10.000 euro per chiunque osi produrre tale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, l&#8217;Italia si distingue, tristemente, come la <strong>prima nazione al mondo a varare una legge</strong>, con soli 159 voti  favorevoli della maggioranza, 34 astenuti e 53 voti contrari, che <strong>proibisce la produzione, commercializzazione e persino la ricerca sulla carne coltivata</strong>. Il provvedimento, approvato con una <strong>multa</strong> minima di <strong>10.000 euro</strong> per chiunque osi produrre tale tipo di carne, ha suscitato reazioni di sconcerto e preoccupazione a livello globale.</p>
<p>Il Presidente degli Animalisti Italiani, <strong>Walter Caporale</strong>, ha fortemente criticato questa decisione definendola <strong>insensata e antiscientifica</strong>: “<em>È vergognoso che il Parlamento abbia approvato il divieto della carne coltivata in Italia. Questa legge bandiera della destra, osteggiata solo da +Europa e la Sinistra, è un <strong>affronto alla scienza e al progresso</strong>. <strong>Buffoni: l’Europa bloccherà questa vergogna</strong>. Ai Deputati italiani doppia vergogna: presenti in 246 su 400. <strong>Stipendi d’oro e non vanno neanche a votare!</strong></em>”</p>
<p><strong>Assenti</strong>: il <strong>PD</strong> in misura pari al <strong>47,06%</strong>, seguito da <b>Azione &#8211; Italia Viva </b>con il<b> 42,86% </b>e dal<b> M5S </b>con il <b>25%. Sarebbe questo il modo di rappresentare chi vi ha affidato il voto? </b>La presenza costante in Parlamento è la dimostrazione effettiva dell&#8217;impegno indelebile verso i cittadini.<strong> L&#8217;assenteismo indebolisce la voce del popolo.</strong></p>
<p>Oggi, inoltre, il presidente di <strong>Coldiretti</strong>, <strong>Ettore Prandini</strong>, ha sferrato un discutibile attacco contro +Europa: si è diretto verso un gruppo di persone di +Europa mentre posavano col proprio cartello pro carne coltivata davanti a Palazzo Chigi. Prandini puntando Benedetto Della Vedova, definendolo “delinquente”, ha tentato di mettergli le mani addosso.</p>
<p>Durante le votazioni,  <strong>l’On. Evi</strong> si è espressa sul provvedimento, evidenziando che “Se il Governo fosse sincero nei suoi obiettivi allora dovrebbe promuovere la riduzione del consumo di carne, si avvierebbe verso l’eliminazione dei fitofarmaci e si interrogherebbe sulla resistenza agli antibiotici. Proprio in Italia l’abuso di antibiotici è un problema che continua ad essere taciuto”.</p>
<p>Ricordiamo che il DDL a firma Lollobrigida e Schillaci parte dall’<strong>errore terminologico nel definire la carne coltivata come &#8220;sintetica”</strong> in quanto si tratta di <strong>moltiplicare le cellule di un animale in un ambiente controllato, senza alcun processo di sintesi chimica.</strong></p>
<p>La carne coltivata non è sintetizzata, ma piuttosto ottenuta attraverso la moltiplicazione di cellule già esistenti prelevate da un animale. Paragonarla a una sintesi chimica è scorretto e fuorviante. Non si tratta di creare nulla, bensì di moltiplicare delle cellule in modo controllato, <strong>un processo simile a quello utilizzato nella produzione di yogurt o birra.</strong></p>
<p>Il divieto, giustificato con l<strong>&#8216;invocazione del &#8220;principio di precauzione&#8221;</strong>, ha suscitato perplessità in un contesto internazionale in cui la comunità scientifica si concentra sull&#8217;utilizzo dell&#8217;<strong>avanzamento tecnologico per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico, garantire la sicurezza alimentare e promuovere il benessere animale.</strong></p>
<p>La <strong>carne coltivata</strong> rappresenta una <strong>soluzione sostenibile ed etica per il futuro</strong>, contribuendo a ridurre i danni dell’impatto ambientale dell&#8217;allevamento animale, convertendo le attività della filiera della carne verso produzioni cruelty-free, rispettose della vita degli animali.</p>
<p>In un momento in cui la scienza offre <strong>opportunità per affrontare le sfide globali, l&#8217;Italia sembra muoversi in direzione opposta</strong>, <strong>ignorando il potenziale positivo della carne coltivata</strong>. La comunità scientifica e animalista esorta il governo italiano a riconsiderare questa decisione e a promuovere un approccio basato su evidenze scientifiche e benessere animale, anziché limitare il progresso e l&#8217;innovazione nel settore alimentare.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BUGIE IN ETICHETTA: NESSUN COINVOLGIMENTO DELLE ASSOCIAZIONI DA PARTE DEL MINISTERO</title>
		<link>https://animalisti.it/2023/05/08/bugie-in-etichetta-nessun-coinvolgimento-delle-associazioni-da-parte-del-ministero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 09:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#BugieInEtichetta]]></category>
		<category><![CDATA[animalisti italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro Transizione Ecologica]]></category>
		<category><![CDATA[zootecnia intensiva]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://animalisti.it/?p=11506</guid>

					<description><![CDATA[BENESSERE ANIMALE &#8211; Etichettatura nazionale di qualità: Comitato Tecnico Scientifico per il Benessere Animale nominato a febbraio, ma ancora nessuna consultazione con la società civile. Sono passati più di due mesi dalla nomina ufficiale del Comitato Tecnico Scientifico che dovrebbe stabilire gli standard e produrre i disciplinari della nuova etichettatura di Stato per il benessere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>BENESSERE ANIMALE &#8211; Etichettatura nazionale di qualità: Comitato Tecnico Scientifico per il Benessere Animale nominato a febbraio, ma ancora nessuna consultazione con la società civile.</b></em></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono passati più di due mesi dalla </span><a href="https://www.anmvioggi.it/images/MASAF-2023-CTSBA.pdf"><span style="font-weight: 400;">nomina</span></a><span style="font-weight: 400;"> ufficiale del Comitato Tecnico Scientifico che dovrebbe stabilire gli standard e produrre i disciplinari della nuova etichettatura di Stato per il benessere animale ma le associazioni che si occupano attivamente del tema non sono ancora state né convocate né informate sui lavori che il Comitato sta attualmente affrontando. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il decreto, a firma del Ministro della Salute e del Ministro dell’Agricoltura, risale infatti al 23 febbraio 2023 ma sui lavori che dovrebbero trasparentemente portare alla stesura degli standard di benessere animale per tutte le specie allevate in Italia non vi sono informazioni ufficiali né accessibili. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Animalisti Italiani Onlus fa parte del gruppo delle 14 Associazioni aderenti alla “Coalizione contro le #BugieInEtichetta”</strong> che ha quindi scritto agli uffici competenti del Ministero dell’Agricoltura che svolge funzioni di segreteria del Comitato, per sottoporre le osservazioni sulle bozze di disciplinari ricevuti in visione nello scorso gennaio (prima della costituzione del CTSBA) e per sottolineare l’importanza di un processo chiaro e trasparente circa l’etichettatura nazionale Sistema Qualità di Benessere Animale. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In particolare, le associazioni hanno avuto accesso solo a due disciplinari, quelli relativi ad </span><i><span style="font-weight: 400;">“allevamento suini all’ingrasso (oltre i 50 kg) all’aperto”</span></i><span style="font-weight: 400;"> e </span><i><span style="font-weight: 400;">“allevamento bovine da latte in sistemi di allevamento stallino con o senza ricorso al pascolo” </span></i><span style="font-weight: 400;">ed </span><b>entrambi sono oggetto di numerose richieste di chiarimento, </b><span style="font-weight: 400;">in particolare per tutto ciò che concerne le condizioni di allevamento dei suini classificati come allevati all’aperto precedenti al raggiungimento dei 50 kg</span> <span style="font-weight: 400;">previsti dal disciplinare, che potrebbero essere allevati al chiuso con metodo convenzionale per buona parte della loro vita ma essere comunque classificati come “all’aperto”. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le associazioni ricordano anche che il progetto SQNBA prevede l’uso di fondi pubblici e pertanto è fondamentale che le misure previste per l’utilizzo dei fondi siano ambiziose e </span><span style="font-weight: 400;">garantiscano realmente standard più elevati di tutela degli animali allevati, nel rispetto di un uso responsabile e utile a tutta la cittadinanza dei fondi UE</span><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualunque forma di ribasso atta a certificare la mera situazione produttiva attuale presenterebbe, di fatto, un potenziale inganno nei confronti dei consumatori e dei cittadini in quanto non rappresenterebbe un percorso di qualità rispetto ai requisiti minimi già previsti dalla normativa. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per tutti questi motivi le associazioni chiedono </span><span style="font-weight: 400;">al Presidente del Comitato Tecnico Scientifico Dott. Giuseppe Blasi, al Vicepresidente Dott. Pierdavide Lecchini e a tutti i</span><span style="font-weight: 400;"> componenti il CTSBA un incontro urgente per poter essere ascoltati in relazione ai disciplinari in esame e quelli attualmente in sviluppo da parte del Comitato Tecnico Scientifico, così come espressamente previsto dal </span><span style="font-weight: 400;">decreto n. 341750 del 2 agosto 2022.</span></p>
<h2><strong>LEGGI LA<span style="color: #ff0000;"> <a style="color: #ff0000;" href="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2023/05/LETTERA.pdf">LETTERA</a></span></strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>IL GOVERNO, NEMICO DEL FUTURO, VIETA LA CARNE SINTETICA IN ITALIA</title>
		<link>https://animalisti.it/2023/03/29/il-governo-nemico-del-futuro-vieta-la-carne-sintetica-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 14:46:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’ultimo Consiglio dei Ministri ha vietato la produzione e la vendita in Italia di cibi sintetici come le nuove carni prodotte in laboratorio da cellule animali. Afferma Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani Onlus: “È vergognoso. Il Governo Meloni è dalla parte degli oppressori, a favore della caccia e degli allevamenti intesivi, servo delle categorie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’ultimo Consiglio dei Ministri ha <strong>vietato la produzione e la vendita in Italia di cibi sintetici</strong> come le nuove carni prodotte in laboratorio da cellule animali.<br />
Afferma <strong>Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani Onlus</strong>: “È vergognoso. Il Governo Meloni è dalla parte degli oppressori, a favore della caccia e degli allevamenti intesivi, servo delle categorie che <strong>lucrano sulla</strong> <strong>pelle degli animali</strong>. Non potevano fare altro che <strong>bloccare la strada ad un’alimentazione cruelty free</strong>, senza sfruttamento e morte degli animali.<br />
L’<strong>attuale Governo non ascolta le nostre istanze</strong>, legittime: le associazioni che tutelano gli animali non vengono mai convocate ai tavoli di confronto. <strong>Lollobrigida parla di “carne sintetica” in modo fuorviante</strong>: si tratta di carne coltivata derivante da cellule che non lede il benessere animale, la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare.<br />
La carenza di test scientifici dietro cui si nasconde il Ministro Lollobrigida è risolvibile attraverso la prosecuzione della ricerca e della sperimentazione in materia di agricoltura cellulare che, certamente, non potrà portare a nuovi risultati se bloccata in principio dal provvedimento emesso.<br />
<strong>La verità è che si difendono gli interessi delle lobbies a discapito della salute collettiva e degli animali</strong>”.</p>
<p>Anche se la produzione di carne coltivata richiede l’utilizzo di cellule animali, può rappresentare un’alternativa nonviolenta alla produzione di carne che va incontro a chi ancora non ha abbracciato la scelta vegana, che noi ovviamente auspichiamo.</p>
<p>Attualmente, come da <strong>report Nomisma</strong>, il <strong>mercato</strong> mondiale di <strong>carne sintetica</strong>, <strong>legale negli Usa e a Singapore, ha registrato investimenti pari a 1,3 miliardi,</strong> con le aziende di riferimento a livello mondiale, tra laboratori e start up, <strong>passate da 13 a 117</strong> dal 2016 al 2022 e la produzione globale di carne in vitro che si prospetta al 2030 in aumento fino a <strong>2,1 milioni di tonnellate.</strong><br />
Dati che dovrebbero far riflettere il nostro Governo.<br />
Bisognerebbe mettere un freno a decisioni sconsiderate. Questo tipo di carne ha il vantaggio di ottenere da una sola cellula sino a 10.000 chili di carne in poche settimane, senza uccidere animali ed evitando l’<strong>inquinamento ambientale creato dagli allevamenti, responsabile del 14,5% del gas serra</strong>,<strong> oltre che di consumo dell’acqua e di suolo.</strong></p>
<p>___________________________________________________________________________________________________________</p>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xdj266r x126k92a"></div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Puoi firmare la petizione europea, <a class="x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv x1qq9wsj xo1l8bm" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/EndTheSlaughterAge/?__cft__[0]=AZXCQoc3rQMlKKUXXx27A1SGPGUoyUXJ1iLcggK8yAWd3A56pSvlQEAtXmVowB3VoCAffyYQCAIVhnzihHbVCa4B3c2YRBE3B91QCV4skJB9C_bVHJAHU6v4kCEetOKAnO2e3294lQbT9i5fTrGI70vvqKHyU5BoycUHw8lC46zDynxhuL_qW6nCkCEe_4rJ_fA&amp;__tn__=kK-R"><span class="xt0psk2">End The Slaughter Age, </span></a>che se raggiungerà 1 milione di firme, impegnerà l&#8217;Europa a spostare i finanziamenti destinati agli allevamenti a favore di carne coltivata e vegetale.</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<h3 dir="auto"><strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000080;">Firma</span> <a style="color: #ff0000;" href="https://eci.ec.europa.eu/025/public/#/screen/home">QUI</a></span></strong></h3>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>“END THE SLAUGHTER AGE”, FIRMA ANCHE TU A SOSTEGNO DI UN’ALIMENTAZIONE PRIVA DI CRUDELTÀ IN EUROPA</title>
		<link>https://animalisti.it/2023/03/24/end-the-slaughter-age-firma-anche-tu-a-sostegno-di-unalimentazione-priva-di-crudelta-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 10:44:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[Animalisti Italiani  Onlus da novembre 2022 ha aderito alla coalizione animalista che sostiene un’altra importantissima iniziativa dei cittadini europei (ICE) in favore degli animali: “End The Slaughter Age” per un’Europa che non continui a finanziare ed essere complice della sofferenza e dello sfruttamento degli animali negli allevamenti e nei macelli. IL TEMPO STA PER SCADERE. L’obiettivo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Animalisti Italiani  Onlus da novembre 2022 ha aderito alla coalizione animalista che sostiene un’altra importantissima iniziativa dei cittadini europei (ICE) in favore degli animali: <strong>“End The Slaughter Age”</strong> per un’Europa che non continui a finanziare ed essere complice della sofferenza e dello sfruttamento degli animali negli allevamenti e nei macelli.</p>
<p>IL TEMPO STA PER SCADERE.</p>
<p><strong>L’obiettivo è richiedere alla Commissione Europea di considerare:</strong></p>
<p><strong>1 – L’esclusione dell’allevamento (zootecnia) dalle attività ammesse ai sussidi agricoli, favorendo l’inclusione di alternative etiche ed ecologiche come l’agricoltura cellulare e le proteine vegetali;</strong></p>
<p><strong>2 – Incentivi per la produzione e la vendita di prodotti a base vegetale e di quelli realizzati con l’agricoltura cellulare.</strong></p>
<h3>GUARDA IL VIDEO APPELLO DEL PRESIDENTE DEGLI ANIMALISTI ITALIANI</h3>
<p><iframe title="BASTA SUSSIDI ALLA MORTE. FIRMA L&#039;ICE: End The Slaughter Age!" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/LAa6ElrFGfs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Aumenta sempre più il numero di persone, soprattutto i giovani, che intraprendono il cammino verso un’alimentazione che non prevede lo sfruttamento, la sofferenza e l’uccisione di animali, sostituendo la carne e i suoi derivati con prodotti vegetali alternativi.</p>
<p>E&#8217; risaputo che l’allevamento intensivo e l’intero settore zootecnico sono una delle principali cause di inquinamento ambientale. L’emissione di gas serra, che tra il <strong>15% e il 51%</strong> sono legate al consumo di carne tradizionale, sta ormai raggiungendo un punto di non ritorno per la salute del pianeta, degli animali e dell’uomo stesso.</p>
<p>Grazie a questa iniziativa (ICE) si richiede di valutare una nuova normativa per facilitare la transizione dai prodotti ottenuti tramite l’allevamento, la macellazione e la caccia a prodotti privi di crudeltà, come quelli plant-based, quelli realizzati grazie all’agricoltura cellulare, a fermentazione, acquacoltura cellulare e tecnologie simili.</p>
<p>Abbiamo una grande opportunità per salvare la vita di milioni di animali senza colpa, vittime dell&#8217;antropocentrismo e dell&#8217;egoismo umano. E&#8217; l&#8217;occasione per aprire una nuova strada, verso un&#8217;alimentazione cruelty-free.</p>
<h2>Basta davvero poco, basta solo una firma entro il 5 GIUGNO per salvare milioni di VITE.</h2>
<h2>Clicca qui<strong><span style="color: #ff0000;"> <a style="color: #ff0000;" href="https://eci.ec.europa.eu/025/public/#/screen/home">FIRMA ORA</a></span></strong></h2>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Anche il famoso attore Tullio Solenghi e la bravissima chef veg Laura Fiandra sostengono <a href="https://endtheslaughterage.eu/it/">End The Slaughter Age</a>. Ascolta le loro parole</strong> </span>👇</p>
<p><iframe title="TULLIO SOLENGHI E LAURA FIANDRA PER &quot;End The Slaughter Age&quot;" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/I9dnwg-O5QI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>LEGGE DI BILANCIO: SONO OLTRE 40 MILIONI GLI ANIMALI ALLEVATI IN GABBIA OGNI ANNO IN ITALIA</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/12/06/legge-di-bilancio-sono-oltre-40-milioni-gli-animali-allevati-in-gabbia-ogni-anno-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Dec 2022 13:07:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
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					<description><![CDATA[     Legge di bilancio: sono oltre 40 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno in Italia. La coalizione italiana End The Cage Age: neanche un euro per la transizione all’allevamento cage-free. L’Italia rischia di perdere un treno importante. Roma, 06 dicembre 2022 &#8211; “È in forte crescita la domanda di milioni di cittadini-consumatori europei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class=" wp-image-10858 aligncenter" src="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168-300x36.png" alt="" width="592" height="71" srcset="https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168-300x36.png 300w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168-600x73.png 600w, https://animalisti.it/wp-content/uploads/2022/12/image_168.png 636w" sizes="(max-width: 592px) 100vw, 592px" /></p>
<p style="text-align: center;">     <strong><em>Legge di bilancio: sono oltre 40 milioni gli animali allevati in gabbia ogni anno in Italia.</em></strong></p>
<p><strong>La coalizione italiana End The Cage Age: neanche un euro per la transizione all’allevamento cage-free. L’Italia rischia di perdere un treno importante.</strong></p>
<p>Roma, 06 dicembre 2022 &#8211; “<em>È in forte crescita la domanda di milioni di cittadini-consumatori europei che vogliono una concreta attenzione al benessere animale e la transizione verso sistemi di allevamento cage-free. </em></p>
<p><em>Secondo un sondaggio di YouGov Plc (2020), l’84% dei cittadini italiani ritiene che l’uso delle gabbie sia crudele nei confronti degli animali e l&#8217;83% chiede che i fondi agricoli siano utilizzati per incentivare la transizione verso allevamenti senza gabbie. </em></p>
<p><em>Per questo chiediamo alla politica italiana azioni immediate: <strong>assegnare le risorse nella legge di bilancio per sostenere la transizione verso sistemi di allevamento senza gabbie dando così una risposta ai cittadini-consumatori e un futuro all’Italia</strong></em><strong>.</strong>”</p>
<p>Questa <strong>la richiesta delle associazioni impegnate nella coalizione italiana “End The Cage Age”,</strong> che riunisce Animalisti Italiani, Amici della Terra, Animal Aid, Animal Equality Italia, ALI – Animal Law Italia, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, HSI/Europe, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, LAV, Legambiente, LEIDAA, LNDC Animal Protection, LUMEN, OIPA, Partito animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.</p>
<p><strong>L’Iniziativa End the Cage Age ha raccolto oltre 1,4 milioni di firme convalidate</strong>, firme di cittadini europei che hanno chiesto di vedere la fine dell’era delle gabbie in Europa. <strong>La transizione verso allevamenti senza gabbie per tutti gli animali è non soltanto fattibile, ma soprattutto doverosa e non più rinviabile</strong>, per rispondere alle richieste della società e rispettare quanto dice chiaramente la scienza. Oggi è anche una forte domanda del libero mercato, ma per concretizzarsi in tempi utili ha bisogno del deciso sostegno pubblico.</p>
<p>In Italia la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 29 novembre scorso del decreto legislativo che disciplina il «Sistema di qualità nazionale per il benessere animale» offre una potenzialità per innovare il comparto zootecnico, stagnante e fermo nell’innovazione, ma non ci sarà partita  se non verranno previsti adeguati fondi nella legge di bilancio per accompagnare la transizione negli allevamenti italiani verso un modello diverso, dove le caratteristiche etologiche degli animali siano maggiormente rispettate.</p>
<p>Il Governo italiano può e deve fare la differenza puntando a un cambio di passo a livello nazionale che faccia primeggiare l’Italia con politiche economiche mirate a sostegno della inevitabile transizione cage-free. Nella partita globale, ciò può avvenire solo con un’Europa unita a favore dell&#8217;allevamento senza gabbie che sia in grado di rispondere senza ritardo alla domanda crescente nel mercato europeo di allevamenti senza gabbie per tutti gli animali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SENZA GABBIE È POSSIBILE, PER TUTTI GLI ANIMALI</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/11/30/10842-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2022 16:33:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Allevamenti intensivi]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Governo italiano sostenga il divieto legislativo delle gabbie a livello europeo “La transizione verso allevamenti senza gabbie per tutti gli animali è fattibile, oltre che doverosa” è ciò che hanno affermato Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Essere Animali e HSI/Europe nell’evento organizzato per la coalizione italiana End the Cage Age, al fine di discutere il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="block">
<div class="legenda"></div>
<div class="sharingBox">
<div>
<h2>Il Governo italiano sostenga il divieto legislativo delle gabbie a livello europeo</h2>
<p><strong>“La transizione verso allevamenti senza gabbie per tutti gli animali è fattibile, oltre che doverosa”</strong> è ciò che hanno affermato Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Essere Animali e HSI/Europe nell’evento organizzato per la coalizione italiana End the Cage Age, al fine di discutere il passaggio a sistemi cage-free per conigli e quaglie, con la presentazione di un report in merito, realizzato dal <strong>CRPA – Centro Ricerche Produzioni Animali</strong> e presentato durante il convegno “<strong>Senza gabbie è possibile</strong>– Dare seguito all’Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age per tutti gli animali”, tenutosi ieri a Roma, presso Spazio Europa.</p>
<p><strong>In Europa, ogni anno, oltre 300 milioni di animali (galline, scrofe, vitelli, conigli, quaglie e anatre) vengono ancora allevati in gabbia, per tutta o una parte significativa della loro vita.</strong> Oltre 40 milioni di loro solo in Italia. In risposta all&#8217;Iniziativa dei Cittadini Europei End the Cage Age, la Commissione Europea si è impegnata a proporre entro il 2023 una normativa per eliminare l’utilizzo delle gabbie nell’allevamento.</p>
<p>A nome di tutta la coalizione italiana End The Cage Age, è stato <strong>rinnovato l’appello al Governo italiano, al ministro dell&#8217;Agricoltura Francesco Lollobrigida e al ministro della Salute Orazio Schillaci, a dare il proprio fondamentale contributo sia sostenendo il divieto legislativo delle gabbie a livello europeo sia avviando, tramite politiche economiche mirate, la transizione cage-free anche in ambito nazionale</strong>. “<em>Lo studio del CRPA ha mostrato fattibilità e costi. Non ci sono scuse. Bisogna solo volerlo. Chiediamo al Governo di investire nella transizione cage-free senza indugi</em>” hanno detto le associazioni.</p>
<p>L’evento ha visto gli interventi anche delle parlamentari Eleonora Evi (Alleanza Verdi e Sinistra), Michela Vittoria Brambilla (Misto) e Alessandra Maiorino (Movimento 5 Stelle).</p>
</div>
</div>
</div>
<p><strong>NOTA:</strong></p>
<p><strong>Formata da 22 associazioni* la coalizione trae il proprio nome dall’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End The Cage Age</strong><strong>, che ha raccolto oltre 1 milione e 400 mila firme certificate in tutta Europa, ed è stata la prima ICE su un tema legato agli animali allevati a scopo alimentare ad avere successo, nonché la terza in assoluto per numero di firme nella storia dell’UE</strong>. Un risultato straordinario, che mostra in modo inequivocabile la sempre maggiore sensibilità dei cittadini verso le condizioni di vita degli animali allevati. Ed è proprio riconoscendo la voce forte e chiara dei cittadini che la Commissione Europea lo scorso 30 giugno ha dichiarato di accogliere le istanze dell’ICE End the Cage Age, impegnandosi pubblicamente a <strong>presentare entro il 2023 una proposta legislativa per eliminare gradualmente le gabbie, con l’obiettivo di arrivare, entro il 2027, al divieto totale del loro impiego nell’UE</strong>.</p>
<p><em>*Animalisti Italiani, Amici della Terra, Animal Aid, Animal Equality Italia, ALI &#8211; Animal Law Italia, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Essere Animali, HSI /Europe, Il Fatto Alimentare, Jane Goodall Institute Italia, LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia, LAV, Legambiente, LEIDAA, LNDC Animal Protection, LUMEN, OIPA, Partito animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.</em></p>
<div class="socialLinks footerSocialSharing"></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cop 27, il cibo salverà il clima?</title>
		<link>https://animalisti.it/2022/11/15/cop-27-il-cibo-salvera-il-clima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[animalista]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 16:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e Salute]]></category>
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		<category><![CDATA[cop 27]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni è in corso la COP27, con oltre 190 Paesi da tutto il mondo. Ha preso il via domenica 6 novembre e terminerà il 18 novembre. Si tratta dell&#8217;appuntamento annuale promosso dalla UNFCCC (la Conferenza dell&#8217;ONU sui cambiamenti climatici) dove sono svolti i negoziati sul clima: l&#8217;appuntamento quest&#8217;anno è a Sharm el-Sheikh, in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni è in corso la COP27, con oltre 190 Paesi da tutto il mondo.</p>
<p>Ha preso il via domenica 6 novembre e terminerà il 18 novembre.</p>
<p>Si tratta dell&#8217;appuntamento annuale promosso dalla UNFCCC (la Conferenza dell&#8217;ONU sui cambiamenti climatici) dove sono svolti i negoziati sul clima: l&#8217;appuntamento quest&#8217;anno è a Sharm el-Sheikh, in Egitto.</p>
<p>Per la prima volta si sta parlando anche di agricoltura e alimentazione. Il complesso agroalimentare è responsabile di un terzo delle emissioni.<br />
Persino il Papa all&#8217;Angelus ha lanciato dalla finestra del Palazzo apostolico un grido d’aiuto per il pianeta terra, chiedendo che al vertice sul clima, la Cop27,  si facciano passi in avanti sul solco degli accordi internazionali di Parigi. Il Pontefice, autore della prima enciclica sociale green, Laudato Si, ha incoraggiato ancora una volta i leader mondiali riuniti in Egitto a intraprendere un’azione “radicale” per affrontare il cambiamento climatico. Non è il solo visto che da anni ci mobilitiamo in tutte le piazze d&#8217;Italia per sensibilizzare sul tema ed evidenziare come si glissi sempre sull’impatto degli allevamenti sul cambiamento climatico!</p>
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<p>Eppure l’allevamento di animali destinati alla tavola contribuisce per almeno il 14,5% delle emissioni globali di gas serra. Basti pensare che 1 kg di carne di bovino genera 23 volte i costi ambientali per la società rispetto a 1 kg di legumi. Non dimentichiamolo!</p>
<p>Solo eliminando il consumo di carne animale potremo salvare il pianeta.</p>
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